PM IN AULA CON CRAVATTA TRICOLORE
Il Tribunale di Trani ha assolto dall’accusa di manipolazione del mercato 5 tra analisti e manager di Standard & Poor’s e la stessa societa’ di rating. La procura aveva chiesto la condanna a due anni per Deven Sharma, all’epoca dei fatti presidente mondiale di S&P; a 3 anni ciascuno Yann Le Pallec, responsabile per l’Europa, e gli analisti del debito sovrano Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer. Per S&P era stata chiesta la sanzione di 4,6 milioni. ‘Finalmente resa giustizia’, il commento dell’agenzia di rating. Assolto anche l’analista di Fitch. Il pm in aula indossava una cravatta con il tricolore.
Si e’ concluso con un’assoluzione di tutti gli imputati il processo a manager e analisti dell’agenzia di rating Standard & Poor’s e di un’analista di Fitch il processo a Trani per manipolazione di mercato per l’elaborazione e la “diffusione” dei rating sul debito sovrano italiano che tra il 2011 e il 2012 avrebbe prodotto una sensibile alterazione del valore dei titoli di Stato italiani e un indebolimento dell’euro. Oltre al presidente dell’epoca di S&P e cinque analisti della societa’ di rating in un altro filone del processo era imputato anche un analista di Fitch che avrebbe rilanciato – dal 10 al 18 gennaio 2012 – “indebiti annunci preventivi di imminente declassamento” dell’Italia, mai decretato ufficialmente dell’agenzia Fitch fino al 27 gennaio 2012 , “cosi’ divulgando a mercati aperti informazioni che dovevano restare riservate, concretamente idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo degli strumenti finanziari”.
MOTIVAZIONI ENTRO 90 GIORNI Le motivazioni della sentenza si conosceranno entro 90 giorni. Ma l’assoluzione di 4 dei 5 imputati dell’agenzia Standard & Poor’s (l’ex responsabile Emea, Yann Le Pallec, e gli analisti Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer), dall’accusa di manipolazione del mercato in merito ai fatti del 13 gennaio 2012 (quando venne decretato il doppio declassamento dell’Italia) e’ avvenuta “perche’ il fatto non costituisce reato” in base all’articolo 530, comma 2 del codice di procedura penale. In pratica – come recita lo stesso codice – perche’ “manca, e’ insufficiente o e’ contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l’imputato lo ha commesso, che il fatto costituisce reato o che il reato e’ stato commesso da persona imputabile”. Caso differente e’ quello dell’ex presidente dell’agenzia, Deven Sharma, per il quale l’assoluzione in merito agli stessi fatti e’ avvenuta “perche’ il fatto non sussiste” ai sensi dell’articolo 530. Idem per le imputazioni residue per le quali tutti e cinque gli imputati sono stati assolti sempre in base all’articolo 530. Era inevitabile, a questo punto, dichiarare l’insussistenza del reato amministrativo per la societa’ S&P.(AGI) (AGI) – Trani, 30 mar.-
IL DIBATTIMENTO In un anno e mezzo di dibattimento sono sfilati davanti ai giudici tranesi, in qualita’ di testi, personaggi eccellenti del panorama politico e finanziario italiano. Tra gli altri, anche gli ex premier Romano Prodi e Mario Monti; il ministro alle Finanze Giancarlo Padoan e l’ex titolare del dicastero Giulio Tremonti; il presidente della Consob, Giuseppe Vegas; mentre si rinuncio’ alla deposizione del presidente della Bce, Mario Draghi, in cambio dell’acquisizione al dibattimento delle dichiarazioni gia’ rese (cioe’ in fase di indagini), dall’allora governatore di Bankitalia.
STANDARD & POOR’S “La decisione di oggi conferma in modo inequivocabile come in tutti questi anni la societa’ sia stata oggetto di illazioni fantasiose – si legge in una nota Standard & Poor’s finalmente e’ stata resa giustizia alla societa’ e ad ognuna delle persone che quotidianamente lavorano con onesta’ e competenza professionale”. Per il legale Guido Alleva l’assoluzione dei cinque imputati dell’agenzia S&P “non e’ stata ne’ una sorpresa e ne’ era prevista”. “poi leggeremo le motivazioni” auspicando che venga dimostrato “che le ipotesi di responsabilita’ di S&P erano sostanzialmente infondate, come abbiamo sempre sostenuto”.
AMAREZZA DEL PM Di tono diverso ovviamente il commento del pm Michele Ruggiero che sosteneva l’accusa “le sentenze si rispettano – ha dichiarato – abbiamo fatto il nostro lavoro fino in fondo. Forse c’e’ un po’ di amarezza, ma c’e’ l’assoluta convinzione che tutto quello che si poteva fare e dire e’ stato fatto”.