’C’e’ ‘un grande nemico oggi del matrimonio: la teoria del gender’, ha detto papa Francesco a Tbilisi. ‘Oggi c’e’ una guerra mondiale per distruggere il matrimonio. Ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee: ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono. Bisogna difendersi dalle colonizzazioni ideologiche’. In Georgia la delegazione ortodossa diserta la messa. Il papa alla speranza espressa del patriarca caldeo di Baghdad Louis Raphael I Sako, di recarsi in visita in Iraq ha risposto ‘Inshallah’, se Dio vuole.
“La teoria del gender espressione di frustrazione e rassegnazione che mira a cancellare la differenza sessuale”. Non è la prima volta che PAPA Francesco affronta la questione della teoria del ‘gender’. Oggi lo ha fatto dicendo che il ‘gender’ è il “grande nemico” del matrimonio. Il Pontefice, però, ha già affrontato la questione nel corso di un’ udienza generale del mercoledì. Era il 15 aprile 2015 e Bergoglio disse: “La cultura moderna e contemporanea ha aperto nuovi spazi, nuove libertà e nuove profondità per l’arricchimento della comprensione delle differenze tra uomo e donna. Ma ha introdotto anche molti dubbi e molto scetticismo. Per esempio mi domando se la cosiddetta teoria del gender – disse nella catechesi Francesco – non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. Sì, rischiamo di fare un passo indietro. La rimozione della differenza, infatti, è il problema, non la soluzione”.
PAPA Francesco utilizzò parole forti contro la teoria gender anche in occasione della sua visita a Napoli, incontrando una coppia sposata da 31 anni. Nell’occasione, definì la teoria del gender “quello sbaglio della mente umana che fa tanta confusione”. Sulle parole del Pontefice era tornato anche il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, nella prolusione al Consiglio permanente a fine marzo: “Il gender si nasconde dietro a valori veri come parità, equità, autonomia, lotta al bullismo e alla violenza, promozione, non discriminazione ma, in realtà, pone la scure alla radice stessa dell’umano per edificare un transumano in cui l’uomo appare come un nomade privo di meta e a corto di identità”.