Slitta – con una decisione che non arrivera’ prima di dieci giorni – la sentenza del Tribunale civile di Milano sul ricorso contro il quesito referendario presentato dall’ex presidente della Consulta Onida. Intanto, il premier rilancia per il Si’, convinto che ‘o si cambia o l’Italia non migliora’, dice, e sfidando il leader M5s Grillo: ‘lo invito a un confronto, ma lui scappa’; ‘io sto in piazza, tra la gente – replica Grillo – non tra quelli che ti porti dietro tu’. Critiche da sinistra con Bersani: governo dovra’ restare in ogni caso al suo posto’.
Ad avvertire i cronisti che il ricorso verra’ deciso non prima di una decina di giorni e’ stata Paola Maria Gandolfi, presidente della prima sezione civile, di cui fa parte Loreta Dorigo. I due magistrati stamane hanno chiesto a un gruppo di giornalisti in attesa davanti all’ufficio di Dorigo di allontanarsi per lasciare al giudice la serenita’ necessaria per prendere una decisione. Poi e’ arrivata la comunicazione del presidente Gandolfi. Sia i professori Valerio Onida e Barbara Randazzo che il pool di 5 avvocati che gia’ aveva vinto la ‘battaglia’ sul Porcellum chiedono al giudice Dorigo di far intervenire la Corte Costituzionale perche’ l’eterogeneita’ del quesito referendario violerebbe il principio della liberta’ del voto. I ricorrenti sostengono l’incostituzionalita’ della legge istitutiva del referendum del 1970 nella parte in cui non prevede che il voto debba svolgersi su un quesito omogeneo. Il giudice ha tre strade possibili davanti a se’: accogliere il ricorso e mandare gli atti alla Consulta, respingerlo oppure disporre ulteriori atti procedimentali. Ipotesi, quest’ultima, che col trascorrere dei giorni perde quota. Incerta la tempistica del referendum se il giudice dovesse inviare gli atti alla Consulta. La legge, come ricordato dall’avvocato dello Stato Gabriella Vanadia in udienza, non potrebbe sospendere il referendum perche’ questo potere le e’ concesso solo nel caso di referendum relativi ai conflitti tra Stato e Regione. Onida ha pero’ ribattuto che la Corte potrebbe fare lo stesso per analogia.
“Questa incredibile accozzaglia del no sta insieme perche’ tutti loro odiano noi, non per il Paese. Perche’ loro sono contro qualcuno, non a favore del Paese”. Cosi’ il premier, Matteo RENZI, a Padova per un’iniziativa pubblica a sostegno del “Si'” al referendum del 4 dicembre. “Dicono che dopo faranno una loro riforma, ve li immaginate Monti e Salvini discutere di Europa o Berlusconi e Grillo che si devono mettere d’accordo sulla forma presidenziale”, aggiunge RENZI.
“Un confronto sereno sul referendum, è quanto ho chiesto a tutti i leader politici. Ho proposto a Beppe GRILLO un confronto, ma credo che dirà di no perché gli toccherebbe leggere la riforma , non dico capirla ma almeno leggerla”, dice Matteo RENZI.
“Caro Matteo, stai girando come un piccolo gerontofilo a caccia di anziani per talkconfronti televisivi”, prosegue Grillo sul suo blog. “Ti piacciono gli anziani come padri e come vittime immaginarie: sei contemporaneamente gerontofilo e gerontofobo. Sei cosi’ abituato a farti dare ragione per sfinimento che vorresti confrontarti con noi grandi vecchi sino al giorno del giudizio, quello che tu vivi come giorno del giudizio: ma perche’? Non mi metterai li’ come Zagrebelsky o De Mita. Non mi faccio accostare o aggiungere in questa risibile passerella. Mi hai fatto rimanere anche un po’ male sinceramente, non mi sento uno di loro. Pero’ le rughe ce le ho! Tu credi che mettere in fila degli anziani a discutere con te possa darti quel prestigio che ti manca in modo soffocante, sino al tormento interiore. Ma e’ il Paese che sta soffocando! Continui a dimenticarlo… credo non ti abbia mai preoccupato. Credi, come un bambino, che giocare con i grandi ti faccia crescere, ma no… sono regali che non meriti. La tua retorica lattante non e’ per me, perche’ non e’ per il Paese, non serve al paese!”, conclude Grillo.
“Se vince il No si farà una nuova legge elettorale, resta il governo Renzi, il sistema si mette in condizione di ragionare meglio: per me non c’è un nuovo governo. Se vince il Sì succede che mezz’ora dopo tutto il mondo dirà: E ora quando ci saranno le elezioni? Tutto il trip va di nuovo in un film di fibrillazione. Si va a votare, chi è avanti nei sondagi, vince Grillo, vince la destra, che dicono i mercati, cosa fa il fondo Blackrock…”. Lo ha detto l’ex segretario Pd Pierluigi Bersani, ospite del videoforum di Repubblica.it. E per descrivere la situazione utilizza una nuova metafora popolare: “Ci siamo messi in una situazione che dalle mie parti si dice ‘cercarsi il freddo nel letto’… Si accende il fuoco, ci si mette al caldo nel letto, ma lo stupido allunga il piede fino a cercarsi il freddo nel letto…”.
