RENZI, SU BANKITALIA HO GIA’ DETTO QUELLO CHE AVEVO DA DIRE. SALVINI, IN MOLTI HANNO DORMITO SE NON PEGGIO
“Quello che avevo da dire di Banca d’Italia l’ho gia’ detto”: cosi’ a Matera il segretario del Pd, Matteo Renzi. “Quello che trovo interessante in questo viaggio d’ascolto, molto piu’ importante delle polemiche quotidiane che vengono fatte – ha aggiunto – e’ entrare a contatto con l’Italia vera, reale, con le persone di tutti i giorni e farlo oggi a Matera e’ di una bellezza struggente”. Secondo il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, Bankitalia “deve cambiare ma deve cambiare anche chi ora punta il dito” contro Ignazio Visco “perche’ negli ultimi anni in molti hanno dormito, da Monti a Letta a Renzi, se non hanno fatto di peggio”.
“Sulle soluzioni per la Banca d’Italia non parlo neanche sotto tortura. E’ un compito rilevante, che spetta in parte al governo. C’è una procedura che investe diverse istituzioni: il governo prenderà le sue decisioni e lo farà, ovviamente, nel rispetto dell’autonomia della Banca d’Italia e delle prerogative della legge, ma non facciamo indiscrezioni o cose di questo genere”. Lo dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, in conferenza stampa a Bruxelles, rispondendo alla domanda se una soluzione interna per la carica di governatore non sia la soluzione più probabile.
“Chi fa politica non prescinde mai” dalle opinioni dei partiti, “e non credo che ci si immagini un contesto diverso. Il problema è che tutte le opinioni sono legittime. Le opinioni politiche sono altrettanto legittime. I rapporti tra il governo e il partito di maggioranza relativa, di cui mi onoro di far parte, sono fondamentali e ottimi, in generale, dopodiché noi decidiamo avendo in mente” l’interesse del Paese sulla nomina del governatore di Bankitalia, dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, in conferenza stampa a Bruxelles. “Non è una decisione di buona creanza, questa – continua Gentiloni – ma una decisione rilevante. Perché rilevante? Perché l’autonomia dell’istituto è un valore in sé, come si dice, per i mercati. Sembrano cose strane, ma sono cose che esistono, sono cose consolidate. L’autonomia dell’Istituto deve stare a cuore all’autorità di governo. E, in modo particolare, perché noi abbiamo alle spalle, credo e spero alle spalle, delle difficoltà nel nostro sistema bancario in Italia, che spesso si sono sviluppate più qui che a Roma, per alcune banche”.
“Non è – osserva il presidente del Consiglio – che a Bruxelles non si sia consapevoli delle difficoltà che abbiamo incontrato”. Difficoltà, prosegue, “dalle quali siamo fuori e credo che una delle cose di cui il governo e la maggioranza possono essere più fieri, per il lavoro fatto sia dal governo Renzi che da quello che ho l’onore di presiedere, è che abbiamo gestito e risolto, non senza difficoltà e problemi, piccole e grandi difficoltà nelle nostre piccole, medie e grandi banche”. “Per il Paese – rileva Gentiloni – essere riusciti in questa operazione è molto importante. Perché c’è di mezzo il risparmio delle famiglie, il lavoro, le imprese: non stiamo parlando di assolvere questo o quel malfattore, stiamo parlando dell’impegno del governo di questi anni per tenere in piedi un pilastro della nostra economia”.
“Le crisi sono alle nostre spalle – continua Gentiloni – ma l’impegno continua, anche in questi giorni. Ad esempio, nell’incontro che ho avuto ieri con il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, ho cercato di far conoscere la posizione italiana circa i rischi che alcune decisioni che possono apparire inappropriate o troppo improvvise possono provocare”. “Mi sono portato un istogramma – dice ancora il primo ministro – che fa vedere che i crediti deteriorati nel nostro sistema sono diminuiti del 25% negli ultimi otto mesi. E noi questo percorso lo dobbiamo accompagnare e incoraggiare: penso che questa consapevolezza, che va condivisa anche nella consultazione pubblica cui quell’addendum della vigilanza viene sottoposta, deve essere condivisa”. “E penso – aggiunge il premier – che sarà condivisa: sono relativamente ottimista. La crisi è alle spalle; attenzione che non ci siano decisioni che riaprono dei dossier che stanno evolvendo nella direzione giusta; penso che questa consapevolezza, senza tradurla in colpevolizzazione di non so chi, si possa fare strada a Bruxelles”, conclude.
Anche Renzi ha tenuto il punto, ma sfumando i toni rispetto ai giorni scorsi. “In questi giorni – ha detto – si è affrontata la questione Bankitalia solo dal punto di vista del metodo e non si è affrontato il merito, sul merito non parla nessuno. Nel merito nessuno di noi mette in discussione autonomia e indipendenza della banca e lasciamo la decisione sul governatore all’esecutivo, ma continuiamo a dire che siamo dalla parte dei risparmiatori. Il Pd dirà sempre quello che pensa della situazione”.
Se la mozione Pd ‘anti-Visco’ è stata “una leggerezza” o “un incidente, può succedere, chiudiamola lì, ma se fosse una strategia sarebbe gravissimo”. Così il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda a Repubblica Tv sull’ipotesi che l’iniziativa del segretario Pd Matteo Renzi contro il governatore di Bankitalia risponda a motivi elettorali cavalcando temi populisti cari a M5S. “Non si può vincere inseguendo i 5 Stelle, è pericoloso”, taglia corto Calenda, spiegando che il paese è ancora esposto alle incertezze, che “la crisi non è del tutto alle spalle”.
“Il Parlamento che esprime una valutazione non è ‘un incidente’. È democrazia”. Lo scrive su Twitter il presidente Pd, Matteo Orfini, replicando alle dichiarazioni del ministro Carlo Calenda.