AVVIATI ACCERTAMENTI SU PM. IRA GABRIELLI, ‘ACCUSE INFAMANTI’.
Non si fermano le reazioni alle dichiarazioni del sostituto procuratore generale di Genova, Enrico Zucca. Sia il pg della Cassazione che il Csm hanno avviato accertamenti sulle dichiarazioni rese ieri dal magistrato sui casi giudiziari del G8 di Genova e sulla morte di Giulio Regeni facendo riferimento alle violenze compiute dalla polizia durante il G8 del 2001 a Genova. Zucca oggi chiede invece al governo di “spiegare perche’ ha tenuto ai vertici operativi dei condannati. Fa parte dell’esecuzione di una sentenza” riferendosi al processo per quanto accaduto al G8 di Genova. Aggiungendo che “la rimozione del funzionario condannato e’ un obbligo convenzionale, non una scelta politica”. Per il vice presidente del Csm Giovanni Legnini quella di Zucca “e’ stata una dichiarazione impegnativa con qualche parola inappropriata”. Durissimo il capo della Polizia Franco Gabrielli, che parla di ‘accuse infamanti’.
Rischia il trasferimento d’ufficio il pm di Genova Enrico Zucca: dopo le parole da lui pronunciate sull’omicidio di Giulio Regeni e sui ‘torturatori’ ai vertici della Polizia il Csm ha chiesto l’apertura di una pratica per valutare se vi siano “profili di incompatibilita’”. Il ministero della Giustizia ha acquisito il video e la relazione del magistrato. Il capo della Polizia Gabrielli ha parlato di ‘accuse infamanti’ e anche il Pg della Cassazione chiede accertamenti. Zucca chiede al governo di spiegare la presenza ai vertici della polizia di funzionari condannati con le sentenze sui fatti della Diaz e Bolzaneto.
Sono “oltraggiose le parole di chi non più tardi di ieri ha detto che ai vertici della Polizia ci sono dei torturatori”. E’ il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, intervenuto ad Agrigento ad una cerimonia in ricordo di Beppe Montana e delle altre vittime della mafia, a fare riferimento diretto alle parole del sostituto procuratore della Corte di appello di Genova, Enrico Zucca, sul caso Regeni. “Noi -osserva Gabrielli- facciamo i conti con la nostra storia ogni giorno. Noi sappiamo riconoscere i nostri errori, noi, al contrario di altri, sappiamo pesare i comportamenti. Ma, al contrario di altri, ogni giorno i nostri uomini e le nostre donne su tutto il territorio nazionale garantiscono la serenità, la sicurezza e la tranquillità. E in nome di chi ha dato il sangue, di chi ha dato la vita, chiediamo rispetto. Gli arditi parallelismi e le infamanti accuse -aggiunge il Capo della Polizia- qualificano soltanto chi li proferisce”.