La legge di Bilancio non si cambia. Se l’Ue avra’ osservazioni, le ascolteremo. Ma questa manovra ha il deficit piu’ basso degli ultimi dieci anni’. Al termine del Consiglio Ue, Renzi ha ribadito la posizione del governo. E ha chiarito che non e’ stata chiesta la flessibilita’, perche’ viene concessa una sola volta. ‘Abbiamo chiesto le clausole eccezionali per il terremoto e l’immigrazione’, ha detto, l’l’Italia rispetta le regole’. Da Francoforte Padoan ha sottolineato che con il governo europeo c’e’ dialogo: ‘La Commissione non ha espresso nessuno scetticismo’. Parere positivo sulla manovra dai Giovani di Confindustria, che tuttavia hanno indicato rischi per le entrate una tantum: ‘Nel 2017 o si cresce o saranno lacrime e sangue’.
Salta la flat tax al 35% sull’emersione del contante. Dopo le polemiche degli ultimi giorni, il governo avrebbe deciso di cambiare rotta sulla parte piu’ contestata della voluntary-bis, gia’ ribattezzata norma “salva-Corona”. La versione definitiva del decreto fiscale, che sembra essere ormai quasi alle ultime battute, tornerebbe quindi al rientro dei capitali prima maniera, quello del 2015, che non prevedeva un’aliquota forfait ma il normale calcolo delle somme emerse nella tassazione progressiva per fasce di reddito. Allo stesso tempo, dovrebbe essere confermato l’obbligo di dichiarare, sotto la diretta responsabilita’ del contribuente, la provenienza del denaro. Le norme scritte nero su bianco non sono pero’ ancora visibili. Passata una settimana dall’approvazione in Consiglio dei ministri, i testi della legge di bilancio e del decreto non sono stati infatti ancora trasmessi alle Camere. Per l’arrivo in Parlamento, secondo fonti di governo, bisognera’ attendere probabilmente la prossima settimana. Si immagina martedi’. Anche se il decreto fiscale potrebbe, secondo alcuni, godere di una corsia preferenziale ed arrivare in tempi piu’ stretti. Il cantiere della sburocratizzazione del fisco e’ aperto anche sul fronte delle scadenze. L’obiettivo, indicato dal viceministro dell’Economia Luigi Casero, e’ quello di evitare l’anno prossimo il fatidico ‘tax day’ e di diluire i versamenti, anche per non essere costretti, come ormai consuetudine, a concedere inevitabili e richiestissime proroghe in corso d’opera. La proposta di “uscire dalla scadenza unica” del 16 giugno “e’ accettabile e praticabile”, ha spiegato Casero, ipotizzando come date aggiuntive il 30 giugno o il 15 luglio. “Lo dobbiamo decidere in questi giorni, con due principi comunque intangibili: – ha puntualizzato – le eventuali novita’ non devono introdurre oneri per il bilancio pubblico e devono avere scadenze praticabili per l’Agenzia delle entrate”. Sul fronte caldo delle cartelle arrivano intanto i nuovi dati di Equitalia. La “finestra” che concedeva 60 giorni di tempo a quei contribuenti che erano decaduti dal proprio piano di rateizzazione concordato con la societa’ di riscossione si e’ chiusa il 20 ottobre scorso con un vero e proprio boom: circa 100 mila richieste di riammissione alla rateizzazione. Dal 20 agosto scorso, sono stati rimessi in rateizzazione circa 3 miliardi, anche se per il dato definitivo bisognera’ attendere che sia lavorata l’ultima parte, il 5% del totale, delle istanze pervenute.