‘Se vince il No ci teniamo 950 poltrone e i politici avranno tutte le scuse di questo mondo, ma io non saro’ della partita: lo dice il premier Renzi. Per il sottosegretario De Vincenti se vince il ‘Si” istituzioni piu’ semplici. Grillo e’ pronto a denunciare il premier per abuso della credulita’ popolare. Giorgia Meloni: ‘il sostegno di Prodi non mi stupisce’ ci sono anche Juncker, governo tedesco, e grandi banche’. Salvini ribadisce: ‘se vince il No si va a votare’. Sulle polemiche del voto dall’estero la Farnesina diffida dal divulgare notizie false che possano risultare offensive e diffamatorie verso il personale del Ministero e gli italiani all’estero. Francesco Caruso, presidente del Tribunale di Bologna, rischia il trasferimento per aver abbinato il Si’ a Salo’ con un post su Fb.
“Come dichiarato dal portavoce Toninelli ‘denunceremo penalmente Renzi per il reato di abuso della credulita’ popolare in merito alla falsa scheda elettorale del Senato che ha mostrato pubblicamente’. La banda degli onesti finisce con un falo’ dove vengono bruciate tutte le banconote false prodotte. La banda dei calamari finira’ se tutti insieme il 4 dicembre diremo no. #IoDicoNo”. Cosi’ Beppe Grillo conclude un lungo post sul suo blog in merito al referendum.
“La Banda degli onesti e’ uno dei film comici piu’ spassosi di sempre. Tre compari, interpretati da Toto’, Peppino e Giacomo Furia, costituiscono una banda di falsari che stampa banconote da diecimila lire. Tra una gag e l’altra vengono scoperti, si pentono e alla fine bruciano tutto. Una commedia irresistibile, nella realta’ pero’ i falsari non sono cosi’. Sono piu’ subdoli e meno simpatici – scrive Grillo nel post -. Prendiamo l’Italia oggi a 3 giorni dal referendum. De Luca, Renzi e Verdini formano la Banda dei calamari, dalle famose fritture per convincere a votare Si’ auspicate da De Luca. Renzi, il capo, vuole vincere il referendum a tutti i costi e ha capito che agli italiani non va giu’ il non poter piu’ votare i senatori: perche’ dovrei votare per dimezzare il mio diritto di voto? Il problema e’ che la Costituzione che vuole far approvare prevede che i senatori siano votati dai consigli regionali, non dai cittadini – aggiunge -. Ci si aspetterebbe che il premier dicesse quanto e’ bello non votare i senatori, ma si renderebbe ridicolo. Stara’ zitto… Invece no, ne spara un’altra: inventa la scheda elettorale per il Senato, la stampa e la fa vedere a tutti. Il problema e’ che non esiste: e’ un falso. Non c’e’ neppure scritto ‘facsimile’ proprio perche’ non esiste un documento originale, ma viene spacciata come vera”.
“Se non esiste nessuna legge elettorale per i senatori e la sua riforma dice che saranno votati dai consigli regionali, come puo’ esistere una scheda per il Senato? Da quando il Pd fa le schede elettorali per i cittadini di tutta Italia? Renzi ha portato la bugia a un altro livello, l’ha istituzionalizzata – sottolinea il leader del M5S -. Non e’ piu’ possibile distinguere il falso dal vero quando il presidente del consiglio dei ministri stampa e mostra a tutti un documento senza alcuna validita’ spacciandolo come ufficiale. Per questo non potete usare la testa per votare, la testa vi impedisce di credere che il premier possa arrivare a questo, la testa puo’ dirti che se il capo del governo lo dice e i giornali lo dicono e la tv lo dice allora e’ vero. NO! Il secondo cervello, quello della pancia invece ha gia’ capito tutto: e’ una truffa, non fidarti! Nessuno si e’ mai spinto, cosi’ avanti fino a falsificare la scheda elettorale. Il prossimo passo sara’ quello di mandarla a casa di tutti gli italiani a spese dei contribuenti”, scrive ancora Grillo.
“Grillo ha detto che sulla scheda per l’elezione dei futuri senatori stiamo facendo un abuso, una truffa. Vorrei in campagna elettorale il massimo della tranquillita’, senza polemiche. Rispondo nel merito: questa scheda i cittadini la potranno avere se passa la proposta Chiti. Potranno essercene altre ma alle prossime elezioni per il Senato comunque i cittadini voteranno con una scheda i senatori. Dico con amicizia a M5s e Grillo: se vogliono andare in tribunale a denunciarmi facciano”. Lo dice Matteo Renzi nel #Matteorisponde.
Falsa partenza, doppia, per il Matteorisponde fissato per le 17 da palazzo Chigi. Matteo Renzi si è presentato come sempre per rispondere alle domande inviate via mail e social network, ma la diretta su Facebook non è partita. Dopo due tentativi, in onda sul canale Youtube di palazzo Chigi, il premier è stato costretto a chiamare il ‘time out’ in attesa di ripristinare la diretta su Fb. “Nemmeno su Blob”, ha ironizzato lo stesso Renzi che è riuscito però a rispondere alle polemiche di Beppe Grillo sulla scheda per l’elezione dei senatori.
“Per come ho capito io le sue parole, Prodi dice di non essere convinto che questa sia la riforma piu’ bella del mondo ma che e’ un passetto in avanti e su questo invito a ragionare destra e sinistra, o davvero preferite restare con 950 parlamentari strapagati e una confusione amministrativa?”. E’ l’appello che Matteo Renzi, da Mattino Cinque, rivolge agli elettori in vista del referendum di domenica. Quanto alla dichiarazione di voto del Professore, il presidente del Consiglio e segretario Pd ricorda che “da anni l’Ulivo ha detto che bisognava fare le riforme” ma segnala anche che la medesima posizione era, ed e’, condivisa anche da esponenti del centrodestra.
“Il sì al referendum di Romano Prodi non mi stupisce, perchè segue quel filone dell’establishment italiano, europeo e internazionale che è tutto schierato a favore della riforma costituzionale di Renzi. Stanno con il sì Juncker, la commissione europea, il governo tedesco, le grande banche d’affari, le agenzie di rating. Quindi è normale che Romano Prodi voti sì”. Lo ha affermato la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ai microfoni di ‘Radio anch’io’.
“Il 5 dicembre se vince il No si va a votare, ma penso che Renzi si dimettera’ anche se vincesse il Si’. Vuole liberarsi di tutte le opposizioni”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, a Rtl 102.5. “Mi arrivano tante e tante segnalazioni, da gente con nomi e cognomi, che metteremo nelle mani di chi di dovere, di stranezze per il voto degli italiani all’estero: schede non arrivate, non consegnate, gente che chiede di votare ed è impossibilitata a votare. Temo che in qualche consolato e in qualche ambasciata”, che “dipendono dal governo, che ha puntato tutto su questo sì, possano aggiungersi o possano scomparire delle schede. Vorrei che ci fosse qualche osservatore dell’Onu a verificare che arrivino e ripartano tutte le schede votate dagli elettori italiani, uno con gli occhi aperti non dipendente dal governo che controlli la regolarità del voto”, dice il segretario della Lega. “Vince il no, il sì -aggiunge- vince nel voto degli italiani all’estero”.