L’ufficio anti-frode dell’Unione Europea (Olaf) avrebbe effettivamente aperto una serie di indagini sull’uso dei fondi dell’Europarlamento da parte dei deputati europei, inclusi alcuni eletti in Italia. “Ci sono delle indagini dell’Olaf”, ha detto una fonte dell’Europarlamento, commentando alcune indiscrezioni di stampa su rimborsi che sarebbero stati percepiti da alcuni deputati in violazione delle regole europee, oltre al caso che ha coinvolto Marine Le Pen e altri esponenti del Front National francese. “Ci sono delle storie vecchie e delle storie nuove”, ha spiegato la fonte: “le storie vecchie sono in parte chiuse”. In alcun casi sarebbero state riscontrate delle semplici irregolarita’ amministrative. Per il momento non ci sono conferme ufficiali da parte delle istituzioni coinvolte (Parlamento e Olaf).
“Una tegola sulla testa”: all’interno del Ppe, a quanto si apprende, e’ stata accolta cosi’ la notizia riportata da Repubblica, che riferisce di una somma dovuta dall’eurodeputata di Forza Italia Lara Comi al Parlamento europeo, per avere assunto nella scorsa legislatura la madre in qualita’ di assistente locale. Una notizia, riferiscono fonti del Ppe, che ha colto di sorpresa i vertici, anche perche’ riguarda il rapporto fiduciario del singolo deputato con la direzione generale finanziaria dell’Eurocamera. Non si tratta quindi di soldi che passano attraverso la gestione del gruppo.
“Se a Bruxelles tutto fosse confermato, sara’ curioso ascoltare le scuse che inventera’ questa volta Di Maio per giustificare le due eurodeputate grilline investite dal ciclone dei rimborsi. Altro che no Euro e fuori dall’Europa ad alcuni 5 Stelle far parte dell’Unione piace e piace parecchio”. Lo afferma Rosanna Scopelliti (Ncd).
Nell’ambito dell’inchiesta giornalistica sui rimborsi illeciti al Parlamento europeo “per quanto ne so io le due eurodeputate si sono dichiarate parte lesa. Nel Movimento chi sbaglia paga, quindi spero si faccia il massimo della chiarezza”. Così Luigi Di Maio, deputato M5S, nel corso della trasmissione Di Martedì, in onda stasera su La7. “La deputata Aiuto ha già restituito la somma contestata, mentre la deputata Agea ha già sospeso il contratto con il suo collaboratore”, ha evidenziato il vicepresidente della Camera.
“I rilievi amministrativi riguardano un mio ex assistente. Purtroppo da una presentazione giornalistica non rigorosa nell’associazione delle foto, sembra che sia io sotto accusa”. Cosi’ l’eurodeputato della Lega Nord Mario Borghezio in merito alla vicenda dei rimborsi chiesti dal parlamento europeo al suo ex assistente Massimiliano Bastoni, riportata da Repubblica. “In ogni caso – spiega Borghezio – l’indagine nasce da presupposti inesistenti: Bastoni aveva tutto il diritto di fare anche il consigliere comunale perche’ non si tratta di un’attivita’ salariata. E comunque quasi ogni lunedi’ di plenaria lui era a Strasburgo e puo’ dimostrarlo”.