Meloni fissa la priorità per il 2026, ma tra gli alleati scoppia la corsa alle misure più dure. Dai “maranza” alla tutela delle divise, ecco cosa cambia.
La sicurezza si conferma il terreno di scontro privilegiato all’interno del centrodestra. Se Giorgia Meloni l’ha indicata come la stella polare del governo per il 2026, Lega e Fratelli d’Italia hanno già iniziato a darsi battaglia per intestarsi le misure più simboliche del pacchetto che approderà a breve in Parlamento.
Matteo Salvini ha riunito i vertici del Carroccio per blindare quello che fonti leghiste definiscono senza giri di parole il “nuovo decreto sicurezza voluto dalla Lega”. Il sottosegretario Nicola Molteni ha messo sul tavolo un elenco di 60 misure ad alto impatto mediatico:
- Contrasto ai “maranza”: nuove norme contro le baby gang e il degrado urbano.
- Armi da taglio: divieto di porto di coltelli e stop alla vendita ai minori, con sanzioni pesanti (sospensione di patente, passaporto e permesso di soggiorno).
- Responsabilità genitoriale: multe ai padri e alle madri che non vigilano sui figli.
- Stretta immigrazione: nuove restrizioni su cittadinanze, ricongiungimenti familiari e minori non accompagnati.
Fratelli d’Italia non resta a guardare e accelera sulle misure elaborate dai propri uffici, molte delle quali anticipate dalla premier nella conferenza di inizio anno. In cima all’agenda di via della Scrofa c’è la norma “Salva-divise”: una proposta di legge firmata Galeazzo Bignami per eliminare l’automatismo dell’iscrizione nel registro degli indagati per agenti e militari che agiscono in servizio.
Il senatore Alberto Balboni punta invece a estendere l’ammonimento del Questore (già previsto dal decreto Caivano) anche ai giovanissimi tra i 12 e i 14 anni. Intanto, su pressione di FdI, si sblocca dopo mesi di stallo la delega per il riordino della Polizia locale.
Nonostante il clima apparentemente disteso sulla risoluzione per l’Ucraina, restano le frizioni tra Viminale e Difesa. FdI minaccia di dirottare fondi verso il ministero di Crosetto se la Lega insisterà per aumentare i soldati nelle stazioni (risoluzione Zoffili).
A movimentare la giornata di ieri a Montecitorio è stato però il “Team Vannacci Roma”. Il gruppo legato al generale e vicesegretario leghista ha annunciato un flashmob per contestare il decreto Ucraina, chiedendo provvedimenti “dedicati esclusivamente agli interessi nazionali”. Una mossa che continua ad alimentare sospetti e nervosismi all’interno della stessa Lega.