MAURI COORDINATORE, NESSUN VICE. CALENDA, E’ UN HARAKIRI
Il segretario Pd Martina ufficializza la nuova segreteria nazionale, con coordinatore Matteo Mauri, deputato dell’area che fa capo a Martina e composta, fra gli altri, da Pietro Barbieri (Terzo Settore) Gianni Cuperlo (Partecipazione, Riforme, alleanze), e Marianna Madia (Comunicazione). Piero Fassino continuera’ a rappresentare il Pd nella presidenza del Pse e a curare i rapporti con il gruppo europarlamentare e le organizzazioni della famiglia socialista.
A una settimana dall’elezione di Maurizio Martina alla segreteria del Pd fino alle prossime elezioni primarie e conggresso che dovranno precedeere le eleziooni europee 2019 Carlo Calenda, ministro tecnico degli ultimi governi a guida Pd e neoiscritto al Pd all’indomani della sconfitta elettorale, chiede pubblicamente all’ex premier Paolo Gentiloni di “scendere in campo e dire che l’ora di ricreazione è finita”, dando vita a una “leadership collegiale” del partito e a un “governo ombra” dell’opposizione che da Matteo Renzi a Marco Minniti recuoperi le forze migliori del suo governo. Calenda, in una intervista a Repubblica, definisce la leadership Gentiloni per il Pd “la più credibile e popolare di ogni altra”, auspicando la disponibilità di Matteo Renzi a “abbandonare la sindrome del bunker” e a mettere “la sua enorme energia ed esperienza a disposizione degli altri”. Il neo segretario Martina, per parte sua, nella tarda serata di ieri ha varato la nuova segreteria del Nazareno che guiderà con lui il partito fino a primarie e congresso del prossimo anno. Una squadra che vede rappresentate tutte le diverse componenti dem, fra membri nominati e di diritto. Mentre nei prossimi giorni saranno nominati i nuovi responsabili tematici e dei dipartimenti naziona La nuova segreteria è formata da Pietro Barbieri, già Portavoce del Forum nazionale del Terzo Settor, quale responsabile di Welfare e Terzo Settore; Teresa Bellanova del Mezzogiorno; Francesco Boccia delle Imprese; Gianni Cuperlo di Riforme, alleanze, partecipazione; Gianni Dal Moro dell’ Organizzazione; Stella Bianchi dell’ Agenda 2030 e sostenibilità; Chiara Gribaudo di Lavoro e Professioni; Marianna Madia della Comunicazione; Andrea Martella di Infrastrutture e trasporti; Tommaso Nannicini del Progetto Partito e Forum Nazionale; Lia Quartapelle di Esteri e Cooperazione; Matteo Ricci di Enti locali e Autonomie; Marina Sereni del Diritto alla Salute; Mila Spicola del Contrasto a povertà educativa. Partecipano inoltre alla segreteria di diritto i capigruppo di Camera e Senato Graziano Delrio e Andrea Marcucci, il Presidente dell’Assemblea nazionale Matteo Orfini, il referente dei segretari regionali Alessandro Alfieri. Piero Fassino, infine, continuerà a rappresentare il PD nella Presidenza del PSE e a curare i rapporti con il gruppo europarlamentare e le organizzazioni della famiglia socialista.
“Non è una segreteria è un harakiri”. Lo scrive su twitter Carlo Calenda sulla nuova segreteria dem annunciata ieri da Maurizio Martina. “Oramai siamo alla farsa. Prima vanno dietro a Emiliano e nominano Boccia e poi si fanno dire di no da Emiliano. Che però promette eterna lealtà. L’unica cosa seria da fare è azzerare la segreteria e chiamare un congresso subito”.
“Penso che tutti nel Partito Democratico dobbiamo lavorare senza fare polemiche inutili. Facciamolo innanzitutto per rispetto verso la nostra comunita’”. Lo dice su Facebook il segretario del Pd, Maurizio Martina, che spiega: “Non per questo o quell’altro, per tutti a partire dai tanti volontari che in questi giorni animano le nostre feste dell’Unita’ con passione”. “E’ legittimo – osserva – avere opinioni diverse sulle scelte che si compiono in fasi delicate come queste, e’ molto piu’ discutibile invece lanciare hashtag contro il tuo stesso partito, magari dopo averne chiesto la liquidazione. Il vero harakiri e’ questo”.
“Bisogna lavorare per unire – prosegue Martina – per aprire e per guardare avanti. Per superare le divisioni che ci hanno indebolito provando a parlarci di piu’ e a provocarci di meno. Tutti”. “Ringrazio i componenti della nuova segreteria che inizia a lavorare dalle prossime ore – aggiunge – sono persone che da percorsi e con sensibilita’ diverse hanno voluto fare un passo avanti nell’impegno, consapevoli del momento particolare che stiamo vivendo. Avremo innanzitutto un primo compito: viaggiare in lungo e in largo per i territori ad ascoltare e a condividere il nostro impegno con circoli, amministratori locali, iscritti, associazioni e cittadini. Apriremo entro fine luglio un grande lavoro partecipato sulle idee, a partire da 5 sfide fondamentali: Europa, Diseguaglianze, Sviluppo e Lavoro, Giovani, Cittadinanza. Per passare dall’opposizione all’alternativa. Per costruire dal basso un nuovo impegno. Ora c’e’ davvero bisogno di tutti quelli che hanno voglia di condividere anziche’ dividere”.
Nemmeno il tempo di procedere all’assegnazione delle deleghe per comporre la sua segreteria, ben 15, che il segretario Pd Maurizio Martina deve subito fare i conti con i malumori di alcune anime del partito. La squadra, che il segretario definisce “plurale, unitaria e aperta al servizio del Pd”, pesca da tutte le correnti di maggiore peso, senza pero’ lanciare volti nuovi. La base, almeno a giudicare dai commenti sotto ai profili social di Martina, resta tiepida e dubbiosa su alcuni nomi di lungo corso. Mentre alcuni dirigenti criticano apertamente. Il primo ad andare all’attacco e’ il governatore della Puglia, Michele Emiliano: “Caro Maurizio, abbiamo preso atto della tua volonta’ di avere Fronte Democratico nella segreteria Pd ma non possiamo accettare la tua proposta senza garanzia di un profondo cambiamento di linea politica rispetto al disastroso passato”. Tra gli uomini a lui vicini nella nuova segreteria si segnala Francesco Boccia, con la delega al mondo delle imprese. Il segretario ha preso atto della scelta di Emiliano richiamando tutti al senso di unita’ del partito. L’ex ministro Carlo Calenda invece, in un’intervista a Repubblica, parla a tutto campo del presente e del passato del partito, che definisce “paralizzato”. Per Calenda serve “una segreteria forte” e una “leadership collegiale” con 20 nomi di peso per “evitare harakiri”. E poi una linea che non preveda alcun “abbraccio con i 5S”. Calenda parla anche dell’ex segretario Matteo Renzi: “C’e’ bisogno della sua energia e della sua esperienza, ma abbandoni la sindrome del bunker”. Quanto a uno dei possibili nomi in lizza per la segreteria al congresso del prossimo anno, il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, ieri sera durante un dibattito in Liguria ha ammesso che sarebbe stato favorevole ad una convocazione immediata del congresso.