MOSCOVICI, ‘CAMMINO COSTRUTTIVO’. GENTILONI, ‘BUONA NOTIZIA’
Arriva la lettera della Commissione Ue all’Italia sul deficit. Si va verso il primo si’ allo sconto per 8-9 miliardi, a patto che cali il debito. ‘Un cammino costruttivo tra i margini delle regole e le deviazioni non autorizzate’, dice Moscovici. ‘Una buona notizia’, commenta Gentiloni, mentre Padoan e’ cauto sull’idea di tagliare le tasse: ‘Attenzione a come si usa lo spazio fiscale’, dice all’assemblea dell’Abi. ‘Siamo indignati sulle banche venete, aspetrtiamo i processi’, dice Patuelli. Intanto, la Camera vota la fiducia sul decreto. Ostruzionismo del M5s.
Sui conti pubblici dell’Italia e sulla correzione necessaria nella manovra per il 2018 la Commissione Ue lancia un segnale interlocutorio. Il Vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e il Commissario per gli affari economici e monetari, la fiscalità e l’unione doganale Pierre Moscovici hanno inviato una lettera al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, in risposta alla sua comunicazione del 30 maggio. Con quella lettera – ricorda una nota del ministero dell’Economia – il ministro Padoan aveva indicato alla Commissione la portata dell’aggiustamento strutturale (0,3 punti percentuali di PIL) da programmare per il 2018 in quanto ritenuta adeguata allo stato delle finanze pubbliche dell’Italia, anche alla luce dello sforzo di riforma che prosegue ininterrotto da alcuni anni. Alla lettera era allegata un’analisi comparata dello sforzo di consolidamento dei conti pubblici realizzato dall’Italia dal 2009 in avanti, che colloca il nostro Paese in cima alla lista degli Stati virtuosi dell’Unione europea.
“La Commissione – si legge nella missiva di Dombrovskis e Moscovici resa pubblica stasera – eserciterà il suo grado di dicrezionalità nel considerare gli allontanamenti dagli aggiustamenti fiscali prescritti dalla matrice concordata in comune, specificamente nella fase in cui si stabilisce l’esistenza di una deviazione significativa. In questo modo equilibrerà i due obiettivi di sostenere la ripresa e di assicurare la sostenibilità dei conti pubblici”. Nella nota di accompagnamento alla lettera, pubblicata sul suo sito internet, il ministero dell’Economia osserva che “la risposta della Commissione europea conferma alcune importanti novità nell’approccio alla governance economica dell’eurozona emerse di recente. Innanzitutto la Commissione ribadisce, come già fatto nelle raccomandazioni specifiche per Paese, la consapevolezza che le economie in uscita dalla recessione degli anni passati devono bilanciare la duplice esigenza di sostenere la ripresa e proseguire nel percorso di aggiustamento dei conti pubblici. Inoltre – rileva ancora il dicastero di via XX settembre – la Commissione riconosce l’opportunità di affiancare allo strumento dell’output gap – utilizzato per stimare la posizione strutturale dell’economia di un paese al fine di produrre prescrizioni sull’intonazione e le politiche di bilancio, oggetto di analisi critica da parte del Governo dell’Italia e di altri Stati membri – anche indicatori aggiuntivi dello stato di salute dell’economia”. Nella lettera della Commissione, infatti, si legge che “Come risultato della valutazione qualitativa, applicata coerentemente per gli Stati membri, la Ciommissione può in alcuni casi considerare come adeguato un aggiustamento fiscale in qualche misura inferiore al requisito prescritto dalla matrice. Allo stesso tempo la stessa nota chiarisce le implicazioni nell’ambito delle regole del Patto di Stabilità e di crescita di un fallimento nel raggiungere un significativo aggiustamento fiscale nei casi di mancato rispetto della soglia di riduzione del debito”.
In conclusione – osserva la nota del Mef – questi criteri consentono alla Commissione di avallare un aggiustamento di bilancio anche inferiore a quanto prescritto dalla matrice della flessibilità, purché coerente con l’esigenza di ridurre il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo. Nel 2018 una riduzione del deficit nominale ulteriore rispetto ai risultati già conseguiti, sebbene inferiore a quella indicata nel DEF, consentirebbe al Governo italiano di proseguire nella politica economica che tra il 2014 e il 2017 ha assicurato una costante riduzione del rapporto deficit/PIL (0,3% di PIL per anno) e la sostanziale stabilizzazione del rapporto debito/PIL (atteso in calo per l’anno in corso), e al tempo stesso ha dato un supporto all’economia, grazie al quale la crescita si va irrobustendo di anno in anno (dallo 0,1% del 2014 all’1,1% nel 2017 – stima, quest’ultima, che i dati più recenti indicherebbero come destinata ad essere superata). Nella conclusione della missiva indirizzata al ministro Padoan, il vicepresidente della Commissione e il Commissario Moscovici osservano che “la piena attuazione da parte dell’Italia di tutte le raccomandazioni specifiche per il Paese dovrebbe costituire parte integrale dell’impegno del Governo per un appropriato equilibrio tra il preservare la crescita attuale e futura e assicurare la sostenibilità dei conti pubblici, in linea con l’impegno contenuto nella sua lettera – si legge ancora nella missiva della Commissione – per ampie riforme strutturali e per abbassare il deficit di bilancio assicurando un calo nel rapporto debito/Pil. Siamo fiduciosi che con tali politiche l’Italia possa pienamente beneficiare del rafforzamento dell’espansione economica dell’area euro”.