ATTACCO DOPO INTERVISTA SU INTERVENTO CONTRO GHEDDAFI
“Napolitano non dovrebbe essere intervistato, pagato e scortato, dovrebbe essere processato”. Lo scrive il leader della Lega Nord Matteo Salvini commentando su twitter l’intervista dell’ex capo dello Stato a ‘La Repubblica’. Nel colloquio con il quotidiano, il presidente emerito invitava a smetterla con le ‘distorsioni’ su chi decise sulle scelte nel 2011 che portarono all’intervento in Libia e poi alla morte di Gheddafi. “Dire che il governo fosse contrario e che cedette alle pressioni del capo dello Stato in asse con Sarkozy, non corrisponde alla realta’”, dice.
“Esprimo la mia stima e la mia solidarieta’ al presidente emerito Napolitano. Non commento le parole di SALVINI perche’ non le ritengo degne di nessuna considerazione”. Cosi’ il presidente del Senato Pietro Grasso in merito alle recenti polemiche suscitate dalle parole del segretario della Lega Matteo SALVINI.
“Da #SALVINI offese a ruota libera solo per far parlare di sé. Metodo insopportabile e spregevole. La mia solidarietà a #GiorgioNapolitano”. Lo scrive su twitter la presidente della Camera, Laura Boldrini.
“Voglio esprimere tutta la mia vicinanza e solidarieta’ al presidente Napolitano. Le sue doti di correttezza e rigore non sono scalfite dalle frasi sconcertanti di un leader che aspira a guidare il Paese senza disporre dei requisiti minimi di civilta’. Quando la lotta politica travalica ogni confine e violenta linguaggio e rispetto delle persone l’aggressione non e’ solo al singolo ma al bene superiore di tutti: la qualita’ e il contenuto della nostra democrazia”. Lo dice Gianni Cuperlo, deputato Pd.
“Sbagliate le minacce a Napolitano, ma lui impose guerra sbagliata alla Libia. E riconosce contrarieta’ a Berlusconi, vittima del Quirinale”. Lo scrive su Twitter Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato ed esponente di Forza Italia, commentando le critiche di Matteo Salvini all’ex presidente della Repubblica.
“Napolitano ha riconosciuto con grande correttezza come Berlusconi fosse più che perplesso sulla scelta francese. E’ innegabile che quanto dice sia la pura verità. A SALVINI, se non fosse in malafede, basterebbe consultare gli atti parlamentari per vedere chi ha sostenuto quella scelta”. Lo dice all’Adnkronos il presidente della commissione Esteri del Senato Pier Ferdinando Casini, in merito alle parole del leader della Lega su Giorgio Napolitano e il suo ruolo, da Presidente della Repubblica, nell’intervento italiano durante la crisi libica del 2011. “Parlando di cose serie -aggiunge- il governo italiano non poteva non associarsi, sia pure a malincuore, se non altro per difendere gli interessi dell’Eni, che poi sono stati salvaguardati, mentre l’intendimento di Sarkozy era ben diverso”.
IL PUNTO – Il presidente emerito della Repubblica GiorgioNapolitano respinge le ricostruzioni secondo cui fu lui a premere per l’intervento in Libia nel 2011 e il segretario della Lega Nord Matteo Salvini chiede che sia “processato”, scatenando la polemica politica. Questa mattina, in una intervista a ‘La Repubblica’, Napolitano ha respinto la visione “ridicolmente distorta” sostenuta da esponenti del centrodestra e del M5s secondo cui sarebbe stato lui a scegliere di appoggiare la missione militare francese, decisa da Nicolas Sarkozy. “Dire che il governo fosse contrario e cedette alle pressioni del Capo dello Stato in asse con Sarkozy, non corrisponde alla realtà”, ricorda l’allora presidente della Repubblica, riconoscendo però che nella consultazione informale che si tenne, “potemmo tutti renderci conto della riluttanza del presidente Berlusconi a partecipare all’intervento Onu in Libia”. Però “non poteva che decidere il governo in armonia con il Parlamento, che approvò con schiacciante maggioranza due risoluzioni gemelle alla Camera e al Senato, con l’adesione anche dell’allora opposizione di centrosinistra”. Parole che innescano il durissimo attacco, via Twitter, di Salvini. “Napolitano non dovrebbe essere intervistato, pagato e scortato, dovrebbe essere processato”, scrive il leader del Carroccio. A Napolitano arriva la solidarietà delle maggiori cariche istituzionali: dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, dalla presidente della Camera Laura Boldrini, che parla di “metodo insopportabile e spregevole”, da quello del Senato Pietro Grasso, per il quale le parole di Salvini non sono “degne di nessuna considerazione”. A difendere l’ex capo dello Stato sono poi tutte le forze del centrosinistra, a partire dal Pd, con il vicesegretario Maurizio Martina che parla di “Barbarie” e di “parole vergognose”. Solidarietà a Napolitano arriva anche da Alternativa popolare Mdp e Sinistra italiana. Il centrodestra, invece, conferma il giudizio negativo sull’operato del presidente emerito. “Fu – accusa Daniela Santanchè, deputata di Forza Italia – un presidente interventista ben oltre i limiti della Costituzione. Le sue scelte hanno provocato all’Italia i guai dell’austerity e dell’invasione dei migranti: si assuma le sue responsabilità e chieda finalmente scusa agli italiani”. E Fratelli d’Italia, con Giorgia Meloni, parla di “vergognosa mistificazione della realtà da parte di Napolitano sul folle attacco alla Libia di Gheddafi nel 2011″. Critico anche il Movimento 5 stelle, con il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. “In queste ore – scrive in un post su Facebook – leggo di un ridicolo scaricabarile tra l’ex presidente della Repubblica Napolitano e l’ex presidente del Consiglio Berlusconi sulle responsabilità dell’intervento militare in Libia. L’unica certezza è che per le loro scelte scellerate a pagare sono stati un’altra volta gli italiani”. In serata, in una nota, Napolitano ha rigraziato per la solidarietà davanti ai “grossolani e inauditi attacchi” che sono “fondati su spudorate falsificazioni dei fatti”.