“E’ stata una Leopolda segnata dal terremoto. Abbiamo aperto con il pensiero alle donne e agli uomini che sono stati colpiti. Ci siamo agitati per un fulmine che ci ha tolto la luce per qualche minuto, ma immaginate che cosa vuol dire per i nostri connazionali sfollati, che sono dentro i container”. Lo ha detto il presidente del Consiglio,, Matteo Renzi, alla Leopolda. “A tutti loro vorrei che andasse il primo pensiero della Leopolda e di tutti gli italiani e le italiane”, ha aggiunto Renzi:”L’emergenza ha visto l’Italia rispondere immediatamente, ma non basta: se vogliamo essere coerenti bisogna guardarsi negli occhi. Va bene dire che siamo vicino ai Comuni colpiti, che lo stato c’e’ e non si mette dalla parte di quelli che cercano gli effetti speciali, usando il terremoto come set di un grande show”, ha continuato il presidente del Consiglio: “A ricostruire sono buoni tutti”.
“A tutti gli sfollati vorrei andasse il primo pensiero non solo della Leopolda ma di tutti gli italiani che credono che risolveremo anche questa, che saremo capaci di ricostruire, che andremo oltre il sentimento di orgoglio che abbiamo avuto nell’estrarre vive 238 persone, una cosa mai accaduta in Ue. Non basta rispondere all’emergenza e se vogliamo essere coerenti e non utilizzare il terremoto come set di grande show, dobbiamo mettere in atto una politica di prevenzione”. Cosi’ Matteo Renzi nel suo intervento di chiusura della Leopolda.
“Qui è andato in scena un cambiamento culturale. Qui è finito il tempo del ‘ciccio stai zitto e mettiti in fila’, qui è finita l’epoca in cui ci si interrogava sui bamboccioni”. “Tutte le spese per ricostruire le scuole saranno fuori dal Patto di Stabilita’, piaccia o non piaccia a quelli di Bruxelles”. “Ci sono giovani che hanno paura del cambiamento, non è dunque una questione di età, ci sono 40enni che dicono no alle metro”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi alla Leopolda a Firenze ribadendo la critica all’amministrazione capitolina di Virginia Raggi.
La cosa cruciale che dobbiamo mettere al centro dell’agenda politica e’ l’idea che l’Italia torni a riavere una strategia di prevenzione per le prossime generazioni, questo e’ quello che serve”. “Qualche vignettista si deve domandare non se sta offendendo noi, ma le vittime, se ha violato i sentimenti di chi non ha piu’ un caro”. Perche’ e’ questo che e’ “riprovevole”. “Il vignettista si domandi se offende noi o le famiglie delle vittime del terremoto che devono convivere con un’assenza. Si domandi se non sia una cosa riprovevole offendere chi non ha più un caro”, ha detto il premier Matteo Renzi nel suo intervento alla Leopolda di Firenze, a proposito di una vignetta di Vauro.
“Dobbiamo prenderci l’impegno di ricostruire davvero una diversa filosofia dell’Italia. A Renzo Piano abbiamo chiesto una mano a impostare un ragionamento dei prossimi anni e decenni. E abbiamo scelto i migliori, a partire dal professore Azzone. Sta qui la rivoluzione che abbiamo iniziato alla Leopolda perche’ se davvero adesso ci deve essere il futuro la cosa cruciale da mettere al centro dell’agenda politica, anche se non ci dara’ risultati al referendum o alle elezioni, e’ l’idea che serve una strategia di prevenzione per le prossime generazioni. Non ne vedremo i risultati? Pace”. “Il giorno dopo il terremoto, con Agnese siamo andati a Genova da Renzo Piano e gli abbiamo chiesto di darci una mano sulla prevenzione, perche’ l’Italia sia numero uno nella prevenzione e non soltanto nell’emergenza”.