La campagna per il referendum sulla giustizia vive il suo atto finale in una Piazza del Popolo gremita, dove il centrosinistra ritrova l’unità plastica nel momento più critico della crisi internazionale. Mentre il Governo approvava a Palazzo Chigi il taglio delle accise, i leader dell’opposizione serravano i ranghi per il “No”.
Sotto una selva di bandiere di PD, M5S, AVS, CGIL e ANPI, il fronte del No ha lanciato la sua volata finale verso le urne di domenica e lunedì. Il momento simbolo della serata è stato l’abbraccio tra Elly Schlein e Giuseppe Conte nel retropalco, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e di Rosi Bindi, a testimonianza di un asse che punta a trasformare il voto sulla giustizia in un segnale politico al governo Meloni.
L’affondo di Schlein: «Difendiamo la Costituzione antifascista»
La segretaria del PD, circondata dai Giovani Democratici, ha puntato tutto sulla partecipazione: «Non c’è il quorum, ogni singolo voto farà la differenza».
- Sulla giustizia: Schlein ha bocciato la riforma definendola un tentativo di «indebolire l’indipendenza dei giudici» senza portare reali benefici ai cittadini.
- Sui carburanti: Ha rivendicato la paternità politica del taglio delle accise: «Chiedevamo di usare l’extra-gettito IVA generato dalla guerra. Meloni doveva restituire subito quei soldi agli italiani».
Conte contro l’ “Ancien Régime”
Il leader del Movimento 5 Stelle ha usato toni durissimi dal palco, parlando di una «riforma truffa» che punta a riportare l’Italia indietro nel tempo:
- Legalità: «La destra non accetta il controllo di legalità. Vogliono un monarca sovraordinato ai cittadini, ma la legge è uguale per tutti, anche per i politici».
- CSM: Conte ha ammesso il problema delle correnti, ma ha rigettato la soluzione del governo: «La separazione delle carriere riguarda solo lo 0,4% dei magistrati; la verità è che vogliono che la politica si impossessi degli organi di autogoverno della magistratura».
L’ironia di Avs sul tempismo del Governo
Dal palco sono arrivate anche le critiche di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (AVS). Fratoianni ha ironizzato sulla rapidità del Consiglio dei Ministri convocato proprio durante la manifestazione: «Che fretta hanno? Forse temono che lunedì, a urne chiuse e risultato acquisito, l’umore non sia dei migliori».
La piazza del No
Oltre ai simboli di partito, la piazza è stata animata da messaggi pacifisti e antifascisti, con la grande scritta bianca “VOTA NO” a dominare la scena. Il messaggio finale inviato dai leader è unanime: la riforma non è tecnica, ma politica, e punta a scardinare l’equilibrio dei poteri previsto dalla Carta del 1948.