Nuova strage di agenti negli Usa: un ex marine afroamericano di 29 anni ne ha uccisi tre e feriti altrettanti a Baton Rouge, la citta’ della Louisiana teatro di una delle uccisioni di neri da parte di poliziotti bianchi. Il killer e’ stato poi ucciso; avrebbe agito da solo, ma altre due persone sono state arrestate. Niente giustifica la violenza contro le forze dell’ordine e faremo giustizia, afferma Obama.
Tre poliziotti uccisi e tre feriti (uno dei quali in pericolo di vita): questo il bilancio dell’imboscata di domenica mattina contro agenti della polizia americana a Baton Rouge, in Louisiana. Ucciso anche l’autore della sparatoria, avvenuta a poco meno di un chilometro dal quartier generale della polizia. Secondo la Nbc, all’inizio si era pensato che ad imbracciare le armi contro gli agenti fossero stati in tre e che due sospettati fossero ancora a piede libero. Tuttavia, domenica pomeriggio, durante una conferenza stampa, la polizia ha comunicato che l’uomo ucciso nel conflitto a fuoco dopo l’agguato era stato l’unico a sparare. Altre due persone sarebbero comunque state fermate in relazione al fatto. Autore dell’imboscata e’ l’ex marine afroamericano Gavin Eugene Long, 29 anni, di Kansas City, Missouri. L’uomo, congedato dal Corpo con onore nel 2010 con il grado di sergente, ha deciso di agire il giorno del suo compleanno: era infatti nato il 17 luglio del 1987.
In diversi post online sul proprio canale YouTube, Long faceva riferimento ai recenti fatti di cronaca relativi alle uccisioni di afroamericani dalla polizia in Usa affermando che, in quanto “maschio alfa”, intendeva “opporsi all’ingiustizia”. Proprio a Baton Rouge, il 5 luglio scorso, il 37enne afroamericano Alton Sterling era rimasto ucciso dopo una colluttazione con la polizia. In un video pubblicato l’8 luglio scorso, Long sottolineava di non essere affiliato ad alcun movimento o individuo: “Voglio che lo sappiate tutti se dovesse succedere qualcosa, se dovessi fare qualcosa?non collegatemi a nulla, io sono affiliato allo spirito della giustizia: niente di piu’ e niente di meno”. Afroamericano anche uno dei tre agenti uccisi: Montrell Jackson, da poco diventato padre. Gli altri due poliziotti vittime del folle gesto di Long si chiamavano Matthew Gerald e Brad Garafola.
Appena dopo il fatto, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha definito l’imboscata un atto compiuto da “codardi che non parlano a nome di nessuno” e qualche ora dopo, dalla Casa Bianca, ha sottolineato: “La morte di questi tre coraggiosi agenti evidenzia i rischi che la polizia affronta ogni giorno”. Come nazione – ha ricordato il presidente Usa – “dobbiamo affermare con forza e chiarezza che nulla giustifica la violenza contro le forze dell’ordine. Gli attacchi contro la polizia sono attacchi contro tutti noi e contro lo stato di diritto, che e’ cio’ che rende possibile la societa’”. Il paese – ha ricordato Obama – deve ora “concentrarsi su parole e azioni che possano unirlo invece di dividerlo ulteriormente”. Non si e’ fatta attendere la risposta di Donald Trump, che da Twitter ha attaccato: “Quanti agenti dovranno ancora morire per mancanza di leadership? Chiediamo ordine”.
IL PROFILO DEL KILLER – Un veterano che online si e’ lamentato per il trattamento degli afroamericani da parte della polizia. Gavin Long, il killer di Baton Rouge, ha colpito nel giorno del suo compleanno. Sul web era conosciuto, secondo indiscrezioni, come ‘Cosmo Setepenra’, ex marine che ha lasciato nel 2010. E nei giorni scorsi era stato a Dallas, dopo la strage dei cinque agenti. Long ha frequentato l’universita’ dell’Alabama, ma ha lasciato prima di finire gli studi per un ”viaggio spirituale in Africa”. Long ha parlato della sua esperienza nei Marine sul suo sito. ”In meno di tre anni ho raggiunto il livello di sergente, come uno dei marine piu’ preparati fisicamente e disciplinati. Durante i cinque anni nei Marine sono stato in Giappone e in Iraq”. Sulla pagina Facebook di Cosmo Setepenra uno degli ultimi post faceva riferimento al trattamento degli afroamericani. Due foto di bambini con la scritta ”giustizia per tutti gli afroamericani”. Sulla pagina Twitter di Setepenra l’ultimo cinguettio e’ delle prime ore di domenica: ”Solo perche’ ci si svegli ogni mattina non vuole dire che si e’ vivi. E solo perche’ si perde il corpo fisico non vuol dire essere morti”. In un video pubblicato su YouTube il 10 luglio con il nome di Cosmo Setepenra si paragonava l’oppressione degli afroamericani agli sforzi degli americani rivoluzionari. Le informazioni pubbliche indicano che il sito convoswithcosmo.club e’ stato registrato lo scorso aprile da Gavin Long, con il suo indirizzo, il suo numero di cellulare e l’indirizzo email usato da Cosmo Setepenra.
OBAMA – “Attacchi alla polizia sono attacchi a tutti noi”. Lo afferma il presidente americano, Barack Obama, intervenendo sulla sparatoria di Baton Rouge. “Niente giustifica la violenza contro le forze dell’ordine”. “Tutti gli americano debbono ora concentrarsi sulle parole e sulle azioni che possono unire questo Paese…dobbiamo moderare le nostre parole ed aprire i nostri cuori”. Questo l’ennesimo appello all’unita’ lanciato da Barack Obama dopo l’uccisione di tre agenti ed il ferimento di altri 3 in Louisiana. Obama ha esortato tutti a calmare i toni “anche in vista delle convention che stanno per aprirsi” riferimento domani a quella repubblicana a Cleveland con DOnald Trump che oggi ha gia’ gettato benzina sul fuoco. Obama ha anche puntato il dito contro i media che, ha detto, “talvolta amplificano le divisioni”.
“Dobbiamo essere certi che il miglior servizio e il meglio di noi, non il peggio, si rifletta in tutta l’America. So che ci sono delle divisioni e talvolta sono amplificate dai media. So che nelle prossime settimane con le convention il dibattito si farà molto acceso ma dobbiamo concentrarci su come unire il paese e non dividerlo. Non abbiamo bisogno di retorica o di accuse ma di unirci e aprire i nostri cuori”. Così il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. “Abbiamo visto come a Dallas ci si è uniti, abbiamo visto come polizia e comunità si sono uniti. Sta a noi cercare di essere parte della soluzione e non del problema”. “Solo noi possiamo dimostrare con le parole e i fatti che non saremo divisi e dobbiamo farlo costantemente, dobbiamo essere uniti per fermare questa violenza – ha detto il presidente. “Ecco come mettiamo insieme le persone di buona volontà. Solo noi possiamo dare l’esempio ai nostri figli,a abbiamo la capacità di farlo ed è il modo migliore per rendere omaggio ai poliziotti che sono morti”.