SENATORE: NON E’ ALL’ALTEZZA. PRESIDENTE: PENSI AD ALTRO
Un durissimo attacco a Trump da parte di Mitt Romney, ex candidato repubblicano alla presidenza e neo-senatore, riaccende le tensioni all’interno del partito ed i timori sulla rielezione del Tycoon alle prossime presidenziali. In un intervento pubblicato online dal Washington Post, Romney si e’ proposto come nuova voce critica del Grand Old Party dopo la morte di John McCain e l’uscita di scena di alcuni senatori ‘dissidenti’, sostenendo che Trump in questi due anni “non e’ stato all’altezza dell’incarico”. Durissima la replica del presidente: “Io ho vinto, lui no. Preferirei che si dedicasse alla sicurezza del confine e ad altri temi su cui puo’ essere utile”.
“La questione sarà, è un Flake? Spero di no. Preferirei che Mitt si concentrasse sulla sicurezza al confine e su molte altre cose in cui può esser utile. Io ho vinto alla grande, lui no. Dovrebbe esser contento per tutti i repubblicani. Sia una persona che sa giocare in squadra e vincere!”. Così il presidente americano, Donald Trump, ha risposto su Twitter all’editoriale in cui Mitt Romney ha detto di non considerare il magnate “all’altezza” dell’incarico. Trump nel tweet fa riferimento a Jeff Flake, senatore uscente che è stato duramente critico nei suoi confronti.
Archiviate le elezioni di metà mandato, gli Stati Uniti già guardano al 2020 e nella corsa alla Casa Bianca Donald Trump è il macigno che nessuno può aggirare. Per i democratici la prima a scendere in campo è Elizabeth Warren. La senatrice del Massachusetts, critica feroce del presidente in carica, ha annunciato da Boston il varo di un comitato esplorativo in vista della sua candidatura. Ha promesso una campagna “grassroots”, cioé cercando sostegno e fondi a livello locale, non affidandosi ai grandi finanziatori. La discesa in campo di Warren è stata accolta con grande interesse ed è probabile che sia seguita a ruota da altri democratici, donne e uomini. Il campo è aperto; si attende al varco per esempio il texano Beto O’Rourke, astro nascente del partito che per una manciata di voti non è riuscito in novembre a diventare governatore dello Stato ultrarepubblicano, roccaforte della famiglia Bush. Ma la sfida a Trump non viene solo dai democratici. Sul Washington Post è apparso un editoriale in esclusiva di pugno di Mitt Romney, già candidato alle presidenziali, sconfitto da Obama nel 2012. Romney è durissimo con l’inquilino della Casa Bianca. A prescindere dalle sue strategie, scrive, il presidente forgia il carattere della nazione ed è in questo che Trump si rivela più inadeguato, in patria e per la leadership americana nel mondo. La presa di posizione lascia pensare che il politico mormone, eletto a novembre senatore dello Stato dell’Utah, mediti una nuova corsa alla Casa Bianca, sfidando Trump dall’interno del partito repubblicano.