DIVIETO DI SPOT SULLE SCOMMESSE, L’IRA DEI GESTORI
Scontro governo-Confindustria sul decreto dignita’ per le norme sul lavoro precario. ‘Segnali molto negativi: ci sara’ meno lavoro, non meno precarieta”, attaccano gli industriali. ‘Il decreto tutela i lavoratori onesti, senza danneggiare le imprese oneste: chi non abusa non ha nulla da temere. Saremo dalla parte degli imprenditori per far calare il costo del lavoro’, dice Di Maio. ‘Non siamo contro le imprese, serve una sana alleanza’, fa eco il premier Conte che annuncia ‘misure per la crescita’. Polemica anche sul divieto di spot per le scommesse. ‘A rischio migliaia di posti di lavoro’, dicono i gestori dei giochi, e la Lega calcio di Serie A segnala danni alle societa’ e allo Stato: 700 milioni di minor gettito in 3 anni.
“Il decreto-legge ‘dignita” approvato ieri e’ il primo vero atto collegiale del nuovo esecutivo e, anche per questo, e’ un segnale molto negativo per il mondo delle imprese”. Questo il primo commento di Confindustria sulle decisioni assunte ieri dal consiglio dei Ministri. “Come abbiamo sempre sostenuto – prosegue Confindustria – sono infatti le imprese che creano il lavoro. Le regole possono favorire o scoraggiare i processi di sviluppo e hanno la funzione di accompagnare i cambiamenti in atto, anche nel mercato del lavoro. Si dovrebbe percio’ intervenire sulle regole quando e’ necessario per tener conto di questi cambiamenti e, soprattutto, degli effetti prodotti da quelle precedenti. Il contrario di cio’ che e’ avvenuto col decreto ‘dignita”. Mentre infatti i dati Istat raccontano un mercato del lavoro in crescita, il Governo innesta la retromarcia rispetto ad alcune innovazioni che hanno contribuito a quella crescita”.
Secondo Confindustria, le nuove regole saranno poco utili rispetto all’obiettivo dichiarato – contrastare la precarieta’ – perche’ l’incidenza dei contratti a termine sul totale degli occupati e’, in Italia, in linea con la media europea. Il risultato sara’ di avere meno lavoro, non meno precarieta’. Preoccupa anche che siano le imprese a pagare il prezzo di un’interminabile corsa elettorale all’interno della maggioranza e che si creino i presupposti per dividere gli attori del mercato del lavoro, col rischio di riproporre vecchie contrapposizioni”. Valutazioni analoghe Confindustria fa anche per la stretta in tema di delocalizzazioni. “L’Italia”, osserva viale dell’Astronomia, “e’ un grande Paese industriale, la seconda potenza manifatturiera in Europa dopo la Germania, e avrebbe bisogno di regole per attrarre gli investimenti, interni ed esteri. Quelle scritte ieri, invece, gli investimenti rischiano di disincentivarli. Sia chiaro: colpire duramente i comportamenti opportunistici di chi assume un impegno con lo Stato e poi non lo mantiene e’ un obiettivo che condividiamo. Ma revocare gli incentivi per colpire situazioni di effettiva distrazione di attivita’ produttive e di basi occupazionali dall’Italia e’ un conto; altro e’, invece, disegnare regole punitive e dalla portata tanto ampia quanto generica”. Per l’associazione degli imprenditori, “l’unico denominatore comune delle scelte fatte in tema di lavoro e delocalizzazioni e’ di rendere piu’ incerto e imprevedibile il quadro delle regole in cui operano le imprese italiane: l’esatto contrario delle finalita’ di semplificazione e snellimento burocratico dichiarate dal nuovo Governo all’atto del suo insediamento”.
Il governo rilancia il decreto legge ‘Dignita” approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri, in una conferenza stampa dove i giallo-verdi schierano tre dei loro massimi esponenti: il capo del Esecutivo, Giuseppe Conte, il ministro per lo sviluppo Economico e del lavoro, Luigi Di Maio, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. Ma dalle opposizioni arrivano a stretto giro di posta critiche sul provvedimento. “Dopo un mese di annunci rocamboleschi il mini decreto di ieri non favorisce gli investimenti in Italia e il lavoro di qualita’. Introduce soltanto ostacoli per lavoro e investimenti. Lasciamo stare la dignita’”, scrive l’ex presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. “Il giudizio sul decreto Dignita’ e’ decisamente negativo, ma un’eccezione va fatta: la stretta sui giochi e scommesse e’ sacrosanta. Questo e’ un tumore che affligge la societa’ italiana e va sradicato”, sottolinea l’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. “Prima era solo improbabile propaganda. Ora che sono passati ai fatti diventa tutto piu’ chiaro: la chiamano dignita’ ma e’ solo un ritorno al tempo in cui si favoriva il lavoro nero”, osserva il presidente del partito Democratico, Matteo Orfini. “Il decreto dignita’ avra’ due effetti: diminuire l’occupazione ovunque e gli investimenti al Sud (e le reindustrializzazioni). E’ politica degli slogan non il governo della realta’. Sta al lavoro/crescita come fermare una nave Ong sta alla gestione dell’immigrazione. Pessimo debutto”, e’ il commento dell’ex ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda. “Il decreto Dignita’ e’ timido. Troppo timido. Considerando gli annunci mi sarei aspettato qualche deciso passo in avanti in piu'”, afferma Nicola Fratoianni, di Liberi e Uguali. “La parte del decreto dignita’ sul precariato sembra scritta dal Partito Comunista anni ’80. La ricetta Di Maio e’ irrigidire il mercato del lavoro e punire gli imprenditori cattivi per combattere il precariato”, e’ il j’accuse di Giorgia Meloni, presidente Di Fratelli d’Italia.
Il governo in ogni caso tira dritto: “Sono particolarmente lieto, come responsabile dei questo governo, che il primo decreto che ha contenuto economico sia intitolato al recupero della dignita’ dei lavoratori”, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, aprendo la conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Abbiamo adottato misure che contrastano la dimensione precaria del lavoro. Noi riteniamo che la dimensione precaria sia una dimensione normativa e esistenziale che non puo’ protrarsi nel tempo incondizionatamente, e che non puo’ essere l’unica misura dei rapporti di lavoro”, ha aggiunto. Con il decreto Dignita’ “diamo un colpo mortale al precariato, licenziando il Jobs Act”, ha precisato Di Maio.”Oggi le critiche vengono da chi ha massacrato i diritti sociali, invece di difenderli”, ha detto ancora. “Finalmente – ha proseguito – siamo un Paese orgoglioso di essere l’Italia, con un governo che comincia a difendere le fasce piu’ deboli della popolazione”. Il testo dovra’ ora esser sottoposto al vaglio del Quirinale, prima di approdare in Parlamento, per la necessaria autorizzazione all’invio alle Camere. Dal Colle non dovrebbero tuttavia giungere rilievi tali da poter bloccare il testo.