Scontri davanti alla prefettura di Firenze quando un gruppo di migranti, che vivevano nel capannone andato a fuoco a Sesto Fiorentino provocando la morte di un somalo, ha tentato di entrare e sono intervenute le forze dell’ordine in assetto antisommossa. La richiesta e’ di ‘un alloggio dignitoso’ e della sepoltura per Ali’ Muse, il 44enne rimasto imprigionato dalle fiamme. La protesta si e’ trasformato poi in un sit-in degli stranieri, con lo slogan ‘Casa subito, basta morti’, in attesa delle decisioni del Comitato per la sicurezza pubblica.
Tensione e tafferugli tra Migranti e forze dell’ordine oggi davanti alla prefettura di Firenze: dopo il rogo del capannone-rifugio a Sesto Fiorentino dove un centinaio di stranieri aveva trovato riparo, avvenuto nella notte tra mercoledi’ e giovedi’, e dove il somalo Ali’ Muse ha trovato la morte, oggi un gruppo di cinquantina di loro e’ tornato a protestare nel centro storico del capoluogo toscano. Gli immigrati avevano gia’ fatto sentire la loro voce giovedi’, prima davanti alla sede della prefettura e poi a palazzo Strozzi, dove e’ in corso la mostra del dissidente cinese Ai Weiwei che ha dedicato molta attenzione al problema dei Migranti. Oggi, in coincidenza con una riunione dei comuni dell’area fiorentina per trovare loro una soluzione almeno temporanea, hanno protestato di nuovo, insieme ai militanti del Movimento di lotta per la casa. Quando i manifestanti hanno cercato di entrare nel palazzo che ospita la prefettura perche’ – hanno detto – ‘volevamo parlare anche noi’ alla riunione, sono stati respinti dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa. “Noi volevamo il dialogo e loro ci hanno risposto con i manganelli”, hanno gridato. Due degli stranieri sarebbero rimasti anche contusi. Durante la manifestazione, hanno chiesto ‘un alloggio dignitoso’ e la sepoltura per il loro compagno Ali Muse, somalo di 44 anni, morto imprigionato dalle fiamme. Per molte ore il gruppo e’ rimasto nella centrale via Cavour, trasformando poi la manifestazione in un sit-in e gridando a piu’ riprese ‘Casa subito, basta morti’. Da lunedi’ mattina, questa la soluzione alla fine prospettata loro al termine della riunione, il centinaio di immigrati rimasti senza riparo ed ora ospitati temporaneamente nel palazzetto dello sport di Sesto Fiorentino, cominceranno ad essere inviati nelle diverse strutture dei comuni dell’area metropolitana che hanno dato la loro disponibilita’ a trovare un’alternativa. “Non esiste una soluzione stabile e duratura per tutti, ma ogni comune ha fatto il suo sforzo per trovare strutture dove ospitare alcuni degli stranieri e gestire cosi’ l’emergenza”, ha spiegato il sindaco di Sesto Lorenzo Falchi che dopo la riunione si e’ recato al palazzetto dello sport del suo comune per spiegare la decisione anche ai Migranti. La manifestazione alla fine della giornata si e’ sciolta e tutti sono rientrati a Sesto Fiorentino, ma non tutti sembrano convinti della soluzione prospettata loro che li dividera’ in tante sedi diverse. Intanto, il Comune di Firenze ha fatto sapere che sara’ a suo carico il funerale dell’immigrato morto e che si stanno rintracciando i familiari. Ali’ Muse sarebbe morto perche’ e’ rientrato in quel capannone in fiamme, proprio perche’ li’ aveva i documenti necessari per far venire in Italia anche la sua famiglia.