Nel 2016 il Pil italiano e’ aumentato in termini grezzi dello 0,9% rispetto al 2015. Il dato e’ leggermente superiore alle stime italiane e in linea con quelle Ue. Nel Documento programmatico di bilancio, il governo aveva stimato per il 2016 un rialzo del Pil (in termini grezzi) dello 0,8% dopo lo 0,7% del 2015. I dati ‘danno ragione a una politica economica fatta di attenzione ai conti, riforme, sostegno a investimenti privati e investimenti pubblici’, commenta Padoan. Per Gentiloni assicura: ‘il governo e’ determinato proseguire le riforme per favorire la crescita’. Nel quarto trimestre lieve rallentamento, +0,2% rispetto al precedente, che si era chiuso con +0,3%.
L’economia italiana non cresceva a ritmi cosi’ veloci dal 2010. Se la stima di oggi dell’Istat, provvisoria e basata su dati aggregati, dovesse essere confermata anche a marzo, in base alle valutazioni piu’ approfondite dell’Istituto di statistica, il +0,9% sarebbe il dato piu’ alto dal +1,7% messo a segno 6 anni fa. Dalle statistiche aggiornate allo scorso autunno, il 2015 si e’ infatti chiuso con il Pil – misurato in volume – a +0,7%, il 2014 a +0,1%, il 2013 e il 2012 sono stati caratterizzati dal segno meno (-1,7% e -2,8% rispettivamente), il 2011 ha registrato un +0,6% e il 2010 un +1,7%.
“Dati #Pil danno ragione a politica economica fatta di attenzione ai conti, riforme, sostegno a investimenti privati e investimenti pubblici”. Lo scrive sul suo profilo Twitter il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. In un altro tweet, diffuso pochi minuti prima, il titolare del Mef parla anche di stime ministeriali “elaborate in modo rigoroso e affidabile”, sottolineando che il Pil del 2016 “migliora più del previsto”.
“Dati Istat su Pilincoraggianti. Governo determinato a proseguire riforme per favorire la crescita”. Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.
Il dato sul Pil diffuso dall’Istat “e’ confortante, in quanto mostra che il 2016 ha chiuso meglio del previsto. Inoltre, si riduce il gap di crescita con la media dell’eurozona: il differenziale in termini tendenziali annui scende da 0,7% a 0,6%, ai minimi da cinque anni e mezzo”. E’ quanto afferma in una nota Paolo mameli, senior economist di Intesa Sanpaolo, sottolineando che, “in prospettiva, ci aspettiamo che la crescita possa continuare all’incirca sugli stessi ritmi anche a inizio 2017. Infatti, tenendo conto sia del miglioramento recente degli indici di fiducia delle imprese, sia della forte chiusura d’anno per la produzione industriale (+1,4% su base mensile a dicembre, pur suscettibile di correzione a gennaio), stimiamo una crescita del Pil ancora in area 0,2% su base trimestrale nel primo trimestre del nuovo anno. Cio’ e’ coerente con la nostra previsione di un Pil in aumento dell’1% nel 2017, piu’ ottimistica di quella di consenso (fermo allo 0,7%). E’ necessaria comunque una riaccelerazione a 0,3% su base trimestrale dalla primavera o dall’estate per raggiungere tale target”. Mameli si attende che “nel 2017 l’attivita’ economica mantenga la velocita’ di crociera dell’1% gia’ raggiunta nel 2016. Confermiamo pero’ la nostra idea”, aggiunge, “che nel nuovo anno possa cambiare la composizione della crescita, in quanto riteniamo probabile una frenata della domanda finale domestica (a 0,9% da 1,3%), compensata dal venir meno del freno rappresentato l’anno scorso da commercio estero e scorte (che hanno sottratto rispettivamente uno e due decimi alla crescita 2016)”.