Nicolas Sarkozy è il primo ex Presidente francese a finire in carcere. L’ex capo di Stato è entrato nel penitenziario di La Santé a Parigi per scontare la condanna a cinque anni di reclusione nell’ambito del processo sui presunti finanziamenti libici alla sua campagna presidenziale. Nonostante abbia presentato appello, l’esecuzione provvisoria della pena ha reso la detenzione immediata.
Poco prima di varcare la soglia del carcere, Sarkozy ha affidato a un post su ‘X’ la sua ferma dichiarazione: “Sono innocente”, definendo la sua vicenda come uno “scandalo giudiziario” e ribadendo la sua totale fiducia nel futuro: “La verità trionferà”.
“Non è un ex presidente della repubblica ad essere incarcerato questa mattina, ma un uomo innocente,” ha scritto Sarkozy, parlando di un “percorso di sofferenza” che dura da più di dieci anni e provando “un profondo dolore per la Francia, che si ritrova umiliata dall’espressione di una vendetta”.

La mattinata è stata scandita da momenti di forte emozione sotto l’abitazione dell’ex Presidente nel 16° arrondissement di Parigi. Oltre un centinaio di fedelissimi lo attendevano, applaudendo e scandendo cori come “Liberate Sarkozy”.



Sarkozy si è diretto verso l’auto che lo avrebbe condotto al carcere tenendo per mano la moglie, l’ex première dame Carla Bruni. L’ex Presidente si è fermato per salutare, stringere mani, e scambiare baci con i sostenitori, che hanno cercato di toccarlo e abbracciarlo. Carla Bruni, camminando a testa china e senza un sorriso, gli è rimasta accanto fino a quando non è salito in macchina con il suo avvocato, Christophe Ingrain.


Il caso Sarkozy continua a dividere l’opinione pubblica, anche ai massimi livelli istituzionali. Venerdì scorso, lo stesso Presidente Emmanuel Macron aveva ricevuto il suo predecessore all’Eliseo per esprimergli il proprio sostegno.