L’Isis ha compiuto un attacco kamikaze contro i ribelli dell’ Esercito siriano libero (Esl) appoggiati da Ankara in un villaggio a ovest di Jarablus, citta’ strategica nel nord della Siria strappata al Califfato all’inizio dell’operazione lanciata una settimana fa dalla Turchia. Lo conferma l’Osservatorio siriano per i diritti umani, che parla di vittime. E’ il primo attacco del genere dall’intervento turco in Siria. Mosca ha rivendicato la ‘paternita” del raid responsabile dell’uccisione del portavoce dell’Isis Abu Mohammad al-Adnani.
La rivendicazione da parte russa di aver ucciso il portavoce dell’Isis, Abu Mohammad al-Adnani, e’ “una burla”, ha affermato un responsabile americano del Pentagono, interpellato sulle dichiarazioni di Mosca. Il raid che ha colpito al-Adnani, la cui morte e’ stata annunciata dal gruppo jihadista e che gli Stati Uniti avevano annunciato di aver colpito, e’ stato realizzato da un drone americano Predator, ha affermato un’altra fonte americana. Ma oggi anche il ministero della Difesa di Mosca ha rivendicato la sua uccisione, “il 30 agosto, in seguito a raid di jet russi Su-34 nella zona di Maratat Yum Haush, nella provincia di Aleppo: sono stati uccisi circa 40 miliziani dell’Isis” e tra di essi vi era anche Adnani, “il numero due dell’Isis dopo Abu Bakr al-Baghdadi”, ha sottolineato il comunicato diffuso dal dicastero russo.