Sette minuti di applausi scroscianti hanno salutato l’unica pellicola italiana in concorso al Festival di Cannes, “Fuori” di Mario Martone. Il film, che narra un toccante episodio della vita della scrittrice Goliarda Sapienza e il suo incontro con alcune detenute nel carcere di Rebibbia, ha conquistato critica e pubblico, regalando un momento di grande emozione al cinema italiano.
Sul tappeto rosso, prima della proiezione, il glamour si è unito all’attesa. Il regista Mario Martone ha sfilato accanto all’autrice del soggetto e co-sceneggiatrice Ippolita Di Majo. A calamitare l’attenzione sono state le protagoniste del film: Valeria Golino, che interpreta magistralmente la scrittrice, Matilda De Angelis ed Elodie. Tutte e tre, elegantissime ed emozionate, hanno incantato i flash dei fotografi.
Una sorpresa sul red carpet è stata l’apparizione della supermodella Naomi Campbell, che ha sfoggiato un’acconciatura audace, omaggio a Maria Antonietta, aggiungendo un tocco di regalità all’evento. L’accoglienza trionfale di “Fuori” conferma la forza del cinema d’autore italiano e la capacità di Martone di commuovere e far riflettere attraverso storie intense e personaggi indimenticabili.
Un “road movie in cui nulla doveva veramente accadere ma tutto doveva vivere sullo schermo”. Con queste parole Mario Martone descrive “Fuori”, l’unica pellicola italiana in corsa per la Palma d’Oro, in anteprima mondiale a Cannes e nelle sale dal 22 maggio con 01 Distribution. Il film, nato da una profonda “ossessione per Goliarda Sapienza” che ha coinvolto Martone e la sceneggiatrice Ippolita Di Majo, ha trovato un incrocio magico con Valeria Golino, a sua volta legata alla scrittrice. “Mentre noi immaginavamo un film su di lei – racconta Martone – abbiamo saputo che Golino aveva preso i diritti de L’Arte della Gioia per la serie e il film che poi ha fatto, e così ci siamo ripromessi di lavorare insieme”.
La fascinazione per Goliarda Sapienza, sottolinea il regista, è dovuta a molteplici ragioni: “Era una persona particolare, il suo percorso difficile, ricordiamoci che è stata sottoposta anche ad elettroshock. La sua grande curiosità e la sua scrittura speciale ci evidenziano che nessuno si salva da solo e questa è una grande verità, ma che nessuno si salva senza l’immaginazione. L’immaginazione è qualcosa che ti restituisce a te stesso. Siamo imprigionati più o meno letteralmente da molti recinti, ci si salva con l’immaginazione è la lezione di Goliarda e penso che sia anche un gesto politico”.
“Fuori” ripercorre un’estate del 1980 a Roma, quando Goliarda Sapienza, senza soldi e con il manoscritto de L’Arte della Gioia rifiutato, finisce in carcere a Rebibbia per aver rubato dei gioielli. Un soggiorno di durata incerta – “5 giorni o due mesi e mezzo, la verità non si sa”, precisa Martone – durante il quale l’incontro con le detenute si trasforma in amicizia, attrazione, solidarietà e scoperta di mondi nuovi, un legame che proseguirà anche fuori dalle mura. “Una storia di amicizia libera, sorellanza, maternità e desiderio, perdersi e volersi ritrovare”, definiscono Martone e Di Majo.
Martone, napoletano d’origine, ha vissuto quella Roma da giovane artista, frequentandola per il teatro d’avanguardia che ha segnato i suoi inizi. Per il regista, girare a Rebibbia con ex detenute e le detenute del progetto “Le Donne del Muro Alto”, nella vera casa di Goliarda ai Parioli, o a Porta Maggiore, alla Stazione Termini, nella pasoliniana Via Acqua Bullicante, è stato decisivo. “A me più del realismo piace la realtà – spiega – e per questo mi ostino a girare in luoghi veri e non mi piace la ricostruzione”.
Il regista sottolinea anche lo sfondo politico di quegli anni: “Non sono stati solo Anni di Piombo ma anni di utopie, sperimentazioni artistiche e umane, libertà e anarchia e Goliarda li rappresentava con le sue contraddizioni”. Il carcere, così come lo descrive la stessa Sapienza, “è una sezione della società, questo non vuol dire che carcere è bello ma che lì dentro non dobbiamo pensare alla pattumiera dell’umanità ma il luogo in cui si ricostruisce la società, almeno questo dovrebbe essere”.
Il successo del film è anche merito del cast: Valeria Golino, affiancata da Elodie e Matilda De Angelis. “Trovare sulla strada Valeria Golino è stato speciale”, afferma Martone, sottolineando come anche il coinvolgimento del resto del cast abbia contribuito a creare “un film di amore che spero affiori”. Descrivendo Elodie come una “dea”, Martone l’ha trovata perfetta per il ruolo. Matilda De Angelis, invece, è “sorprendente per come si è calata, slang romanesco compreso, nell’affascinante Roberta di cui Goliarda-Golino si invaghisce”.
Per Mario Martone è la terza volta in concorso a Cannes. “Sono stato scoperto tardivamente – scherza – ma è una grande emozione far partire da qua il film”. “Fuori” è prodotto da Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori, Viola Prestieri, Annamaria Morelli ed è una coproduzione Italia-Francia: Indigo film con Rai Cinema e The Apartment, società del gruppo Fremantle, per l’Italia.
