STRETTA SUI CONTRATTI A TERMINE, SCURE SU DELOCALIZZAZIONI
Via libera del Consiglio dei ministri al dl Dignita’, che prevede – fra l’altro – una stretta sui contratti a termine, un pacchetto fisco ‘light’ con ritocchi al redditometro, lo spostamento della scadenza dello spesometro al 28 febbraio, lo stop allo ‘split payment’ solo per i professionisti e la ‘guerra’ alle aziende che delocalizzano in paesi extra Ue. Un provvedimento con il quale il governo intende ‘licenziare il Jobs Act’. “E’ la Waterloo del precariato, e’ finita l’epoca del precariato senza alcun tipo di ragione”, commenta Di Maio. In particolare, si sottolinea ‘la vita breve dei contratti a termine’ che potranno durare al massimo 24 mesi, e senza causale al massimo due anni anziche’ tre. C’e’ poi la stretta sulla pubblicita’ di giochi, dalla quale viene pero’ esclusa la Lotteria Italia.
Una riduzione del costo del lavoro finalizzata ad incentivare le imprese che possono crescere sara’ introdotta con la legge di Bilancio. Lo ha assicurato il vice-premier Luigi Di Maio parlando stamani ad Agora’ delle misure adottate con il decreto Dignita’ approvato ieri dal consiglio dei ministri che contiene misure sulle imprese. ‘Ridurremo il costo del lavoro – ha detto – ci stiamo lavorando per la legge di Bilancio’. Sara’ ‘un abbassamento di costo del lavoro selettivo, su tutte le imprese che hanno un margine di crescita. Le incentiveremo’. Di Maio ha aggiunto che ‘ora tagliamo le pensioni d’oro. Incardiniamo un disegno di legge al Senato e spero di approvarlo entro l’estate’.
“Abbiamo appena concluso il Cdm e approvato il primo provvedimento economico di questo governo: il decretodignità. Ve lo avevo promesso, di fare guerra al precariato, alla burocrazia, al gioco d’azzardo e alle delocalizzazioni. Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto”. Così il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, dopo l’approvazione del decretò dignità in Cdm, in un video condiviso su Facebook. “Non voglio fare proclami perché c’è ancora tanto da fare ma grazie al nostro decreto si disattiva il redditometro e lo spesometro prevede un solo adempimento a fine anno e basta e lo split payment non esiste più per i professionisti. E’ la Waterloo del precariato, è finito il precariato senza ragioni, basta abusare dei contratti a tempo determinato e aumentate le penali per gli ingiusti licenziamenti sui contratti a tempo indeterminato”. “E’ un primo passo per dire che non si può rinnovare all’infinito un contratto a tempo determinato per i giovani – ha ribadito Di Maio – e per le dolocalizzazioni ora chi delocalizza ci deve ridare i soldi con gli interessi pari a due o quattro volte quello che si è preso, e se si prendono i soldi e si delocalizza e poi si licenzia, gli chiediamo i soldi con gli interessi. Infine il gioco d’azzardo: abbiamo vietato la pubblicità per il gioco d’azzardo”.
Stretta sui contratti a termine, misure contro la delocalizzazione delle imprese che hanno goduto di incentivi, contrasto alla ludopatia e interventi su spesometro, redditometro e split payment. Sono i capitoli del decreto dignità composto da 12 articoli ed approvato nella serata di ieri dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio.
CAPITOLO LAVORO Il dl interviene sulle norme che regolano i contratti a termine portando la durata massima da 36 a 24 mesi e fissando l’obbligo di indicare la causale dopo i primi 12 mesi. Ridotto anche il numero di rinnovi che passano da 5 a 4. È inoltre aumentato fino da 120 a 180 giorni il termine entro il quale sarà possibile l’impugnazione del contratto (in una prima versione del dl erano previsti 270 giorni). Per i contratti a termine si applicherà, inoltre, un costo contributivo crescente di 0,5 punti per ogni rinnovo a partire dal secondo. Il decreto aumenta l’indennità da riconoscere al lavoratore ingiustamente licenziato portandola da un minimo di 4 ad un massimo di 24 mesi fino ad un minimo di 6 ad un massimo di 36 mesi. Per quanto riguarda lo staff leasing, è stabilito che al lavoratore da somministrare assunto a tempo determinato si dovrà applicare la disciplina del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato.
MISURE CONTRO DELOCALIZZIONI E LICENZIAMENTI Il pacchetto anti-delocalizzazione prevede che le imprese italiane ed estere operanti in Italia, e che abbiano beneficiato di un aiuto di Stato, decadono dal beneficio se delocalizzano in stati non appartenenti all’Unione Europea entro cinque anni dalla data di conclusione dell’agevolazione. Prevista anche una sanzione da due a quattro volte l’importo dell’aiuto fruito. Sanzione che non si applica però a chi sposta l’attività all’interno dell’Unione europea. Le misure anti delocalizzazione si applicano con modalità specifiche anche a chi ha beneficiato dell’iperammortamento e del credito d’imposta per ricerca e sviluppo. Stabilita una salvaguardia occupazionale per le imprese che beneficiano di aiuti e che non potranno ridurre il personale oltre il 10% nei cinque anni succcessivi alla data del completamento dell’investimento incentivato. C
ONTRASTO ALLA LUDOPATIA Confermato nel testo finale il divieto di pubblicità per giochi e scommesse con vincite in denaro: la norma di applica ?De Futuro’ e quindi sono fatti i salvi i contratti in essere. Sono escluse dal divieto le lotterie nazionali a estrazione differita e i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.
REDDITOMETRO, SPESOMETRO E SPLIT-PAYMENT Sul fronte fiscale arrivano una serie di interventi di portata limitata in attesa di capire quali saranno i margini in legge di bilancio. Viene rivisto il metodo di determinazione del redditometro, viene abolito lo split payment per i servizi resi dai professionisti alle pubbliche amministrazioni con ritenuta alla fonte. Riviste poi le scadenze per l’invio dei dati delle fatture. Quelli del terzo trimestre del 2018 possono essere trasmessi entro il 28 febbraio 2019 mentre, in generale, per chi opta per l’invio semestrale, i termini sono fissati rispettivamente al 30 settembre del medesimo anno per il primo semestre e al 28 febbraio dell’anno successivo per il secondo semestre.
“Dopo un mese di annunci rocamboleschi il mini decreto di ieri non favorisce gli investimenti in Italia e il lavoro di qualità. Introduce soltanto ostacoli per lavoro e investimenti. Lasciamo stare la #dignità”. Lo scrive su Twitter l’ex premier Paolo Gentiloni, deputato Pd.