‘La scelta delle priorita’ per le riforme istituzionali e strutturali era obbligata e coerente con il dibattito degli ultimi trent’anni’. Lo ha detto Renzi a Torino. Il ministro Padoan a risponde all’Economist che ieri tifava per la vittoria del No al referendum suggerendo un governo tecnico per il dopo: ‘sono in totale disaccordo con la posizione’ dell’Economist ha spiegato a Skytg24, ‘sia sul giudizio sulla riforma sia sul ruolo di un governo tecnico. Serve un governo politico che continui a fare le riforme, cioe’ questo governo’. A proposito delle ipotesi che lo vorrebbero premier in caso di vittoria del No ha detto: ‘se vince il no, cosa che io non credo, spettera’ al presidente della Repubblica stabilire i passi successivi’.
’Nella mia veste di scrofa ferita, posso assicurare che da parte nostra negli ultimi 7 giorni di campagna elettorale e’ interesse abbassare totalmente i toni dello scontro. E’ giusto ma abbiamo anche tutto da guadagnarci. Lo ha detto Renzi nel forum con la Stampa a Torino, lanciando anche una frecciata a Berlusconi: ‘Va a giorni alterni, ora dice che vuole il tavolo con me il giorno dopo la vittoria del No. Ma al tavolo trovera’ Grillo e D’Alema’.
“Se vinciamo il referendum saremo il Governo piu’ stabile in Europa”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel videoforum sul sito de La Stampa. “Nel 2017 -ha ricordato – abbiamo il cambio del presidente del Parlamento europeo, il vertice di Roma, ospitiamo il G7 con Trump a Taormina a maggio. Se vinciamo il referendum nel 2017 possiamo dare le carte in Europa”. Rispondendo alla domanda di un lettore sulla politica fiscale del Governo se vincesse il Si’ al referendum, Renzi ha aggiunto: “Si’, bisogna ridurre le tasse. Iva e Irpef, in questi due settori dobbiamo intervenire il prossimo anno. Io credo sia preferibile intervenire sull’Irpef per dare piu’ soldi agli italiani, a meno che non arrivi l’ennesimo governo tecnocratico”. Ma “se devo dire cosa accadra’ il giorno dopo il referendum, credo che la priorita’ sia aprire una grande stagione di cambiamento in Europa”, ha concluso.
“Berlusconi va a giorni alterni. Oggi si dice pronto a sedermi a tavolo con Renzi il giorno dopo” sull’Italicum. Il giorno dopo al tavolo ci trova Beppe Grillo e Massimo D’Alema, è bene essere chiari”.
“Io non sto li’ a vivacchiare, io non sono adatto, se dobbiamo tornare alle liturgie del passato, le riunioni di maggioranza con i tecnici, per la logica della palude, delle sabbie mobili tanti sono piu’ bravi di me. Io sto se possiamo cambiare”. Cosi’ Matteo Renzi, alla Stampa, ribadisce di non essere un uomo per tutte le stagioni. “Ho 41 anni – sostiene – ho fatto il premier, non ho piu’ bisogno di aggiungere una riga al curriculum vitae. Quando tocchera’ uno si gira, si inchina alla bandiera e sorride, non mette il broncio. Passero’ la campanella con un sorriso e un abbraccio a chiunque sia perche’ Palazzo Chigi non e’ casa tua ma degli italiani. Non si sta in politica solo per svolgere un servizio ma per cambiare qualcosa. Il mio futuro non e’ interessante, il referendum e’ un occasione per l’Italia, e’ l’assist perfetto e l’Italia ha l’occasione per fare il tiro decisivo”.