Nell’incontro governo-sindacati sulle pensioni si sono ipotizzate alcune possibili correzioni ma Gentiloni precisa: l’adeguamento dell’eta’ resta, il rinvio ci costerebbe in Ue. Per Barbagallo il confronto e’ positivo, per Camusso va verificato se la disponibilita’ e’ vera.
Conferma del principio dell’adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita ma via ad un tavolo con i sindacati con cui verificare la possibilità di introdurre correttivi e metodi di calcolo alternativi per quei lavoratori che fanno le attività più gravose. Si è chiuso in sostanza con questo accordo l’incontro durato circa due ore e mezza tra il premier, Paolo Gentiloni e i leader di Cgil Cisl e Uil sulle pensioni. Un confronto quello tecnico che partirà martedi prossimo dai tempi strettissimi e che dovrebbe concludersi il 13 novembre prossimo con un nuovo round politico che dettaglierà la platea dei soggetti che potranno beneficiare di una deroga al principio generale. Nel frattempo resterebbe ovviamente congelato il decreto che dovrebbe portare a 67 anni dal 1 gennaio 2019 l’età pensionabile per adeguarla alle nuove speranze di vita registrate nei 3 anni precedenti. In caso di accordo, l’orientamento sembrerebbe essere quello di un emendamento alla legge di Bilancio.
Consapevoli della delicatezza del passaggio e della volontà del governo di affrontare comunque la questione, i sindacati per ora non si sbilanciano nei commenti aspettando di verificare la disponibilità del governo ad un ragionamento a tutto tondo. “La premessa e’ non superare i principi generali della norma sull’aspettativa di vita. Quei principi rimangono validi e non possono essere messi in discussione per la credibilita’ internazionale del paese”, ha sintetizzato al tavolo il premier, Paolo Gentiloni spiegando come il governo sia però disposto a discutere con le parti sociali “di situazioni specifiche eventualmente da correggere per sottrarre alcune categorie all’automatismo in ragione della gravosita’ di alcuni mestieri individuando queste fasce di lavoro, con la sostenibilita’ economica”. Questo, senza escludere, avrebbe spiegato secondo quanto riportato da Cgil Cisl e Uil, “che si possa correggere qualcosa in un tavolo tecnico di confronto con le parti sociali”
“Possiamo discutere subito di misure che riguardano categorie specifiche e casi particolari, individuando i lavori piu’ gravosi e ragionare anche sui metodi di calcolo dell’aspettativa di vita”, ha detto insistendo sull’importanza di “un dialogo sociale” e sulla necessità di “individuare insieme queste fasce in un tavolo comune”. Il lavoro con i sindacati e le modifiche che eventualmente saranno apportate comunque dovranno avvenire, come richiamato dal ministro del’economia, Pier Carlo Padoan, all’interno di una cornice di sostenibilità economica. Al tavolo tecnico, ha aggiunto Padoan, infatti, ”si considererà la possibilità di modificare i meccanismi che determinano la cadenza dell’età pensionabile, sotto il vincolo che le eventuali modifiche non intacchino la sostenibilità del sistema previdenziale, che è il pilastro fondamentale della sostenibilità finanziaria”. Quello a cui guarda il ministro infatti è un sistema che preveda di “moderare i meccanismi di cadenza dell’adeguamento dell’età pensionabile”. Fredda la Cgil che ricorda come il sindacato non abbia nessuna intenzione di abbassare la guardia sulla mobilitazione: “è stata una discussione su un sentiero difficile”, ha detto il leader Susanna Camusso, parafrasando Padoan. “Il 13 si conosceranno le cifre concrete e le intenzioni reali del governo. Verificheremo cioè se ci sarà una vera disponibilità a cambiare i meccanismi sull’aspettativa di vita oppure no e se ci sarà bisogno di scegliere altre strade per ottenere risposte anche su altri temi”, ammonisce confermando come il tavolo di confronto “non ferma comunque l’iniziativa sindacale”.
Più ottimista la Cisl. “I tempi del confronto tra governo e sindacati sui temi previdenziali saranno molto stretti, una decina di giorni, ma se c’è una condivisione dell’obiettivo possono bastare per fare un lavoro assolutamente importante”, dice il leader Annamaria Furlan che comunque approva nel suo complesso la manovra economica varata dal governo e guarda alla possibilità di individuare un meccanismo ad hoc per adeguare l’età pensionabile all’aspettativa di vita per i lavori gravosi. “Non tutti i lavori sono uguali e non tutte le aspettative di vita sono uguali: serve una verifica per ogni tipologia di mestiere”, conclude. Anche la Uil attende di andare a vedere le carte del governo prima di esprimersi anche se per il leader Carmelo Barbagallo “i paletti posti da Padoan sono tutti da verificare”, dice. ”Dobbiamo comunque esplorare fino in fondo il terreno’ di confronto con il governo ‘per vedere se riusciamo a trovare una sintesi”, conclude.