INCERTEZZA POLITICA E’ UN FRENO. AUMENTI IVA SONO EVITABILI
L’imposizione di dazi da parte degli Usa, con le ipotizzabili ripercussioni della Cina e degli altri Paesi, rappresenta ‘il rischio piu’ significativo’ per le previsioni di crescita. Lo ha sottolineato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in audizione sul Def di fronte alle Commissioni Speciali di Camera e Senato, ricordando anche che il protrarsi dell’incertezza politica in Italia potrebbe essere ‘potenzialmente in grado di frenare gli investimenti’. Quanto al temuto rialzo dell’Iva, si puo’ evitare con misure alternative, come gia’ avvenuto negli anni passati: ‘Il modo per farlo e’ la Nota al Def e la legge di bilancio. Non serve un provvedimento in precedenza a questo’.
“Le misure protezionistiche recentemente introdotte dall’amministrazione Trump rappresentano, allo stato attuale, il rischio piu’ significativo per le previsioni”. Lo dice il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in audizione sul Def davanti alle commissioni Speciali riunite alla Camera. “L’imposizione sui dazi doganali” potrebbe portare “a ritorsioni, oltre che dalla Cina, anche da parte di altri paesi e causare un forte rallentamento della crescita del commercio internazionale. L’impatto sulle filiere produttive- sottolinea- potrebbe essere assai negativo, con ripercussioni su occupazione ed inflazione anche nei paesi europei”.
“La previsione di crescita per il 2019 viene leggermente ridotta: dall’1,5% all’1,4%, mentre rimane invariata quella del 2020 all’1,3%”, ha detto il ministro dell’Economia. “Viene usata maggiora cautela sia per i rischi geo politici, sia per l’eventuale protrarsi della fase di incertezza politica del Paese, potenzialmente in grado di frenare la ripartenza degli investimenti”, ha aggiunto. Il ministro ha osservato che “dopo sette anni di aumenti consecutivi il rapporto debito-Pil si e’ stabilizzato, registrando una riduzione nell’anno precedente, sia nel 2015 e nel 2017. Il Def 2018 conferma la previsione di crescita del Pil pari all’1,5%”. Inoltre “l’imposizione dei dazi doganali potrebbe portare a ritorsioni, oltre che dalla Cina, anche da altri paesi e causare un forte rallentamento della crescita del commercio internazionale”.