L’Aula del Senato salva Augusto Minzoliniche resta in carica come senatore di Forza Italia. I senatori hanno infatti approvato con 137 si’, 94 no e 20 astenuti l’ordine del giorno di FI che respingeva la deliberazione della Giunta per le Immunita’ che nel luglio scorso aveva dichiarato decaduto l’ex giornalista dal mandato di parlamentare perche’ condannato con sentenza passata in giudicato. Il voto dell’odg e’ stato accolto da un lungo applauso.
Il Senato respinge la decadenza di Augusto Minzolini da senatore, proposta dalla Giunta Immunita’ perche’ condannato con sentenza passata in giudicato, e il M5S attacca Pd e Forza Italia gridando al ‘voto di scambio’. Con 137 si’, 94 no e 20 astenuti e’ passato un un odg presentato dai forzisti. Il senatore azzurro conferma comunque l’intenzione di dimettersi: ‘mando una lettera’. 19 senatori Pd e 23 di Ap hanno votato con Forza Italia. Ventiquattro dem assenti al momento del voto. I 5Stelle accusano: ieri Lotti salvato dagli azzurri, oggi Minzolini salvato dai dem, la pagherete alle prossime elezioni. Di Maio: ‘per Pd la legge Severino non esiste piu’, non lamentatevi se cittadini manifestano in maniera violenta’. Zanda, ‘c’era liberta’ di coscienza ma io sto con la Giunta’. Giornalista, ‘lascio comunque’.
Ghedini e’ il primo ad uscire dall’Aula di palazzo Madama. Poche parole al cronista: “Bene. Sono molto soddisfatto, e’ stata fatta giustizia”, dice l’avvocato di Berlusconi che poi si attacca al telefono e chiama direttamente Arcore. “Presidente ce l’abbiamo fatta…”. L’ex premier e’ raggiante: “una bellissima notizia, e’ un giorno nuovo”, commenta Berlusconi anche con altri senatori che lo raggiungono al telefono. Il ‘soldato’ Minzolini si salva. Niente decadenza. Ma nel Transatlantico del Senato aleggia proprio il fantasma del Cavaliere che fu estromesso proprio da palazzo Madama.
“E’ allucinante, sono allibita”, grida Paola Taverna (M5s), “e’ un Parlamento di fuorilegge”, gli fa eco l’altro pentastellato Crimi, “il Pd si e’ dimostrato che non e’ piu’ un partito di sinistra”. I grillini alludono subito al “favore” fatto ieri da Forza Italia a Luca Lotti: “Siamo in presenza di un voto di scambio”, l’accusa. “Oggi finalmente e’ decaduta la legge Severino”, e’ il ‘refrain’, invece, dei berlusconiani e anche degli ex berlusconiani. Esultano da Ncd (“E’ stato bellissimo”, afferma un alfaniano). Esultano da Ala: “E’ la vittoria del garantismo”, spiega il verdiniano Barani. Per un giorno quel fronte che si e’ frantumato nel corso di questi anni si ricompatta. Gli azzurri vanno da Romani (“Ora occorre una riflessione sul rapporto tra la politica e la magistratura”, commenta il capogruppo di FI) a congratularsi con lui mentre Zanda esca dall’Aula e si limita a dire che “e’ un risultato incommentabile, ha deciso il Parlamento”. Il capogruppo dem ha votato a favore della decadenza di Minzolini che nel suo intervento ha spiegato di voler “bere la fiducia”, ha parlato di “rischio di regime”, ha ricordato l’anniversario di Moro, ha premesso di volersi dimettere comunque. I vertici del gruppo dem hanno lasciato liberta’ di coscienza. Marcucci (astenuto) e Cociancich (non ha partecipato al voto) si lamentano della legge, molti esponenti Pd spiegano che occorre “cambiarla” ma non ci sono logiche di corrente, diversi renziani hanno votato contro Minzolini. “Anche nel Movimento dei democratici e progressisti – sottolinea un senatore – c’e’ qualcuno che ha detto di voler abbandonare l’Aula”. E’ stata una mattina di trattative frenetiche: Forza Italia aveva presentato due ordine del giorno, poi la decisione di convergere sulla richiesta di rigettare la decisione della Giunta dell’Immunita’ sulla decadenza di Minzolini. “Dai calcoli ce la facciamo”, la voce che si rincorre tra gli azzurri in Transatlantico. Ed ecco il risultato: il Senato salvaMinzolini condannato con sentenza passata in giudicato. Voto accolto da un lungo applauso. “Un calvario – dice l’ex direttore del tg1 -. Ma la battaglia va intrapresa al di la’ della mia persona”.
Hanno votato a favore dell’ordine del giorno di Forza Italia 19 senatori Pd. Non hanno partecipato al voto in 24 dem (di cui 3 assenti). Si sono espressi contro l’ordine del giorno in 41 e in 14 Pd si sono astenuti. Il voto di astensione in Senato vale come voto contrario. E’ quanto si apprende a palazzo Madama. Nella maggioranza anche 23 senatori di Ap hanno votato a favore dell’odg con cui e’ stata bocciato il parere della Giunta favorevole alla decadenza del senatore azzurro.