‘BENE RICHETTI SULL’INCLUSIONE, MA ORA BASTA PARLARE DI NOI’
Lite Renzi-Letta sulla staffetta a Palazzo Chigi. ‘Un golpe? No, l’ha voluta anzitutto la minoranza Pd. Poi ha smosso l’Italia. E quindi lo rifarei. Da allora Enrico e’ entrato in modalita’ broncio’, dice il leader Dem. ‘Il silenzio esprime meglio il disgusto e mantiene meglio le distanze’, replica secco Letta. Alta tensione anche intorno al ddl sul reato di apologia del fascismo. Il deputato fittiano Massimo Corsaro posta un commento sopra una foto del relatore Emanuele Fiano: ‘Porta le sopracciglia cosi’ per coprire i segni della circoncisione…’. ‘Fascista antisemita’, replica il deputato del Pd. Contro Corsaro la presidente della Camera Boldrini: ‘Inaccettabile’
“La parola rottamazione non la mettero’ mai in soffitta. E’ la mia parola. Ma condivido Richetti quando dice di essere piu’ inclusivi”. Lo afferma Matteo Renzi a Rtl. “Ma non ne posso piu’ di parlare di noi. C’e’ un italiano interessato a chi torna in Parlamento? Che gliene frega a cosa accade in Parlamento. Smettiamo – aggiunge il segretario Pd – di parlare di noi. Saremo credibili se parliamo di tasse, di pensioni, non di correnti interne”.
“Dal giorno dopo in cui mi sono dimesso si è diffusa la convinzione che io faccia di tutto per tornare a Palazzo Chigi. Partiti che fino al giorno prima mi dicevano di non mollare poi si sono inventati complotti miei per tornare. Ora io do una mano a Gentiloni, il futuro lo decideranno gli italiani”. Lo ha detto il segretario del Pd Matteo Renzi, alla presentazione del suo libro ‘Avanti’. “Davvero io non volevo tornare in politica quando mi sono dimesso, ma io non sono uno di quelli che escono con il broncio. Ogni mattina mi sveglio e ringrazio per quella esperienza meravigliosa. Cosa succederà in futuro lo decideranno gli elettori”, ha aggiunto.
Il Fiscal Compact “viene votato nel 2012. Nel 2017 bisogna fare una verifica, che per noi è negativa. L’atteggiamento di austerity che sta alla base del Fiscal Compact non aiuta l’Europa a crescere”, ha detto il segretario del Pd, durante la presentazione del suo libro, ‘Avanti’. “Siamo contrari all’inserimento del Fiscal Compact nei trattati”, ha aggiunto l’ex premier.
L’avvicendamento tra Renzi e Letta “e’ stata un’operazione politica voluta in primis dall’allora minoranza del Pd. E’ stata un’operazione politica che io ho pagato a livello reputazionale, ma e’ servita all’Italia. E quindi la rifarei”. Cosi’ Matteo Renzi alla conferenza stampa di presentazione di Avanti!. “E il giorno dopo il netto successo ai gazebo, sarà la minoranza interna – primo tra tutti l’allora capogruppo Roberto Speranza – a propormi di prendere in mano il timone. ‘Matteo, così non andiamo da nessuna parte. Hai vinto le primarie, rilancia tu il paese, andando a governare'”, scrive il segretario del Pd, in un passaggio del suo libro, ‘Avanti’, parlando della sostituzione di Enrico Letta a Palazzo Chigi. “Nel racconto del giorno dopo, il cambio alla guida del governo sarà descritto da molti osservatori come un’oscura manovra di palazzo”, sottolinea Renzi, che aggiunge: “L’idea che si sia trattato di una coltellata alle spalle è una fake news alimentata da un nutrito club di editorialisti monotoni”.
