In una mattinata segnata dal giuramento del nuovo Ministro del Turismo, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al tanto atteso decreto carburanti. La misura, annunciata dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in conferenza stampa a Palazzo Chigi, estende la riduzione delle accise su benzina e gasolio fino al 1° maggio 2026, scongiurando l’impennata dei prezzi prevista per la prossima settimana.
L’intervento si è reso necessario a causa dell’estrema instabilità in Medio Oriente, che sta spingendo le quotazioni del greggio verso l’alto. “La durata del conflitto produrrà conseguenze inevitabili sia sulla politica monetaria che su quella fiscale”, ha avvertito Giorgetti, lasciando intendere che il Governo monitorerà la situazione per eventuali nuovi interventi dopo la scadenza del decreto.
IL COSTO E LE COPERTURE: L’OPERAZIONE ETS La proroga ha un costo stimato di circa 500 milioni di euro. Il Ministro ha spiegato nel dettaglio come il Tesoro sia riuscito a reperire le risorse senza scostamenti di bilancio:
- 200 milioni derivano dall’autocopertura legata all’incremento del gettito IVA (il cosiddetto “tesoretto” generato dall’aumento dei prezzi alla pompa).
- 300 milioni sono stati recuperati dai fondi ETS CO2 non utilizzati, con la rassicurazione che non sono state toccate le risorse destinate alle imprese energivore.
AGRICOLTURA, EXPORT E TRANSIZIONE 5.0 Il decreto non si limita ai soli carburanti stradali, ma introduce un pacchetto di aiuti per il sistema produttivo:
- Agricoltura: Esteso al settore agricolo il taglio delle imposte già adottato per la pesca, un segnale di attenzione verso un comparto messo in ginocchio dai costi energetici.
- Export: Intervento su Simest per sostenere le imprese italiane che operano sui mercati esteri, penalizzate dalle tensioni nelle rotte commerciali (come il blocco di Hormuz).
- Industria: Recepimento ufficiale dell’accordo con le categorie su Transizione 5.0, il piano di incentivi per la digitalizzazione e l’efficientamento energetico delle imprese.
LA STRATEGIA DELLA “PRUDENZA ATTIVA” Con questo provvedimento, Giorgia Meloni punta a stabilizzare il fronte interno prima dell’informativa in Parlamento del 9 aprile. La scelta di una proroga breve (fino al 1° maggio) conferma la linea della prudenza: il Governo naviga a vista, pronto a calibrare le risorse in base all’evoluzione della guerra in Iran e alle decisioni della BCE sui tassi d’interesse.