Dopo il calo di marzo (-1,7%) la stima dei disoccupati ad aprile sale dell’1,7% (+50 mila), tornando al livello di febbraio. L’aumento e’ attribuibile alle donne (+4,2%), mentre si registra un lieve calo per gli uomini (-0,4%). Il tasso di disoccupazione e’ pari all’11,7%, in aumento di 0,1 punti percentuali su marzo. Dopo l’aumento registrato a marzo (+0,3%) la stima degli occupati ad aprile sale dello 0,2% (+51 mila persone occupate). L’aumento riguarda sia i dipendenti (+35 mila i permanenti, stabili quelli a termine) sia gli indipendenti (+16 mila). La crescita dell’occupazione coinvolge uomini e donne e riguarda tutte le classi d’eta’ ad eccezione dei 35-49enni. Il tasso di occupazione, pari al 56,9%, aumenta di 0,2 punti percentuali sul mese precedente.
“Il mercato del lavoro e’ finalmente in movimento, perche’ il ?#jobsAct? sta funzionando. Abbiamo smentito i gufi che fino a ieri sostenevano che, una volta cessati gli incentivi, l’andamento dell’occupazione avrebbe ricevuto uno stop. Niente di piu’ falso”. Lo scrive Matteo Renzi su fb, analizzando i dati Istat di oggi. “A maggio 2016 – scrive il premier – abbiamo registrato il dato di occupazione piu’ alto da quattro anni a questa parte, con quasi mezzo milione di occupati in piu’ da quando sono in carica. In un anno l’occupazione e’ aumentata piu’ dell’1%, pari a 215 mila persone, mentre il numero degli inattivi e’ sceso di 292 mila unita’. I disoccupati, in un anno, sono scesi di 93 mila unita. Non solo. In un anno, i lavoratori a tempo indeterminato sono aumentati di 279 mila unita’, pari all’1,9%. Buone notizie anche per i giovani: tra i 15 e i 24 anni gli occupati sono 988.000, in aumento di 11.000 unita’ su marzo e di 74.000 unita’ su aprile 2015”. “E’ sufficiente? – conclude Renzi – No. C’e’ ancora da tanto da fare, ma siamo sulla #buonastrada. #iljobsactfunziona#italiariparte”.?
“Sono soddisfatto. I dati Istat di oggi confermano un quadro positivo. L’aumento degli occupati (51mila in piu’ rispetto a marzo, 35mila dei quali permanenti) si aggiunge a quello gia’ registrato nel mese precedente. Su base annua, quindi, il numero degli occupati e’ cresciuto di 215mila unita’, con il forte rafforzamento degli occupati stabili (279mila in piu’). Lo stesso aumento, su base mensile, del numero dei disoccupati, cui corrisponde una piu’ che doppia diminuzione del numero degli inattivi, evidenzia un maggiore numero di persone che ricominciano a cercare lavoro”. Cosi’ il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, sui dati Istat relativi a occupati e disoccupati di aprile. “Lo stesso andamento si registra anche per i giovani tra i 15 e i 24 anni, dove aumentano dello stesso numero sia gli occupati che i disoccupati, perche’ diminuiscono gli inattivi – prosegue -. Il tasso di disoccupazione giovanile, ancora troppo elevato (36,9%), e’ comunque diminuito di 4,5 punti percentuali rispetto allo stesso mese dello scorso anno, con 74mila giovani occupati in piu’. I dati di aprile, in linea con quelli di marzo, confermano quindi il miglioramento della situazione dell’occupazione ed anche un maggiore fiducia per le prospettive del mercato del lavoro” conclude Poletti.
Nel mese di maggio 2016, secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettivita’ (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% su base mensile e una diminuzione su base annua pari a -0,3% (era -0,5% ad aprile). Il ridimensionamento della flessione su base annua dell’indice generale e’ principalmente da attribuire all’inversione di tendenza dei prezzi dei Tabacchi (+2,0%, da -0,3% del mese precedente) e degli Alimentari non lavorati (+0,3%, da -0,5% del mese precedente). La persistenza delle dinamiche deflazionistiche e’ in gran parte riconducibile ai forti cali dei prezzi dei Beni energetici (-8,2% rispetto a maggio 2015), al netto dei quali l’inflazione e’ pari a +0,5% (era +0,4% ad aprile). Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici l'”inflazione di fondo”, accelera a +0,6% (da +0,5% di aprile). L’inflazione acquisita per il 2016 e’ pari a -0,3% (era -0,4% ad aprile).
L’aumento su base mensile dell’indice generale e’ da ascrivere principalmente all’incremento dei prezzi dei Tabacchi (+2,4%), dei Beni energetici non regolamentati (+1,7%) e degli Alimentari non lavorati (+1,0%). Rispetto a maggio 2015, i prezzi dei beni registrano una lieve attenuazione della flessione (-1,0%, da -1,1% di aprile), mentre il tasso di crescita dei prezzi dei servizi e’ stabile a +0,4%. Di conseguenza, rispetto ad aprile 2016, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si riduce di un decimo di punto percentuale. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,3% rispetto ad aprile e registrano una variazione nulla su base annua (da -0,2% del mese precedente). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentano dello 0,5% in termini congiunturali e diminuiscono dello 0,6% in termini tendenziali (era -0,9% il mese precedente). Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,3% su base mensile e diminuisce dello 0,3% su base annua (era -0,4% ad aprile).