DI MAIO, E’ UN GRANDE EQUIVOCO SALVINI, LEGA SERENA, GOVERNO NON DECISO A CENA. IL PRESIDENTE DEL CONI MALAGO’ CHIEDE DI ESSERE INTERROGATO
Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, avrebbe ribadito agli inquirenti che la genesi del rapporto con Lanzalone sarebbe legato a Fraccaro e Bonafede che glielo avrebbero presentato quando si occupavano per il Movimento degli enti locali. Il sindaco e’ stato sentito come testimone dai magistrati della procura che indagano sullo stadio della Roma. Interrogatori di garanzia per gli arrestati nell’inchiesta. L’ex assessore del Pd Civita nega favori a Parnasi, i difensori del costruttore assicurano che ‘e’ tranquillo e rispondera’ ai Pm’. Malago’ chiede di essere ascoltato ‘per chiarire la sua posizione’. Alcuni quotidiani riferiscono anche di una cena ‘segreta’ tra Lanzalone, Parnasi e Giorgetti. Salvini minimizza: ‘Che ne so?’.
“E’ un grande equivoco, e’ tutto un grande malinteso. Io sono tranquillo”. Cosi’ il vicepremier Luigi Di Maio ha parlato ieri sera a Pomezia dell’inchiesta sullo stadio della Roma. Ostenta tranquillita’ anche l’altro vicepremier, Matteo Salvini. “Come Lega siamo sereni – ha detto -, il Governo l’abbiamo deciso altrove non a cena. La responsabilita’ me la prendo io e Luigi Di Maio”.
La sindaca di Roma Virginia Raggi, ascoltata come testimone in Procura sulla vicenda del nuovo stadio della Roma e in particolare sul rapporto con Luca Lanzalone, ha ribadito quanto ha già detto nei giorni scorsi. Sulla genesi del rapporto dell’avvocato genovese con l’amministrazione capitolina, la sindaca ha detto che Lanzalone gli era stato indicato dagli esponenti degli M5S Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede, che all’epoca dei fatti, inizio 2017, erano responsabili per il Movimento degli enti locali.
“Per favore non iniziamo con il solito fango”, ha puntualizzato. Mentre il sindaco metteva a verbale le sue dichiarazioni, in un’altra palazzina della cittadella giudiziaria si sono svolti gli interrogatori di garanzia. Per oltre tre ore Lanzalone si è dichiarato estraneo a qualunque vicenda. “Nella mia vita non ho mai compiuto nulla di illecito, respingo con forza ogni addebito”, ha detto al gip. La procura contesta all’avvocato genovese un episodio di corruzione per avere ricevuto dall’imprenditore Parnasi la promessa di consulenze per il suo studio legale per circa centomila euro. Il costruttore, detenuto a Milano, ha scelto di non rispondere al gip avvalendosi della facolta’ di non rispondere. Facendo sapere, attraverso i suoi legali, di voler chiarire con i pm. E, soprattutto, che i ‘finanziamenti erano una scelta personale e non asset di impresa’.
In giornata spicca l’iscrizione ufficiale nel registro degli indagati del presidente del Coni, Giovanni Malago’m che ha chiesto di essere convocato per un interrogatorio. “Voglio chiarire subito questa vicenda”, ha detto.
E’ arrivata una vicenda giudiziaria a scuotere il governo giallo-verde, il Movimento 5 stelle e anche la Lega. Nel Movimento sotto traccia si fa sentire l’ala ortodossa, composta da quei parlamentari che fanno riferimento al presidente della Camera, Fico, e che chiedono che non siano fatti sconti. Nel mirino pure il Guardasigilli Bonafede che porto’, secondo quanto sottolineato anche dalla sindaca Raggi, Luca Anzalone, ormai ex presidente di Acea, alla corte pentastellata. Renzi chiede che il ministro della Giustizia riferisce in Aula. “E’ molto piu’ facile fare la voce grossa con 600 persone in mezzo al mare, con le Ong e con le associazioni di volontariato, che fare la voce grossa con i palazzinari”, attacca il dem Delrio. Nel mirino del Pd e’ finito anche il Carroccio. Innanzitutto per quel finanziamento di 250mila euro all’associazione ‘Piu’ voci’ rappresentata dal tesoriere e deputato del partito di via Bellerio, Centemero.
Secondo le carte dell’inchiesta e’ emersa anche una cena tra l’imprenditore Parnasi, l’ex presidente di Acea Lanzalone e Giorgetti. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, incontrando a palazzo Chigi esponenti leghisti entrati al governo, ha minimizzato la portata di quegli incontri. Mai ricevuto pressioni o fatto favori, ha sottolineato. Sull’incontro tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Lanzalone e Parnasi ha ironizzato anche Salvini: “Giorgetti? Organizza cena segreta con me… Per parlare di calcio”. “Anche io – ha sottolineato il segretario del Carroccio – in passato sono andato a vedere una partita all’Olimpico con Parnasi…pensa te. Se ha commesso dei reati e’ giusto che paghi, ci mancherebbe. Lo conoscevo come persona corretta e simpatica ma non faccio il giudice”.