La Sezione centrale di controllo non registra la Delibera Cipess n. 41/2025. Motivazioni attese entro 30 giorni. Meloni: “Intollerabile invadenza”. Salvini: “Andremo avanti”
Un duro colpo per il Governo sul fronte del Ponte sullo Stretto di Messina. La Corte dei Conti ha bloccato il progetto, rifiutando il visto di legittimità e la conseguente registrazione della Delibera Cipess n. 41/2025, che aveva approvato il progetto definitivo dell’opera.
La Sezione centrale di controllo ha annunciato la decisione al termine di una lunga Camera di consiglio. Le motivazioni specifiche del diniego, attualmente in fase di stesura, saranno rese note entro i prossimi 30 giorni.
La notizia ha immediatamente innescato una veemente reazione da parte dell’Esecutivo, che parla di “invasione della giurisdizione”.
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha attaccato i magistrati contabili, definendo la mancata registrazione “l’ennesimo atto di invasione della giurisdizione sulle scelte del Governo e del Parlamento”. Meloni ha parlato di “intollerabile invadenza”, citando come esempio la “capziosità” di una censura relativa alla trasmissione di atti voluminosi tramite link. La premier ha poi annunciato che le riforme costituzionali e della Corte dei Conti, attualmente in discussione al Senato, rappresentano “la risposta più adeguata” a tale invadenza, assicurando che questa non fermerà l’azione di Governo.
Di tenore simile il commento del vicepremier e Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che ha definito la decisione della Corte “una scelta politica e un grave danno per il Paese”, ma ha categoricamente assicurato: “Andremo avanti”.
Secondo quanto emerso, la Corte avrebbe sollevato diverse eccezioni sul progetto da 13,5 miliardi di euro. Sotto la lente dei magistrati, guidati dal consigliere Carmela Mirabella, sarebbero finite le coperture economiche, l’affidabilità delle stime di traffico, la conformità alle normative ambientali e antisismiche e il rispetto delle regole europee sul superamento del 50% del costo iniziale. Sarebbe stata sollevata anche un’eccezione sulla competenza stessa del Cipess, ritenuto organo “politico”.
Salvini, intervenendo in un acceso question time alla Camera prima della diffusione della nota della Corte, aveva difeso strenuamente il progetto: “Il lavoro svolto è stato serio, articolato e trasparente nel rispetto delle norme italiane ed europee. Il Ponte farà risparmiare tempo, denaro e salute”. Il Ministro ha poi ribadito che il Ponte “non è uno spreco” e che non verranno definanziate altre opere per coprirne i costi.
L’opposizione ha accolto la decisione come una vittoria. Il leader di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), Angelo Bonelli, tra i principali oppositori dell’opera, ha parlato di “Grande vittoria dello stato di diritto” e ha chiesto le dimissioni di Salvini. Bonelli aveva attaccato in Aula il progetto, definendolo “vecchio di 26 anni” e denunciando i “gravi profili d’illegittimità”. Il deputato Avs ha anche minacciato di rivolgersi alla Corte di Giustizia UE se il Governo dovesse persistere.
Nonostante il parere negativo della Corte dei Conti, il progetto non è tecnicamente bloccato in via definitiva. La legge prevede infatti che, in caso di rifiuto di registrazione di un atto governativo, l’amministrazione interessata possa richiedere una specifica deliberazione al Consiglio dei ministri. Il CdM ha la facoltà di ritenere che l’atto risponda a “interessi pubblici superiori” e debba quindi avere ugualmente corso. È questa la strada che, come anticipato da Meloni e Salvini, l’Esecutivo sembra intenzionato a percorrere.
Riunione di governo in mattinata a Palazzo Chigi. E’ stata convocata d’urgenza ieri sera dalla presidente del Consiglio Meloni, ha spiegato ministro delle Infrastrutture Salvini in un’intervista al Corriere della Sera. Intanto, la Corte dei Conti scrive in una nota di essersi espressa ‘su profili strettamente giuridici’ ‘senza alcun tipo di valutazione sull’opportunità e sul merito dell’opera’ e chiede che le critiche ‘siano rispettose dell’operato dei magistrati’ a cui la Costituzione ‘affida la valutazione di legittimità della spesa’.