ALLARME DI LAGARDE, ‘AREA EURO NON PRONTA A PROSSIMA CRISI’
Cattive notizie anche da S&P Global taglia, che taglia le stime di crescita sull’Italia. Nel 2019, si legge in un report sull’Eurozona, l’aumento del pil italiano e’ stato rivisto allo 0,1%, dallo 0,7% previsto a dicembre. L’Italia, anche questa volta, è l’ultimo paese della zona euro.
Il nuovo allarme preoccupa il segretario del Pd Zingaretti che lancia l’ennesimo allarme e annuncia la presentazione a governo e forze sociali di una serie di proposte “per salvare il Paese”, chiedendo l’apertura di un confronto. Confindustria, dopo le dichiarazioni del presidente, propone dalla prossima settimana una serie di “incontri sul territorio”, a porte chiuse, “per discutere del futuro dell’Europa con politici e imprenditori e presentare la sua agenda in vista delle elezioni europee del 26 maggio”.
Proprio in queste ore Confindustria ha azzerato le previsioni per il Pil 2019, Da viale dell’Astronomia parlano di un’Italia “ferma”. Critiche per “una manovra poco orientata alla crescita” e “il progressivo crollo della fiducia delle imprese”. Secondo le previsioni degli industriali, quest’anno “la domanda interna risultera’ ferma e una recessione potra’ essere evitata solo grazie all’espansione della domanda estera”. Per quanto riguarda Reddito di cittadinanza e Quota 100 “daranno un contributo, seppure esiguo, alla crescita”, ma allo stesso tempo “hanno contribuito al rialzo dei tassi sovrani e al calo della fiducia, con un impatto negativo sulla crescita”. Nulla di buono anche sul fronte del lavoro, dove “non c’e’ un’inversione di tendenza”. “Il Governo ha ipotecato i conti pubblici e non ci sono scelte indolori”, avverte infine Confindustria, sottolineando il “bivio” tra “rincaro Iva” o “far salire il deficit pubblico al 3,5%”.
L’area euro non e’ pronta per la prossima crisi: ”e’ piu’ preparata” per un’inattesa tempesta economica rispetto a 10 anni fa. Ma non e’ abbastanza resistente”, e’ l’allarme del direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, spingendo affinche’ si compiano progressi sul fronte dell’Unione Bancaria e del Mercato dei Capitali.