Stamattina al Senato il voto finale sulla riforma della legge elettorale, che ieri nel caos ha ottenuto i cinque voti di fiducia: decisivo il supporto di Ala; critico ma vota si’ Napolitano; M5s abbandona l’aula e protesta in piazza. Bankitalia: oggi atteso il nome del nuovo governatore, verso la riconferma di Visco; Renzi contrario. Formigoni andra’ a giudizio per tangenti.
Passa nell’Aula del Senato la prima fiducia al Rosatellum con 150 si’, 61 no e nessun astenuto. I presenti sono stati 219 e i votanti 211. Passa cosi’ l’articolo 1 della riforma elettorale.
L’Aula del Senato con 151 voti a favore e 61 contrari ha dato il via libera anche alla seconda fiducia posta dal governo sull’articolo 2 della legge ELETTORALE.
Il Senato ha approvato l’articolo 3 della legge elettorale, sul quale il governo aveva posto la questione di fiducia, con 148 voti a favore e 61 contrari.
La FIDUCIA sul quarto articolo della legge elettorale (il Rosatellum bis) passa, in aula al Senato, con 150 si’ e 60 no. Diminuiscono di un voto i contrari (nelle prime tre fiducie erano stati 61). I presenti sono stati 217; i votanti 210; la maggioranza richiesta era di 106.
L’aula del Senato ha approvato con 145 voti favorevoli e 17 contrari la fiducia posta dal Governo all’art. 6 del Rosatellum bis, l’ultimo. Domani si svolgeranno a partire dalle 9.30 le dichiarazioni di voto e il voto finale sul provvedimento.
Sono stati 13 i senatori di Ala che hanno votato a favore della fiducia al Governo nelle votazioni sulla legge elettorale. Solo il senatore Antonio Scavone (il quattordicesimo del gruppo verdiniano) è assente.
Anche sette senatori leghisti (Roberto Calderoli, Jonny Crosio, Silvana Comaroli, Raffaele Volpi, Paolo Arrigoni, Nunziante Consiglio e Paolo Tosato) che non avevano partecipato al voto nel corso delle prime 4 fiducie, hanno votato e detto no alla fiducia nel corso della chiama per l’art. 6. Con M5S, Mdp e Si fuori dall’aula e qualche asseza dovuta all’orario, infatti, la maggioranza che sostiene il Rosatellum bis temeva per il raggiungimento del numero legale.
In tutto sono stati cinque i voti di fiducia. Le dichiarazioni di voto e il voto finale sono in programma oggi. Il presidente emerito Napolitano e’ intervenuto per dichiarare il proprio voto favorevole, ‘per salvaguardare il valore della stabilita”. Napolitano ha poi giudicato ‘singolare e improprio il far pesare sul premier la responsabilita’ di una fiducia che garantisse l’intangibilita’ della proposta in quanto condivisa da un gran numero di partiti’, ma ha anche ammonito a non ‘comprimerne drasticamente ruolo e diritti del Parlamento’. Beppe Grillo a Roma alla manifestazione contro il Rosatellum indetta dal M5s al Pantheon.
“La legge elettorale, se sara’ approvata, consentira’ un rapporto come hanno i sindaci con la gente. Non si scappa piu’ dai collegi. Ti eleggono in un collegio e ci devi mettere la faccia, devi essere capace di andare a prendere i voti personalmente: ed e’ questa una cosa positiva”. Lo ha detto il segretario del Partito democratico, Matteo Renzi, visitando Paestum, prima tappa in Campania del suo viaggio sul treno ‘Direzione Italia’. “Il Pd – ha aggiunto – vuol fare nei prossimi mesi un lavoro tra la gente, con la gente, sui contenuti. Ma quanto fatto finora non nasce da un miracolo ma da una visione”.
“Alle cinque fiducie consecutive poste dal Governo al Senato per la legge elettorale ho deciso di non votare, pur garantendo la presenza”. Lo ha detto il senatore molisano del Pd, Roberto Ruta, al termine della votazione a Palazzo Madama. “Porre la fiducia sulla legge elettorale a mio avviso e’ un errore che poteva essere evitato votando normalmente gli emendamenti proposti. La legge elettorale – ha aggiunto – e’ la regola con cui i cittadini esprimono il proprio voto e deve appartenere al Parlamento senza intromissioni da parte del Governo. Principio basilare – conclude – che non doveva essere violato, pur in presenza, e’ l’attenuante oggettiva, di una larga intesa parlamentare, come registrato per questa legge elettorale“.
Un coro di fischi si è alzato dai manifestanti M5S in piazza al Pantheon in protesta contro il Rosatellum quando dal palco quando la deputata Federica Dieni ha chiamato in causa il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i presidenti del Senato e della Camera Pietro Grasso e Laura Boldrini in quanto “responsabili” dell’attacco alla democrazia perpetrato con questa legge elettorale. Dieni, come prima Danilo Toninelli, ha dichiarato dal palco che “Grasso dovrebbe dimettersi”.