M5S ALL’UE, ‘NESSUNA FORZATURA SUL DEFICIT’. TENSIONE FI-LEGA
Vertice sul nome del premier, oggi a Milano, tra Di Maio e Salvini. Nel lungo incontro di ieri alla Camera, ‘convergenze’ sul programma, ma ancora distanze sulle persone tanto che non c’e’ stato comunicato congiunto. Davide Casaleggio annuncia che il contratto di governo sara’ comunque votato dal popolo del web a 5stelle sulla piattaforma Rousseau. Di Maio intanto rassicura l’Ue: ‘Non ci saranno forzature sul deficit’. Sul fronte del centrodestra, Fi avverte la Lega: ‘Dite che la coalizione non si spacca’.
Matteo Salvini e Luigi Di Maio tornano a vedersi per la seconda volta nel giro di due giorni e confermano i “notevoli passi avanti” e le “ampie convergenze” sul programma. Anche se il leader pentastellato avverte: “Speriamo di chiudere ILprima possibile, se non si chiude si torna al voto”. I tempi infatti stringono, IL Colle attende una risposta certa sull’accordo entro domenica. E oggi ci sara’ un nuovo incontro sul programma, questa volta a Milano. Se si arrivera’ a siglare l’intesa, Davide Casaleggio garantisce che saranno consultati on line gli iscritti. Ma se la trattativa sui temi che costituiranno l’architrave del contratto di governo va avanti e fa registrare un’intesa tra M5s e Lega, la partita sulla premiership e sulla squadra di governo arranca: manca ancora l’accordo sul ‘nome terzo’ che guidera’ l’esecutivo ed e’ ancora da definire IL ruolo dei due leader. Fonti pentastellate si augurano che l’intesa sul premier terzo arrivi entro domenica, mentre IL leader leghista torna a indicare le priorita’: “Cancellare la legge Fornero, tagliare tasse e burocrazia, ridurre gli sbarchi e aumentare le espulsioni, ridare dignita’ al lavoro, tagliare sprechi e privilegi, difendere l’Italia in Europa, riconoscere autonomia alle comunita’ locali, chiudere le liti fra cittadini ed Equitalia, aiutare (davvero) i disabili, garantire il diritto alla legittima difesa. Stiamo lavorando per questo”.
Sulle trattative, pero’, ‘pesa’ la preoccupazione delle altre forze politiche e l’attenzione dell’Europa, tanto che i 5 stelle fanno filtrare che “non ci saranno forzature sul deficit”. L’obiettivo iniziale, viene ancora spiegato, e’ di rispettare i target e non superare l’1,5%. Se ci sara’ necessita’ di sforare sara’ discussa con l’Ue perche’ non c’e’ alcuna volonta’ di forzare contro i partner europei. E Di Maio rassicura: l’esecutivo targato M5s-Lega non e’ una minaccia per IL mondo, “faremo un buon lavoro”. Quanto ai riflettori puntati dell’Ue, e alle parole del presidente del Parlamento Antonio Tajani, che ha riferito come in Europa “tutti guardino con grande attenzione a quello che accadra’ nel nostro Paese”, mettendo in guardia dai rischi di un eventuale referendum sull’euro (“sarebbe da irresponsabili”), Di Maio taglia corto: “Chi vede in questa ipotesi di governo una minaccia per l’Europa forse vede una minaccia per la sua poltrona, ma non per l’Europa”.