NO A UN’UNIONE-BIS CHE VINCE MA NON GOVERNA, SERVE SERIETA’
‘Il Pd e’ il centrosinistra ed e’ pronto ad allargarsi a liste civiche, associazionismo… Lo spazio c’e”. Lo ha detto Matteo Renzi a Repubblica tv, chiudendo pero’ ad una ‘Unione-bis che vince ma non governa’ perche’ ‘per un campo condiviso e’ importante che ci siano altri e che si sia seri’. No quindi ad alleanze con la sinistra radicale (‘Se vogliono mandare a casa il Jobs act fate voi l’alleanza con loro’) e con D’Alema. La grande coalizione con Berlusconi invece ‘non e’ l’opzione mia, non e’ di Berlusconi, non lo e’ di nessuno. Le grandi intese arrivano, se arrivano, quando c’e’ lo stallo’.
E’ giusto cercare di “rafforzare il centrosinistra”, purché non si tratti di una riedizione di quello che per due volte fece cadere Romano Prodi. Matteo Renzi, parlando a Repubblica Tv, commenta così le critiche del fondatore dell’Ulivo. “La necessità di tenere in piedi un campo di centrosinistra è una posizione che condividiamo, ma bisogna che ci siano anche altri e che si sia seri”. Aggiunge Renzi: “Chi è il presidente del Consiglio mandato a casa due volte dal centrosinistra? Prodi. Ben venga tutto ciò che rafforza il centrosinistra, purché non sia una Unione bis da Turigliatto a Mastella che forse vince le elezioni ma poi non governa”. Il segretario Pd parla di Prodi e anche di Walter Veltroni, che pure ha espresso critiche sulla linea del partito: “Pd per noi il Pd è casa loro. Capisco la posizione di Veltroni sul proporzionale. Nel metodo secondo me andava fatto l’accordo e lo rifarei domattina. Ma l’ho letta con attenzione la sua intervista”.
“C’e’ una sinistra che e’ fiera di essere mera testimonianza. La sinistra radicale con chi si allea per governare? Se vogliono mandare a casa il Jobs act fate voi l’alleanza con loro. Ma sinistra non e’ il salotto, non e’ il convegno, e’ cambiare le cose”, dice il segretario del Pd Matteo Renzi. “Con Fratoianni l’alleanza non la faccio, perche’ su jobs act e investimenti la pensiamo in modo opposto. Sono i contenuti a definire le alleanze”, aggiunge.
“La grande coalizione con Berlusconi non e’ l’opzione mia, non e’ di Berlusconi, non lo e’ di nessuno. Le grandi intese arrivano, se arrivano, quando c’e’ lo stallo”. Lo dice il segretario del Pd Matteo Renzi a Repubblica tv. “Tanto, tanto rosicamento per quello che accade in Francia. Altro che deriva autoritaria: 23% e Macron fa il presidente”. Le larghe intese con Berlusconi? “Questo potra’ accadere comunque, non raccontiamo balle agli italiani. E’ normale – aggiunge Renzi – che se uno non ha i numeri in Parlamento li deve trovare. Il sistema legato al proporzionale va esattamente in questa direzione, gli accordi li fai in Parlamento. Se fosse entrato in vigore il sistema tedesco col 40% rischi di prendere la maggioranza assoluta… In Italia e’ accaduto due volte, con Fanfani e col Pd nel 2014″.
“Rinunciare al principio di sapere la sera chi ha vinto e’ una cosa che mi toglie la pelle, ma ci ho rinunciato la sera del 4 dicembre, non oggi. Non solo: in Parlamento non ci sono i numeri per una legge maggioritaria e neanche la legge maggioritaria garantisce di sapere chi ha vinto la sera, Theresa May ottiene un buon risultato ma non la maggioranza assoluta pur avendo un sistema maggioritario”, sottolinea Renzi.
“La legge di bilancio la fara’ Gentiloni e il Pd dara’ una mano. La revisione della matrice, per cui Gentiloni sta spendendo il suo peso in Europa, puo’ valere dagli 8 ai 9 miliardi di euro: sono molto ottimista che ce lo concedano. Gli effetti della manovrina valgono 4-5 miliardi. E altre risorse ci saranno dalla maggiore crescita”. Cosi’ si manterra’ l’impegno di non alzare le tasse e “se ci sono risorse ulteriori, la riduzione delle tasse dovrebbe iniziare a partire dalle famiglie”, con interventi come il “quoziente familiare”. Lo dice il segretario del Pd.