EPISODIO ‘GUERRA DEL PESCE’ NELLE ACQUE TRA LIBIA E TUNISIA. TUNISI, ERRORE VALUTAZIONE
Un peschereccio di Mazara del Vallo assaltato ieri all’imbrunire da una motovedetta tunisina al largo di Zarsis, confine tra Libia e Tunisia, in acque internazionali. A quanto raccontato da uno degli armatori, dopo avere intimato di fermarsi hanno anche sparato senza colpire nessuno. Mentre il peschereccio tentava di allontanarsi, un’altra unita’ mazarese ha chiesto aiuto alla Marina militare italiana, un cui elicottero ha compiuto manovre dissuasive, inducendo il mezzo tunisino a desistere.
“Ancora una volta vediamo restringere le nostre aree di pesca. L’estensione unilaterale dei confini da parte di alcuni Paesi nordafricani e i continui gli atti di pirateria ci inducono a desistere. Noi ci dobbiamo adeguare a tutte le restrittive norme emanate dall’Ue mentre tunisini ed egiziani, che pescano nelle nostre stesse aree di mare internazionali, lo fanno liberamente”. Lo dice Giampiero Giacalone, uno degli armatori dell'”Anna Madre”, il peschereccio assaltato dalla motovedetta militare tunisina. “Ribadisco che quanto accaduto ieri pomeriggio – aggiunge – e’ un incidente diplomatico tra Stati e quello tunisino dovrebbe chiedere scusa a quello italiano perche’ il nostro natante era in acque internazionali. Sto valutando di scrivere al ministro dell’Interno Marco Minniti, per rappresentargli le problematiche e le ragioni della nostra marineria”.
Giampiero Giacalone racconta: “Verso le 18,30 di ieri sono stato raggiunto telefonicamente da mio nipote, Giacomo, comandante dell’Anna Madre con a bordo 11 persone di equipaggio, che mi ha detto che militari di una motovedetta tunisina li stavano prendendo d’assalto e che dopo avere intimato di fermarsi hanno anche sparato per fortuna senza colpire nessuno. Dai tracciati in possesso della Capitaneria di porto e inviati dal blue box si evince chiaramente che il peschereccio si trovava in acque internazionali, fra 30 e 35 miglia Nord-Est di Zarzis”. Mentre l’Anna Madre cercava di allontanarsi per sfuggire all’assalto della motovedetta militare tunisina l’equipaggio di un altro peschereccio mazarese, l’Aliseo, ha chiesto aiuto alla Marina militare italiana. Giacalone smentisce il fatto che una motovedetta militare tunisina sia intervenuta a difesa del peschereccio mazarese: ”Era solo una la motovedetta ed era quella assalitrice”. “L’intera operazione – prosegue – si e’ protratta per circa un’ora e mezza, finche’ la motovedetta militare tunisina non ha desistito dal suo intento, poi il suo equipaggio si sarebbe giustificato dicendo di avere effettuato una errata valutazione della distanza dalla costa tunisina”. “Alla luce di quanto emerso circa l’errata valutazione della distanza dalla costa del Paese nordafricano del nostro peschereccio, come si evince, lo ribadisco, dai tracciati blue-box , sarebbe giusto che il governo tunisino esprimesse le sue scuse ufficiali non tanto a noi quanto al governo italiano. Il nostro auspicio e’ che fatti di una simile gravita’ non abbiano piu’ a ripetersi”, conclude l’armatore.
E’ stato “un errore di valutazione” a spingere una motovedetta delle dogane tunisine a cercare di fermare il peschereccio italiano “Anna Madre” in acque internazionali. Lo ha confermato ad “Agenzia Nova” Silvia Chiave, vice capo missione e primo consigliere dell’ambasciata italiana a Tunisi. “Gli stessi tunisini ci hanno spiegato che hanno commesso un errore di valutazione delle distanze”, ha detto la diplomatica italiana, ricordando come episodi simili siano gia’ avvenuti in passato. “La motovedetta tunisina si e’ allontanata dopo l’intervento di un elicottero militare italiano partito dalla nave piu’ vicina dell’operazione Mare Sicuro”, ha confermato Chiave. La vice capo missione ha voluto sottolineare come i militari tunisini siano stati molto “collaborativi e attivi” sulla vicenda, dicendosi disponibili a uscire con una nave della Marina militare tunisina sbrogliare la situazione. “Ma il nostro elicottero e’ arrivato prima e si sono sciolte le righe, perche’ i nostri pescherecci sono stati liberati e la motovedetta tunisina si e’ poi allontanata”, ha concluso.