LA PROCURA DI ROMA DA’ PARERE NEGATIVO A SCARCERAZIONE ROMEO
Il ministro dell’Economia Padoan risponde alle interrogazioni di Sel e Fi alla Camera e spiega che l’ad di Consip ‘non si trova in una condizione per la quale lo statuto della societa’ contempli la decadenza’. Sul versante giudiziario, la procura di Roma ha dato parere negativo alla richiesta di scarcerazione dell’imprenditore Alfredo Romeo, principale indagato nell’inchiesta Consip, detenuto dal primo marzo scorso per corruzione. In una videointervista, Agnese Renzi ha risposto sulla situazione in famiglia dopo l’inchiesta che ha coinvolto il suocero: ‘Nel cuore siamo molto tranquilli’, ha detto.
“L’amministratore delegato di Consip non si trova in una condizione per la quale lo statuto della società contempla o prescrive la decadenza”. Respinge al mittente ogni attacco il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. E non accetta osservazioni sulla nomina. Quello di Luigi Marroni, dice, “è stato individuato come profilo idoneo a ricoprire l’incarico” di amministratore delegato di Consip “previa verifica dei requisiti di eleggibilità”.Non ci sta Stefano Fassina, di Sinistra italiana: la procedura, accusa, è stata scorretta, perché “non è stata pubblicata la vacancy sul sito del Mef, né affidata la selezione a una società specializzata, né fatta un short list, né acquisito il parere del Comitato di garanzia”. E comunque, dice, il Governo, si contraddice: “Lei ministro – attacca rivolgendosi a Padoan – ha confermato la fiducia a Marroni mentre il presidente del Consiglio ha confermato fiducia a Lotti”. Ma Marroni e Lotti “hanno espresso posizioni tra loro opposte quindi la fiducia in entrambi risulta assolutamente contraddittoria”.
Gli fa eco il capogruppo di Fi a Montecitorio Renato Brunetta: “Siamo alla follia – dice prendendo la parola in aula -. Di fronte a una lampante violazione di legge, di statuto e di correttezza politica istituzionale lei mi risponde così, in maniera apodittica: ‘è così perché è così’. Fino a quando continuerà con questa sua incapacità di dar conto del suo operato? Fino a quando continuerà a non guardare la realtà?”. Il conflitto su Marroni non impedisce a Forza Italia però di confermare il No alla sfiducia a Lotti. Scende in campo persino Niccolò Ghedini, avvocato storico di Silvio Berlusconi: “Renzi e il suo governo sono stati negativi per l’Italia, però dell’inchiesta sul padre viene fatto un utilizzo barbaro. I magistrati fanno il loro lavoro. Contesto da parte di certi avversari politici, sinistra compresa, l’uso strumentale delle indagini per finalità politiche, come vediamo anche nel caso di Lotti, sul quale pende un’asserita violazione di segreto”.
Al contrario i Pd confluiti in Mpd vanno giù duri: “Ribadisco con forza – dice il senatore Miguel Gotor – la necessità che Lotti faccia un passo indietro e non c’entra nulla l’inchiesta che, ovviamente, è di competenza della magistratura. C’entra piuttosto – spiega Gotor – la coerenza con questo triennio renziano, in cui sono state chieste e ottenute le dimissioni del ministro Idem, per un presunto abuso edilizio; del ministro Lupi, non indagato; della ministra Guidi, non indagata. E poi tutti ricordano il pressing di Renzi per le dimissioni del ministro Cancellieri in nome della lotta al familismo”. Questo però non vuol dire che voteranno la sfiducia: “Noi – specifica il governatore toscano Enrico Rossi – non dobbiamo votare nessuna mozione di sfiducia, il movimento Democratici e progressisti non lo farà”. Scende in campo anche Denis Verdini, che si difende: “Io non sarò perfetto ma non sono Belzebù. Mi accusano di qualsiasi cosa, robe infamanti e pettegolezzi, leggo ricostruzioni folli, illazioni pazzesche, qui la gente si alza e dice bischerate”, “escludendo i complotti, più che Belzebù merito l’oscar della sfiga”. “Se lo scandalo Consip è come lo racconta Carlo Russo, e io so per certo essere falso per quanto mi riguarda, è a dir poco comico”, osserva. Poi difende Tiziano Renzi che dice di conoscere ma di non vedere da anni.