“L’ultima cosa che un ministro delle Finanze vuole fare e’ sprecare la manovra”. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha replicato a distanza all’ex premier Matteo Renzi che in un’intervista al Sole 24 Ore ha invitato a “non sprecare la legge di bilancio” che le elezioni si tengano a settembre o a marzo. Dal Festival dell’Economia di Trento, Padoan ha sottolineato: “Il governo fara’ di tutto per utilizzare nel modo migliore gli spazi. Qualunque sia il modo in cui questi spazi saranno riempiti il mio obiettivo e’ offrire al Paese conti sempre piu’ in ordine e spazi di utilizzo di risorse pubbliche per il sostegno alla crescita”. Ma una cosa e’ certa: la situazione “difficile” dell’Italia e’ “oggettivamente legata all’incertezza politica”: “E’ molto difficile dire quale sara’ il prossimo quadro di governabilita’ e il prossimo Parlamento”.
Il ministro ha poi ribadito che non esistono scorciatoie o bacchette magiche per affrontare i problemi dei conti pubblici italiani. “Nella situazione affastellata e complessa di questi anni c’e’ un luogo comune che mi da’ fastidio, che ci siano scorciatoie, che si possa abbattere il debito domani, che si possa reintrodurre flessibilita’ lasciando l’euro, o ottenere 300 miliardi di introiti dal patrimonio immobiliare. Io non le ho trovate le scorciatoie, anzi ho trovato che se uno le prende finisce male”, ha detto. “I problemi sono risolvibili ma non ci sono bacchette magiche. Chi le propone o non ha fatto analisi completa o l’ha fatta e ha deciso di ignorarla”, ha aggiunto il ministro. Comunque Padoan e’ convinto che “la crescita sara’ migliore delle previsioni, perche’ incomincera’ ad agire l’impatto delle riforme fatte in questi tre anni”. Sul cuneo fiscale invece bisogna dare di piu’ “e’ gia’ sceso” ma al tempo stesso “e’ ancora troppo alto”.
Quanto allo ‘sconto’ da 9 miliardi pari allo 0,3% del Pil che il governo italiano ha comunicato a Bruxelles il ministro afferma: “E’ coerente sia con il sentiero di sostegno alla crescita, sia con un debito che si stabilizza e poi scende e con un rapporto deficit/pil che si riduce via via”. “La commissione Europea sta valutando questa richiesta”, aggiunge. Il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici ha gia’ fatto sapere: “Nelle nostre raccomandazioni abbiamo detto che prenderemo in considerazione circostanze particolari. Nel chiedere gli sforzi di bilancio per il consolidamento useremo un margine di discrezionalita’ – non solo per l’Italia – perche’ non vogliamo rischiare di ostacolare la crescita”.
Il Festival dell’Economia e’ stata anche un’occasione per Padoan per fare un bilancio della sua attivita’ e della sua esperienza da ministro: “Ignazio Visco e’ un grandissimo lavoratore e un grandissimo amico. Io tornero’ al festival come pensionato dell’universita’ di Roma. Lui? Non so se abbia fatto l’universita’ di Roma”, ha detto con una battuta rispondendo a una domanda sul futuro del governatore di Bankitalia, il cui mandato scade il prossimo autunno. E infine: “Il mio compito in questa data condizione politica e’ di lasciare il paese con i conti pubblici in sicurezza”. Sui contenuti della manovra, invece, a scegliere sara’ “chiunque fara’ la legge di bilancio”, che avra’ spazi dati dalla correzione di questi mesi e dallo sconto chiesto a Bruxelles. Su questo “vedremo come andra’ a finire, l’accordo non e’ ancora definitivo. Cosa fare con questi spazi e’ questione politica in cui non entro”.