NAPOLITANO ATTACCA, IMPONGONO IL SILENZIO. APPELLO DA GRILLO
Arriva il voto di due delle tre fiducie alla Camera sulla legge elettorale, mentre M5s e sinistra protestano in piazza. Appello di Grillo perche’ ‘la melma del Paese non torni in alto’, Pisapia definisce la fiducia una ‘vergogna’. Anche Napolitano attacca lo stop al dibattito e dice che interverra’ al Senato per mostrare ‘l’ambito costretto’ entro cui un parlamentare puo’ far valere il suo punto di vista. Le incognite non sono sulle fiducie ma nel voto finale, che sara’ quasi sicuramente a scrutinio segreto.
“Con la fiducia posta in blocco dal governo sulle parti sostanziali del testo prima che si aprisse il confronto sugli emendamenti all’art.1, non mi resta che la sola possibilita’ di intervenire in Senato nel corso del dibattito in Assemblea sulla fiducia. Ed e’ cio’ che intendo fare, anche per mettere in luce l’ambito pesantemente costretto in cui qualsiasi deputato oggi, o senatore domani, puo’ far valere il suo punto di vista e le sue proposte, e contribuire cosi’ alla definizione di un provvedimento tra i piu’ significativi e delicati”. Lo dichiara il presidente Emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano.
“Oggi non mi rivolgero’ al Parlamento perche’ questo Parlamento non ha piu’ nessuna dignita’ di rappresentare i cittadini, come questo governo, che pone la fiducia sulla legge elettorale come fece Mussolini. Il Parlamento vero ora e’ fuori, la piazza, dove sono i cittadini”. E’ l’accusa lanciata da Danilo Toninelli, del Movimento 5 Stelle, nell’intervento in dichiarazione di voto in Aula alla Camera. “I banchi del governo, di questo governo che ha chiesto la fiducia zittendo tutto il Parlamento, non c’e’. Dov’e’ quel passacarte del presidente del Consiglio Gentiloni? Dov’e’ il governo? Questo Parlamento e questo governo sono fatti di indegni e di bugiardi”, ha aggiunto concludendo: “Come possiamo solo immaginare di dare la fiducia a persone indegne e bugiarde come voi?”.