Sei mesi di tregua e di negoziato durante i quali Assad potra’ restare alla presidenza della Siria; poi passaggio dei poteri a ‘un governo di unita’ nazionale’ per 18 mesi e infine nuove elezioni. E’ la proposta di transizione avanzata a Londra da una rappresentanza di oppositori e gruppi di ribelli armati siriani che piu’ tardi vedranno i ministri degli Esteri del ‘direttorio’ del gruppo dei Friends of Syria (per l’Italia, Paolo Gentiloni). E’ salito intanto a tre il numero dei soldati turchi uccisi nell’attacco dell’Isis, che ieri ha lanciato razzi contro i tank di Ankara nel nord della Siria. Il presidente turco Erdogan spiega che quello americano vuole un’azione congiunta su Raqqa e aggiunge che Ankara e’ pronta a collaborare.
Salito a 3 il numero dei soldati turchi uccisi nell’attacco dell’ Isis, che ieri ha lanciato razzi contro i tank di Ankara impegnati nella zona di al Rai, nel nord della Siria. Negli scontri, morti anche 2 ribelli dell’Esercito siriano libero appoggiati da Ankara. Il presidente turco Erdogan spiega che quello americano Obama vuole un’azione congiunta su Raqqa e aggiunge che Ankara e’ pronta a collaborare. Intanto, Mosca fa sapere che si lavora a un possibile incontro sulla Siria da svolgersi “nel prossimo futuro” tra i capi delle diplomazie di Usa e Russia, Kerry e Lavrov.
Usa e Turchia sono pronti a lavorare insieme per cacciare l’Isis da Raqqa, capitale del sedicente Stato islamico. Lo ha assicurato il presidente turco Turkish Recep Tayyip Erdogan, che a margine del G20 in Cina ha discusso con Barac Obama di “cosa e’ necessario fare” in proposito. “Raqqa e’ la principale roccaforte di Daesh. Obama vuole fare qualcosa con noi, specialmente sulla questioen di Raqqa. Gli ho detto che dal nostro punto di vista non ci sarebbero problemi”, ha spiegato Erdogan. “Gli ho detto che i nostri soldati dovrebbero vedersi e discutere su cosa e’ necessario fare”, ha aggiunto.
“Siamo – ha puntualizzato Erdogan – ancora alla teoria, per dare concretezza c’e’ bisogno di tempo, ma una cosa e’certa, se ci ritirassimo ora dal nord della Siria quel territorio verrebbe preso da gruppi terroristici”. Il presidente turco ha poi smentito che vi siano mai stati attriti nella collaborazione militare tra Turchia e Usa e ha rivelato che l’idea di “ripulire” dall’Isis il confine era stata gia’ discussa con Obama durante il G20 di Antalya dello scorso anno, per poi essere rimandata.