‘C’E’ L’OK, E’ IL PORTO SICURO’. IN 53 SBARCANO IN SICILIA
Anche vedette e navi italiane porteranno nel porto spagnolo di Valencia i migranti dell’Aquarius. Lo conferma il ministro Infrastrutture Toninelli, che da’ conto di una decisione con il premier e le Capitanerie. ‘Basta business immigrazione, si puo’ cambiare’, insiste il ministro. ‘#Aquarius ha ricevuto conferma: il porto sicuro e’ #Valencia. I rifornimenti sono a bordo’, fa sapere Sos Mediterranee. Intanto, la Corsica propone uno dei suoi porti in nome della solidarieta’ europea. A Noto, nel Siracusano, sbarco di 53 migranti pachistani e afghani, lasciati da un’imbarcazione che poi ha ripreso il largo. Domani a Catania una nave della Guardia costiera con 937 migranti e due cadaveri.
La Spagna ha annunciato che consentira’ lo sbarco nel porto di Valencia ai 629 migranti rimasti bloccati nel Mar Mediterraneo dopo che il nuovo governo dell’Italia aveva negato l’accesso ai porti italiani alla nave a bordo della quale si trovano, con l’obbiettivo di costringere l’Europa ad affrontare il problema dell’immigrazione. Il gesto del nuovo primo ministro socialista spagnolo, Pedro Sa’nchez, evita cosi’ l’insorgere di una emergenza umanitaria: l’agenzia Onu per i profughi aveva avvertito che i migranti stavano finendo le scorte di cibo ed acqua. La crisi era iniziata quando Matteo Salvini, il nuovo primo ministro italiano che e’ anche leader della Lega di estrema destra, domenica scorsa 10 giugno aveva vietato l’accesso ai porti italiani alla nave “Aquarius” dell’Ong (organizzazione non-governativa) francese SOS Me’diterrane’e, che aveva raccolto al largo delle coste della Libia i migranti tra i quali ci sono oltre un centinaio di minorenni non accompagnati e sette donne incinte: Salvini aveva chiesto che fossero sbarcati a Malta, ma le autorita’ maltesi a loro volta avevano rifiutato, lasciando i migranti in un limbo. Il rifiuto di Salvini per la nave “Aquarius”, seguito ieri lunedi’ 11 da un simile divieto di attracco per la nave “Sea Watch 3” di una Ong tedesca, e’ il primo tangibile segno della linea piu’ dura sull’immigrazione adottata dal nuovo governo dell’Italia: la coalizione populista arrivata da pochi giorni al potere a Roma, formata dalla Lega di Salvini e dal partito anti-sistema Movimento 5 stelle (M5s), ha annunciato di voler reprimere il fenomeno dell’immigrazione illegale in Italia ed ha promesso di essere meno arrendevole sulla questione nei confronti della Commissione europea di Bruxelles e degli altri paesi membri dell’Ue; “Vogliamo che al piu’ presto si apra un dibattito europeo”, ha twittato ieri il nuovo ministro dei Trasporti italiano, Danilo Toninelli del M5s. Salvini ha immediatamente cantato vittoria dopo l’annuncio della Spagna: “E’ segno che finalmente qualcosa sta cambiando”.
A Bruxelles si ammette che la vicenda della “Aquarius” e’ una “questione politica” di cui l’Europa dovrebbe farsi carico, anche perche’ molti segnali in Libia fanno temere una massiccia ripresa del flusso migratorio; ma il tentativo di riformare gli accordi di Dublino, che regolano il dovere dell’accoglienza di profughi e migranti, e’ fallito la scorsa settimana tra polemiche astiose. In assenza di una riforma, e’ tutt’altro che chiaro se la decisione di Salvini, e la risposta della Spagna, costituira’ un nuovo paradigma sull’immigrazione: “E’ estremamente improbabile che l’Europa riesca ad allestire una risposta rapida ed adeguata”, prevede Paolo Magri, direttore dell’Istituto per le politiche internazionali di Milano; “soprattutto se si guarda al precedente dell’ultimo anno di dibattiti inconcludenti”.
