Un colloquio telefonico durato oltre due ore, definito “costruttivo e utile” da entrambi i leader, Vladimir Putin e Donald Trump, ha aperto la strada a possibili negoziati per la fine del conflitto in Ucraina. Tuttavia, la guerra sul campo continua. Secondo fonti del Cremlino, la posizione degli Stati Uniti sul conflitto sarebbe di neutralità. Trump, attraverso il suo social media Truth, ha rivelato che il Vaticano, rappresentato dal Papa, si è offerto di ospitare i futuri negoziati, auspicando un rapido avvio del processo.
Trump, che ha informato Zelensky, Meloni e gli alleati europei sull’esito del colloquio, avrebbe espresso incertezza su come descrivere al meglio il confronto con Putin, oscillando tra le espressioni “prendere il toro per le corna” e “domare un cavallo selvaggio”. In entrambi i casi, l’immagine è quella di un Putin recalcitrante, che temporeggia e continua a bombardare, mostrando una discrepanza tra parole e azioni.
Il tycoon, tuttavia, non ha confermato esplicitamente le rivelazioni del suo vice, Vance, riguardo a una presunta domanda diretta rivolta a Putin: “Senti, stai parlando sul serio?”. La domanda sarebbe stata posta in risposta alle obiezioni di Putin sulla necessità di “accordi appropriati” prima di un cessate il fuoco.
Un dettaglio significativo, riportato dalla televisione di stato russa, è che Putin ha risposto alla telefonata di Trump da una scuola di musica a Sochi, dove si trovava in visita. Vance, da Roma, dove ha incontrato il Papa, ha rivelato che Trump avrebbe offerto la fine delle sanzioni e incentivi economici per favorire una tregua.
Tuttavia, secondo fonti dell’intelligence e della segreteria di Stato Usa, la telefonata si è conclusa con un rinvio a un incontro diretto tra i due leader, poiché “Putin non sa come uscire dalla guerra”. Un vertice che richiederà settimane di preparazione, un tempo che, secondo gli esperti, il Cremlino potrebbe sfruttare per intensificare i bombardamenti in Ucraina.
Il timore è che il “poi, poi” di Putin possa condurre a un “mai, mai”, con il rischio di una recrudescenza del conflitto e una conseguente mobilitazione militare a sostegno dell’Ucraina da parte di Gran Bretagna, Europa e Stati Uniti.
Nel loro colloquio telefonico Vladimir Putin e Donald Trump hanno discusso un possibile nuovo scambio di prigionieri con la liberazione di 9 per parte. Lo ha detto il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, citato da Interfax. “Il tono e lo spirito della conversazione sono stati eccellenti. Se non fosse stato così, lo direi ora”, ha scritto Donald Trump su Truth Social, dopo la conversazione con Vladimir Putin. “La Russia vuole avviare un commercio su larga scala con gli Stati Uniti quando questo catastrofico ‘bagno di sangue’ sarà finito, e sono d’accordo. La Russia ha il potenziale per creare posti di lavoro e ricchezza in massa. Il suo potenziale è illimitato. Allo stesso modo, l’Ucraina può essere un importante beneficiario del commercio, come parte del processo di ricostruzione del suo Paese”, ha aggiunto il presidente americano.
I presidenti russo e statunitense Vladimir Putin e Donald Trump si sono rivolti per nome durante la loro conversazione telefonica. Lo ha riferito l’assistente presidenziale russo Yuri Ushakov. Lo riporta Ria Novosti. “Si sono rivolti l’uno all’altro come Donald e Vladimir”, ha dichiarato.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha espresso apprezzamento per l’impegno del presidente statunitense Donald Trump nel cercare una soluzione pacifica al conflitto in Ucraina. In un post su X, von der Leyen ha descritto come “positiva” la telefonata avuta con Trump, durante la quale il leader americano ha aggiornato i principali leader europei sull’esito del suo colloquio con il presidente russo Vladimir Putin.
