I vigili del fuoco hanno recuperato all’interno dell’hotel Rigopiano il corpo senza vita di un uomo, non ancora identificato. Lo rende noto la Prefettura di Pescara, spiegando che sale cosi’ a 18 il numero delle vittime, mentre sono 11 i dispersi.
“Il lavoro sta continuando su tutto il fronte del cantiere, adesso stiamo smontando pezzo per pezzo le macerie del cantiere per penetrare all’interno e individuare le aree nelle quali possono trovarsi ancora delle persone”, spiega Adriano Favre, direttore del soccorso alpino della Val D’Aosta. “E’ un lavoro molto lungo e complesso – aggiunge -. Ma fino a quando non saremo sicuri di aver tirato fuori l’ultima persona non possiamo fermarci”. Oggi i vigili del fuoco hanno raggiunto l’area tra la hall e la cucina, il punto in cui molti ospiti si erano riuniti in attesa di lasciare l’albergo la sera del disastro.Cinque salme sono già state restituite alle famiglie. A Farindola c’è stato il primo funerale, quello di Alessandro Giancaterino, 42 anni, il maitre dell’hotel. Tutto il paese si è stretto intorno ai suoi familiari. Presenti anche il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, e il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico. Intanto sono stati dimessi i due bimbi che erano stati ricoverati.
Edoardo Di Carlo, 9 anni, è stato affidato al fratello: i suoi genitori, infatti, sono rimasti uccisi nella tragedia. Samuel Di Michelangelo, 7 anni, è stato invece affidato ai nonni. I suoi, al momento, sono ancora tra i dispersi.All’ospedale di Pescara al momento sono presenti dodici corpi. “Le procedure – ha fatto sapere la direzione sanitaria – vengono eseguite dalla procura tramite la polizia giudiziaria in questo obitorio, poi se c’è necessità di esame autoptico vengono trasferite nella sala autoptica di Chieti perché la nostra, al momento, è in ristrutturazione”.
Sulle polemiche di questi giorni sui presunti ritardi nei soccorsi, intervengono i vigili del fuoco: “Il contingente e i mezzi impiegati costituiscono un dispositivo assolutamente adeguato allo sforzo operativo in atto e tengono conto della complessità degli interventi che il severo scenario pescarese continua a proporre ai soccorritori”, scrivono in una nota, replicando alle “affermazioni, di provenienza di alcune sigle sindacali circa la presunta insufficienza delle unità specializzate” al lavoro.Ma il tema si allarga anche oltre la questione dei soccorsi. Interviene l’alpinista Reinhold Messner: “Vedendo la massa della neve che c’era quando il terremoto ha fatto partire la valanga, è ovvio che anche un hotel può andare sotto. Forse è stato costruito in un posto in cui la garanzia di sicurezza non c’è”. “Io penso – è il suo allarme – che in Italia ci siano tanti posti che non sono al 100% sicuri, cosa che vale anche per la Svizzera”.