“Le condizioni meteo nei prossimi giorni vanno a deteriorarsi per cui non potremo affrontare questo trasporto con tutte le persone a bordo. La soluzione che e’ stata individuata da Roma e’ di affidare 500 dei nostri soccorsi alla nave Dattilo della Guardia costiera e a una nave della Marina di cui non sappiamo ancora l’identificativo”. Cosi’ Alessandro Porro, operatore Sar (search and rescue) a bordo dell’Aquarius, la nave di Sos Mediterrane’e e Medici senza frontiere con 629 migranti a bordo, tra cui 7 donne incinte e oltre 100 minori non accompagnati, questa mattina durante la trasmissione Agora’, il programma di Rai3, condotto da Serena Bortone. “Siamo a ventisette miglia a Nord Est di Malta, abbiamo ricevuto questa mattina dei rifornimenti da parte di una nave italiana e abbiamo anche ricevuto la conferma scritta dal Mrcc di Roma che il nostro rapporto safety sara’ a Valencia”, spiega Porro che aggiunge: “Dal nostro punto di vista questo non e’ l’uso migliore e razionale delle risorse SAR perche’ in un momento in cui tutte queste imbarcazioni che dovrebbero fare soccorso in un posto in cui la gente muore, sono in realta’ impegnate in un trasferimento lungo, che richiede giorni, questo inficia la capacita’ di soccorso e quindi ci dispiace pensare che questa situazione comportera’ degli altri morti”.
La vicenda dell'”Aquarius” mette in luce il fallimento dell’attuale regolamento di Dublino sul sistema comunitario dell’asilo, la cui riforma è bloccata in Consiglio Ue, e la necessità di ripartire dalla proposta approvata a larga maggioranza dal Parlamento europeo, che risolverebbe i problemi di malfunzionamento del sistema. Lo ha sottolineato, fra gli altri, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, durante la plenaria dell’Assemblea oggi a Strasburgo. “Ricordo al Consiglio che il Parlamento europeo da mesi ha approvato una proposta di riforma di Dublino. Dopo i risultati dell’ultimo Consiglio Affari interni, credo sia giusto esaminare attentamente il testo approvato da uno dei colegislatori europei. Sottolineo l’importanza di esaminare come testo base quello del Parlamento europeo, che coniuga fermezza e solidarietà”, ha detto Tajani. “Lancio un appello al Consiglio – ha concluso il presidente dell’Europarlamento – affinché non venga sottovalutata o ignorata la proposta seria che ha avuto grande consenso nell’Aula per la riforma del sistema di Dublino”. Un tentativo di compromesso della presidenza di turno bulgara per la riforma di Dublino è bloccata in Consiglio da una doppia opposizione: da parte dei paesi dell’Europa centro orientale contrari a qualunque modifica del sistema attuale, che nega la solidarietà europea e lascia tutta la responsabilità al paese di primo approdo dei richiedenti asilo, e da parte dell’Italia e di altri paesi mediterranei in prima linea sulle rotte dei flussi migratori, che considerano del tutto inadeguata la proposta. La posizione dell’Europarlamento prevede invece un vero e proprio sistema comunitario dell’asilo, con quote di redistribuzione automatiche dei richiedenti asilo in tutti gli Stati membri, indipendentemente dal paese di primo arrivo.
“Nelle ultime ore si e’ consumata una triste pagina di attualita’ che ha visto seicentoventinove persone strumentalizzate da eminenti esponenti del governo italiano come merce propagandistica. Rifiutando l’attracco in Italia della nave Aquarius, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Ministro degli Interni Matteo Salvini e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli si sono resi protagonisti di un’interpretazione troppo restrittiva delle regole di salvataggio delle persone in pericolo, mettendo ulteriormente a rischio la salute delle persone a bordo della nave, tra le quali figuravano numerosi minori non accompagnati e donne incinte”. Lo ha detto l’europarlamentare Ce’cile Kyenge (PD/S&D). “Solo l’aiuto del governo spagnolo – ha spiegato Kyenge – ha permesso che la situazione non degenerasse. Al primo ministro spagnolo Pedro Sánchez e al suo governo va il mio ringraziamento piu’ sentito. La spregiudicatezza con la quale Conte, Salvini e Toninelli hanno giocato sulle vite di piu’ di seicento persone pone ancora piu’ in evidenza il fatto che sia ormai urgentissima una revisione del regolamento di Dublino”. Kyenge ha poi continuato: “Invece che denigrare l’azione umanitaria dell’Italia a livello europeo e mondiale con manovre di forza al limite della legalita’, sarebbe auspicabile che il governo italiano appoggiasse la proposta che gia’ da tempo abbiamo avanzato al Parlamento Europeo: una riforma che permetta una gestione europea e non piu’ solo nazionale del fenomeno migratorio e dell’asilo. Il concetto alla base della nostra proposta e’ che “chi sbarca in Italia sbarca in Europa”: un cambio di paradigma che prevederebbe la gestione piu’ efficace dei ricollocamenti, attuati in base al principio della solidarieta’, spostandola dalla sede nazionale a quella europea e che consentirebbe un’equa condivisione delle responsabilita’. Le forze al governo invece su questo tema hanno votato contro e ora tacciono colpevolmente: forse l’immigrazione per loro e’ utile solo a scopi elettorali?”