“Buona telefonata con il presidente Donald Trump, insieme al presidente Emmanuel Macron, al primo ministro Giorgia Meloni, al presidente Alexander Stubb, al cancelliere Friedrich Merz e al presidente Volodymyr Zelensky, per essere stati aggiornati sulla sua chiamata con il presidente Putin”, ha scritto von der Leyen.
La presidente della Commissione ha poi sottolineato l’importanza del ruolo degli Stati Uniti nel processo di pace: “Voglio ringraziare il presidente Trump per i suoi instancabili sforzi nel portare un cessate il fuoco in Ucraina. È importante che gli Stati Uniti rimangano coinvolti. Continueremo a sostenere Volodymyr Zelensky per ottenere una pace duratura in Ucraina”.
Le dichiarazioni di von der Leyen giungono dopo che Trump ha informato i leader europei dei suoi colloqui con Putin, alimentando le speranze di un possibile avvio di negoziati per porre fine al conflitto.
“Abbiamo appena trascorso due ore e mezza parlando con Vladimir Putin, e penso che siano stati fatti dei progressi”, ha detto Trump nel presentare la firma di una legge contro gli abusi online assieme alla First Lady Melania Trump. “E’ una situazione terribile quella che sta accadendo laggiù. Cinquemila giovani ogni settimana vengono uccisi. Quindi, speriamo di aver fatto qualcosa”, ha detto ancora Trump. “Abbiamo anche parlato – ha proseguito – con i leader della maggior parte delle nazioni europee, e stiamo cercando di concludere tutta questa faccenda. E’ un vero peccato che sia iniziata, in primo luogo”.
Vladimir Putin ha dichiarato di essere “disponibile” a un cessate il fuoco “per un certo periodo”, a condizione che vengano raggiunti “accordi appropriati”. Il leader del Cremlino ha rivelato di aver discusso con il presidente statunitense Donald Trump una proposta di collaborazione con l’Ucraina per un “memorandum riguardante un possibile futuro trattato di pace”, che definisca “una serie di posizioni”. Putin ha sottolineato la necessità di “compromessi che vadano bene a entrambe le parti” e di “eliminare le cause profonde di questa crisi”.
Trump, dal canto suo, ha adottato un tono più diretto, affermando che “Russia e Ucraina avvieranno immediatamente i negoziati per un cessate il fuoco e, soprattutto, per la fine della guerra”. Le condizioni, ha aggiunto, saranno negoziate direttamente tra le due parti. Tuttavia, Mosca ha precisato che la questione dei tempi e delle scadenze per un eventuale cessate il fuoco non è stata affrontata durante il colloquio.
Il presidente americano, che ha sentito anche Volodymyr Zelensky prima di parlare con Putin, ha sottolineato che un accordo di pace sarebbe vantaggioso per entrambe le nazioni. Inoltre, ha indicato la Santa Sede come possibile sede per i futuri negoziati, affermando che “il Vaticano, come rappresentato dal Papa, ha dichiarato di essere molto interessato a ospitare i negoziati”.
Volodymyr Zelensky ha risposto alle dichiarazioni di Mosca e Washington, ribadendo la centralità dell’Ucraina in qualsiasi negoziato di pace. Il presidente ucraino ha dichiarato di aver comunicato a Donald Trump che “nessuna decisione” può essere presa “senza coinvolgere Kiev”. Zelensky ha inoltre affermato di “non avere dettagli” sul memorandum di cui ha parlato il Cremlino, sottolineando la sua estraneità alle discussioni.
Quanto alla situazione sul campo, il presidente ucraino ha ribadito la posizione ferma di Kiev: “Non ritireremo le truppe dai nostri territori, è un dovere costituzionale mio e delle nostre forze armate”. Zelensky ha poi lanciato un chiaro messaggio alla Russia: “Se la Russia pone delle condizioni per il ritiro delle nostre truppe dal nostro territorio, significa che non vuole che la guerra finisca”. Le sue parole sembrano quindi mettere un freno alle speranze di una rapida tregua, evidenziando le profonde divergenze tra le parti in conflitto.