La nostra vita non è un videogioco o una telenovela; la nostra vita è seria e l’obiettivo da raggiungere è importante: la salvezza eterna”. Lo ha detto il Papa all’Angelus, dedicato al tema della salvezza attraverso la porta rappresentata da Gesù come inviato del Padre e porta che dà su Dio.
“La porta della misericordia di Dio -dice Francesco- è sempre spalancata per tutti. Dio non fa preferenze, ma accoglie sempre tutti, senza distinzioni. E la salvezza che Egli ci dona è un flusso incessante di misericordia che abbatte ogni barriera e apre sorprendenti prospettive di luce e di pace”. Gesù, nel Vangelo di Luca, ammonisce: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno”, ed è “una porta stretta non perché sia oppressiva -spiega il Papa-, ma perché ci chiede di restringere e contenere il nostro orgoglio e la nostra paura, per aprirci con cuore umile e fiducioso a Lui, riconoscendoci peccatori, bisognosi del suo perdono”.
“Vi faccio una proposta: pensiamo adesso in silenzio per un attimo alle cose che ho dentro di me e impediscono di attraversare la porta: il mio orgoglio la mia superbia, i miei peccati e poi pensiamo all’altra porta, quella spalancata dalla miserericordia di Dio che dall’altra parte ci aspetta per dare il perdono. Questa porta è l’occasione”. Francesco ha poi osservato un momento di silenzio dopo questa esoratione ai fedeli riuniti in piazza San Pietro. A un certo punto, prosegue il Papa, il padrone di casa si alza e chiude la porta. “Ma se Dio è buono e ci ama, perché chiude la porta? Perché la nostra vita non è un videogioco o una telenovela; la nostra vita è seria e l’obiettivo da raggiungere è importante: la salvezza eterna”. Entrando per la porta di Gesù, “la porta della fede e del Vangelo, noi potremo uscire dagli atteggiamenti mondani, dalle cattive abitudini, dagli egoismi e dalle chiusure”.
L’esortazione finale si rivolge a Maria: a lei “chiediamo di aiutarci a cogliere le occasioni che il Signore ci offre per varcare la porta della fede ed entrare così in una strada larga: è la strada della salvezza capace di accogliere tutti coloro che si lasciano coinvolgere dall’amore. È l’amore che salva, l’amore che già sulla terra è fonte di beatitudine di quanti, nella mitezza, nella pazienza e nella giustizia, si dimenticano di sé e si donano agli altri, specialmente ai più deboli”.
IL PUNTO – “La nostra vita non è un videogioco o una telenovela; la nostra vita è seria e l’obiettivo da raggiungere è importante: la salvezza eterna”. Papa Francesco torna a mescolare sapientemente sacro e profano durente l’Angelus, dedicato al tema della salvezza rappresentata dalla porta “stretta ma spalancata” che conduce a Dio. E’ stretta non perché oppressiva, spiega il Pontefice, “ma perché ci chiede di restringere e contenere il nostro orgoglio e la nostra paura”, ed è spalancata “sempre” e “per tutti” perché “Dio non fa preferenze, ma accoglie sempre tutti, senza distinzioni”. E’ grazie al “flusso incessante di misericordia” che Dio ci dona che “abbatte ogni barriera e apre sorprendenti prospettive di luce e di pace”.Entrando per la porta di Gesù, la porta della fede e del Vangelo, sottolinea Francesco rinnovando il suo invito ad aprirsi agli altri pronunciato anche nel messaggio inviato al Meeting di Rimini, “noi potremo uscire dagli atteggiamenti mondani, dalle cattive abitudini, dagli egoismi e dalle chiusure”. “Gesù – ribadisce – oggi ci rivolge, ancora una volta, un pressante invito ad andare da Lui, a varcare la porta della vita piena, riconciliata e felice. Egli aspetta ciascuno di noi, qualunque peccato abbiamo commesso, per abbracciarci, per offrirci il suo perdono”. “Vi faccio una proposta – dice poi rivolgendosi ai fedeli – pensiamo adesso in silenzio per un attimo alle cose che ho dentro di me e impediscono di attraversare la porta: il mio orgoglio la mia superbia, i miei peccati e poi pensiamo all’altra porta, quella spalancata dalla miserericordia di Dio che dall’altra parte ci aspetta per dare il perdono. Questa porta è l’occasione”. Ed è un’occasione, sottolinea Francesco, “che non va sprecata”. Non dobbiamo “fare discorsi accademici sulla salvezza”, ma “cogliere le occasioni di salvezza. Perché a un certo momento ‘il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta’, come ci ha ricordato il Vangelo”, avverte. “Alla Vergine Maria, Porta del Cielo, chiediamo di aiutarci – conclude Bergoglio prima di rivolgere la sua preghiera alla “cara Turchia” ancora colpita da un “attentato sanguinario” e chiedere “il dono della pace per tutti” – a cogliere le occasioni che il Signore ci offre per varcare la porta della fede ed entrare così in una strada larga: è la strada della salvezza capace di accogliere tutti coloro che si lasciano coinvolgere dall’amore”.