Al momento del passaggio di consegne al governo Enrico Letta entrò “in modalità broncio” e fece la parte “della vittima”, scrive il segretario del Pd Matteo Renzi, nel suo libro. “Il cambio alla guida del governo sarà descritto da molti osservatori come una oscura manovra di palazzo” ma in realtà, racconta ancora Renzi, “accade semplicemente che il Pd decide di cambiare cavallo” dopo “il voto alle primarie di due milioni di persone e alla luce del sole” perchè “quel governo non si muoveva”. “La scena del passaggio della campanella – scrive il leader Pd – segna un investimento del premier uscente: fare la parte della vittima funziona sempre in un Paese in cui si ha sempre più simpatia per chi non ce la fa che per chi ci prova. Ci sono intere carriere che vengono costruite sul vittimismo anzichè sul risultato. Peccato che questo accada a spese di uno dei momenti che per definizione devono essere giocati all’insegna del fair play, sempre”.
“Salvini in Europa ha fatto selfie con tutti… Il selfie non è che gli abbia portato proprio bene”. Così, durante la presentazione del suo libro ‘Avanti’ al Maxxi, il segretario del Pd Matteo Renziironizza sul selfie del segretario della Lega con la compagna Isoardi e sul recente gossip sui due.
“Non vedo cosa c’entri D’Alema. Ho riportato nel mio libro un incontro tra sei persone, e D’Alema non partecipava. Vedo che lo ha smentito, D’Alema, ed e’ curioso visto che non c’era. E’ come se smentissi che Rosato oggi fa un incontro con i deputati al quale non partecipo. Non possiamo smentire le cose fatte da altri”. Matteo Renzi torna cosi’ sul retroscena, nel suo ‘Avanti’, sulla fine del Patto del Nazareno, relativo a un accordo tra Berlusconi e D’Alema manifestato dal leader FI nel vertice con Renzi. “Quanto a passato e futuro, l’accordo era sulle regole istituzionali non su governo. Il governo votato da Berlusconi e’ stato quello di Letta e Monti, ma non ha mai votato la fiducia a un mio governo e sfido chiunque a dire che l’accordo non fosse sulle regole”, aggiunge il segretario Pd che archivia quell’episodio parlando di “pagine che sanno di passato”.
“Silvio Berlusconi non ha mai votato una fiducia al nostro governo, l’accordo del Nazareno era sulle regole. Berlusconi poi mi ha fatto una telefonata molto gentile e divertente dopo il primo turno della amministrative a Roma, era un anno e mezzo che non lo sentivo”.
“Quella sui migranti e’ una proposta complessiva, quando si parla di aiuto ‘davvero’ a casa loro. Nel libro parlo di interventi che si tengono tra loro. Cultura, accoglienza, periferie, tutto si tiene insieme e qui si arriva a dire che se l’Europa non fa la sua parte tu non vuoi fare la tua con i Paesi che non accolgono migranti”. Lo ribadisce Matteo Renzi nella conferenza stampa di presentazione del suo libro ‘Avanti’. “C’e’ il Regolamento di Dublino, governo Berlusconi, che impone al primo Paese in cui arriva il migrante di averne responsabilita’. E’ dal 2003 che va cosi’. Nel 2013 si modifica ma non sul punto, nel 2015 con Triton si aggiunge la quota di ‘relocation’, ma gli altri Paesi non lo hanno fatto. Allora – osserva ancora il segretario Pd – o c’e’ solidarieta’ sempre o non c’e’ mai. Se volete i denari dell’Italia siate solidali anche quando c’e’ da dare, non solo da prendere”.
“Sullo ius soli non c’è alcuna divisione tra l’azione del Pd e quella del governo: non c’è oggi e non ci sarà nei mesi a venire. Il governo deciderà se e quando metterà la fiducia e noi la sosterremo”. Così il segretario del Pd Matteo Renzi presentando il suo libro ‘Avanti’ al Maxxi. “Pieno sostegno al presidente del Consiglio e ai ministri che si occupano della questione migranti”, ha aggiunto.
“Dicono che ho scelto solo persone a me vicine ma non e’ vero, e’ una fake news: guardate le nomine nelle aziende”. Lo dice il segretario del Pd Matteo Renzi alla presentazione del suo libro “Avanti”. “In politica – afferma poi – la riconoscenza e’ una parola che non esiste. Molte delle persone che da Bruxelles al piccolo comune abbiamo selezionato, non sempre hanno mantenuto la volonta’ di lavorare insieme”, aggiunge. “Ma in questi mille giorni – conclude – sono cambiate un sacco di cose, non la mia voglia di continuare a credere nella politica”.