LENTE SU SISTEMA PARNASI. GIP DECIDERA’ SU RILASCIO LANZALONE
Si apre quella che si annuncia come una settimana importante per la maxi inchiesta sul nuovo stadio della Roma: in arrivo documenti che potrebbero fornire nuovi elementi sul ‘sistema Parnasi’ di finanziamento alla politica e sul ruolo di Lanzalone consulente di fatto dell’amministrazione Raggi. E c’e’ l’ipotesi di interrogatorio per altri 27, anche politici. Attesa poi la decisione del gip sulla richiesta di scarcerazione avanzata dall’ex presidente di Acea.
“Bisogna introdurre una trasparenza a prescindere dalla natura dell’ente, imponendola sulla base dell’attività sostanziale svolta: se l’attività è di natura politica, allora ci deve essere massima chiarezza sulle entrate e anche sulle spese. Credo che andrebbero previste regole non diverse da quelle delle società quotate in Borsa, con bilanci chiari e certificati”. E’ quanto afferma, in un’intervista a ‘la Repubblica’, il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, alla luce dell’inchiesta sullo stadio della Roma, riferendosi alle attività di fondazioni e associazioni. “E non sarebbe illogico ipotizzare sanzioni penali analoghe a quello dell’illecito finanziamento, che invece ora riguardano solo i partiti tradizionali e non fondazioni e associazioni politiche”, continua. “Il finanziamento pubblico – osserva Cantone – è stato abrogato in modo molto frettoloso, senza introdurre uno scudo fisiologico, un contrappeso all’inevitabile ruolo che avrebbero avuto le sovvenzioni dei privati. Inoltre erano stati previsti meccanismi di controllo solo sui bilanci dei partiti tradizionali, mentre già nel 2013 esistevano fondazioni e associazioni che raccoglievano fondi per i politici”. Secondo il presidente di Anac, rispetto a quanto emerge dall’inchiesta, “l’elemento più allarmante è la figura del facilitatore, che era emersa già in altre indagini, ma qui viene addirittura paragonato a Mister Wolf di Pulp Fiction: una figura letteraria diventa concreta e viene chiamata a risolvere i problemi dello stadio. Una figura esterna che introduce un’ambiguità nel rapporto tra ente pubblico e privati”.
“A me non sembra che dalle carte sia uscito niente di serio. Almeno sulla parte dello Stadio, mi pare un’inchiesta molto costruita”. Così in un’intervista al Corriere della Sera l’assessore all’urbanistica del Campidoglio Luca Montuori. Lanzalone, si fidava? “Sì, lo conoscevo come una persona esperta e capace in diritto amministrativo. sono stato tre mesi senza staff: prima che venisse formalizzato il contratto, gli ho scritto delle mail. Cosa dovevo fare, dare capocciate al muro? Tra poco diventerà un reato parlare alla moglie. Ce ne resteremo chiusi nella solitudine delle nostre case”. E sul futuro dello Stadio: “Cerchiamo di capire, vediamo se ci sono atti che inficiano. Non voglio commettere errori e mettere a repentaglio l’amministrazione. Troppo facile ritirare in autotutela le delibere. E se poi è tutto regolare? Chi li paga centinaia di milioni di penali? In passato chi ha governato ha sempre pensato che il problema fosse di chi arrivava dopo”.