Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale il Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald J. Trump con il quale ha avuto un colloquio allargato alle delegazioni dei rispettivi Paesi. Delle delegazioni facevano parte tra gli altri il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Rex Tillerson, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Herbert Raymond McMaster, e il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano.




La lotta al terrorismo e la stabilizzazione in Libia, sono i temi in cima all’agenda internazionale. Il presidente americano, Donald Trump, varca la soglia del Quirinale poco dopo le 11 di mercoledì, per una visita di cortesia durata poco più di 20 minuti, dopo aver incontrato Papa Francesco in Vaticano, e la prima cosa che dice a Sergio Mattarella è: “E’ un onore conoscerla, lei ha una ottima reputazione”.Il riferimento è alla storia del capo dello Stato, in prima linea nella lotta alla mafia, un tema molto sentito negli Usa. Trump viene accolto nel cortile d’onore con al seguito Melania che, prima di varcare il Colle ha fatto un salto presso un parrucchiere in via Tagliamento, consigliato perché si tratterebbe di una catena con negozi anche a New York. Trump osserva con ammirazione il palazzo del Quirinale, “sono le sale più belle che visto”, ha detto passando prima per la Sala della Musica fino a quella degli Arazzi dove le due delegazioni, quella italiana e quella statunitense, hanno affrontato il colloquio. E’ la prima volta che i due presidenti si vedono ma, fanno notare, non è la prima volta che si parlano.Per questo i due entrano subito nel vivo dell’incontro con gli Stati Uniti interessati a quelli che sono i problemi dell’Italia: flussi migratori e terrorismo. E’ l’attentato di Manchester infatti ad aprire il colloquio tra Mattarella e Trump. Il presidente americano, riferiscono fonti diplomatiche, ritiene che le giovani vittime “sono state dilaniate dall’odio ideologico” dei terroristi e per questo “dobbiamo avere gli occhi aperti” ha sostenuto “e controllare chi entra nei nostri paesi”. La posizione di Trump è quella già nota, che si basa sul ragionamento che bisogna dividere gli immigrati legali da quelli illegali. E per arginare il flusso di questi ultimi l’unica soluzione è alzare i muri. Trump ha definito l’attentato di Manchester “più sofisticato di altri” per quella dose di imprevedibilità che rende sicuramente più difficile l’opera di controllo e di sorveglianza da parte delle autorità.L’inquilino del Colle ha replicato che “dobbiamo fare tutto il possibile” affinché che “questo clima di terrore non cambi lo stile di vita dei nostri Paesi”. Quella di Manchester, ha ribadito Mattarella è “l’ultima strage di una lunga serie” per questo il terrorismo è “il pericolo principale per l’umanità e il tema principale” su cui fare “sempre di più”. E’ su questo punto che i due omologhi hanno trovato piena condivisione, soprattutto in vista del G7 che inizierà a Taormina il 26 maggio. Terrorismo e Libia, queste devono essere quindi le priorità, secondo Mattarella e Trump.”Stiamo chiedendo all’Europa – ha ricordato il capo dello Stato – di attrezzarsi sempre di più in questo campo”. Secondo l’inquilino del Colle la partita si gioca infatti tutta in Libia dove, ha spiegato “dobbiamo evitare che l’Isis, sconfitto in Siria e Iraq, si possa installare nel vuoto di potere che si è creato in Libia”. Su questo fronte, secondo Mattarella “l’Onu deve fare di più e cercare un accordo tra più parti”. Gli Stati Uniti si sono detti favorevoli a una mediazione Onu, ha detto il segretario di Stato Tillerson, che però ha condiviso anche alcune informazioni provenienti dai libici secondo i quali l’Unione europea sul territorio agirebbe in ordine sparso con Paesi impegnati più a soddisfare interessi personali. L’impegno comune di Usa e Italia nella lotta al terrorismo è stato confermato anche durante l’incontro a Villa Taverna tra Trump e il premier Paolo Gentiloni. Trump nel pomeriggio ha lasciato l’Italia ed è volato a Bruxelles per il vertice Nato salutando così Mattarella: “Ci vediamo a Taormina”. Per ora quindi nessun invito per una visita di Stato.