“Abbiamo trovato una condivisione Invidiabile e invidiata dalle altre forze politiche. Per esprimere i maniera ancora più intensa l’unione del centrodestra, l’unità di intenti della forza che ha vinto le elezioni. Partendo dei punti che abbiamo esposto con forza in campagna”. Così Matteo Salvini leggendo il comunicato unico Del centro-destra all’uscita delle dalle consultazioni con il Presidente della Repubblica della delegazione unità del centro-destra composta da i tre leader Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni e dai capigruppo dei rispettivi partiti alla camera e al Senato. Mentre SALVINI leggeva i punti in questione Berlusconi con la mano minava l’uno, il due, il tre, ecc.
Un po’ la situazione si capisce sin da subito. Spiega che il comunicato congiunto del centrodestra lo leggera’ Matteo Salvini, di fatto finendo per attribuire lui un incarico al leader della Lega. Sottolinea che Salvini lo leggera’ “bene”, anche perche’ “sulle parole abbiamo discusso abbastanza”, e viene da pensare anche al comunicato al termine del vertice di Arcore, seguito da distinguo subito dopo. Insomma, Silvio Berlusconi riconosce che Matteo Salvini ha preso piu’ voti ma non rinuncia alla sua di centralita’, almeno dal punto di vista dell’immagine. E allora ecco l’ex premier che comincia a fare da ‘slide vivente’ alle parole dell’alleato, che in un primo momento segue appoggiandosi al tavolo delle dichiarazioni come se fosse una balaustra, prima di ricomporsi. Salvini enumera i punti salienti del programma messo a punto dalla coalizione e Berlusconi, al suo fianco, li segue facendo i numeri con le dita delle mani. Poi tocca alla mano sinistra in tasca, altra postura non proprio istituzionale e autocorretta anche questa poco dopo. Quando Salvini evoca lo “spirito di Pratica di Mare”, riferendosi all’accordo con Bush e Putin patrocinato da Berlusconi a Palazzo Chigi, il leader FI addirittura ripete con il labiale il passaggio letto dall’alleato. Le mani tornano ambedue nelle tasche, lo sguardo al cielo, quando si chiede un governo che si liberi di veti e arroganze, proprio il tema che lo vede nel mirino di M5s. Salvini ha finito. Berlusconi si sposta a lato di Giorgia Meloni e platealmente scosta i due alleati dal podio dell’oratore, avviandoli addirittura all’uscita. E’ lui a mettersi al microfono. Esordisce con il tradizionale “fate i bravi”, ma poi ai cronisti consegna anche una delle frasi piu’ brevi, ma anche piu’ dure – e anche piu’ singolari dal punto di vista del protocollo – che abbiano mai visto le sale dove si cerca una tessitura per la formazione del governo. Una frase che ha il sapore dello sfogo (“sarebbe ora di dirlo”) e che e’ direttamente indirizzata agli italiani. Dal podio del Quirinale.
Tutti e tre in blu. Silvio Berlusconi con il classico doppiopetto stile 94, spilla Fi al bavero, camicia celestina e cravatta azzurra. Giorgia Meloni in tailleur e camicia bianca, Matteo Salvini con spilletta di Alberto da Giussano in evidenza e cravatta verde padano: è la vera novità sul fronte del look, visto che dopo la svolta nazionalista della Lega il leader ha raccomandato ai suoi, e lui stesso lo ha fatto, di non ‘fissarsi’ con lo storico colore. Al di là degli ‘abiti di scena’, sono stati i ruoli impersonati a fare di questo passaggio al Quirinale una potenziale svolta storica per il centrodestra. Il Cav ha riconosciuto, sì, il ruolo di leader a Salvini, ma ha scelto di presentarlo lui ai giornalisti, come speaker unico dell’alleanza (“Abbiamo concordato un comunicato congiunto, ne darà lettura il nostro leader”…) e si è preso l’ultima parola. Infatti, accomiatandosi dai giornalisti quando ormai i suoi alleati avevano già imboccato l’uscita, e afferrando il microfono, ha attaccato chi “non conosce l’Abc della democrazia”. Insomma, è come se l’ex premier avesse scelto ogni mezzo per rivendicare il suo ruolo di kingmaker determinato a non fare cessioni di sovranità a nessuno, tanto meno alla Lega. Berlusconi, non a caso, ha cercato di differenziarsi in tutto: l’unico ad arrivare in auto anziché a piedi mentre gli altri hanno preferito la passeggiata a piedi; mai ha fatto venir meno la sua verve istrionica, con una mimica accentuata: in particolare, contando in modo ostentato sulle dita i punti del futuro programma del governo di centrodestra che Salvini snocciolava, leggendo il testo concordato. E rimarcando in modo ostentato con la mimica facciale l’avverbio “unitariamente” pronunciato da Salvini per spiegare le posizioni del centrodestra.