Nuovi raid in Libia dell’ aviazione Usa contro l’Isis a Sirte: ieri 12 attacchi, colpiti nascondigli dei jihadisti e blindati, ma anche cecchini sui palazzi in centro citta’. Intervistato dal Corriere, il premier libico Sarraj dice che l’Isis e’ pericolosa anche per l’Italia e che non sarebbe sorpreso di scoprire che suoi uomini si nascondono sui barconi verso le coste italiane. Intanto, l’Onu lancia l’allarme per la Siria: ad Aleppo oltre due milioni di civili sono senza elettricita’ e senza acqua a causa dei bombardamenti, serve una tregua umanitaria di 48 ore.
“L’Isis è un’ organizzazione pericolosissima. Utilizzerà qualsiasi mezzo per inviare i suoi militanti in Italia e in Europa. Non sarei sorpreso di scoprire che i suoi uomini si nascondono sui barconi in viaggio verso le vostre coste”. L’allarme arriva dal primo ministro del governo di unità nazionale libico Fayez al Serraj, che in un’intervista al Corriere della Sera sostiene che bisogna affrontare insieme questo problema ed essere consapevoli del fatto che tra i migranti possono trovarsi terroristi: “Isis ci minaccia tutti allo stesso modo”. Da qui la richiesta di un aiuto internazionale nella battaglia contro lo Stato Islamico: “A Roma chiediamo ospedali e mezzi. L’Italia è tradizionalmente il nostro Paese amico, potete fare tanto”. “Sin dall’ inizio – ha aggiunto il premier libico – il vostro esecutivo ha sostenuto il nostro governo di unità nazionale. All’Italia chiediamo qualsiasi aiuto possa darci, ma soprattutto “di trattare e curare nei suoi ospedali i nostri feriti di guerra”. Sarraj vede poi “con grande favore la scelta italiana di permettere agli aerei Usa di utilizzare la base di Sigonella”. “I contribuiti italiani in ogni caso sono sostanzialmente di carattere umanitario. Contribuiscono a risparmiare la perdita di vite umane”, ha sottolineato. “Abbiamo già ottenuto dall’ Italia partite di visori notturni e giubbotti anti-proiettili che servono per salvare la vita ai nostri uomini. Ma non bastano. Necessitiamo di altri invii e altri aiuti”, ha insistito il primo ministro libico.