STRAGE PIANIFICATA E ANNUNCIATA ONLINE. LA RABBIA DELL’ISLAM. ARRANT SPREZZANTE IN AULA, FA IL SALUTO DEI SUPREMATISTI. ARRANT MINACCIATO IN CARCERE CASA BIANCA, ‘TRUMP NON E’ UN SUPREMATISTA BIANCO’
E’ salito a 50 morti e 36 feriti il bilancio della strage nelle moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda. Da stasera la restituzione dei corpi alle famiglie. Domani il governo discutera’ nuove leggi sulle armi. Il killer australiano aveva viaggiato in Croazia, Bosnia e Serbia negli anni scorsi. In Italia il Viminale monitora per evitare emulazioni o ritorsioni.
E’ di 50 morti e 47 feriti il bilancio dell’attacco armato condotto contro due moscheea Christchurch, in Nuova Zelanda. Arrestati tre uomini e una donna. La premier Ardern: un ‘attacco terroristico’. A sparare un australiano di 28 anni, Brenton Tarrant, che ha ripreso la strage in diretta streaming e l’ha pubblicata su Facebook. La pianificava da due anni e l’aveva annunciata su un forum online in cui aveva diffuso un manifesto anti-immigrati dove si dichiara ‘fascista’ e loda Trump e la Cina, inneggiando alla morte di Merkel, Erdogan e Sadiq Khan. Sul suo mitra il nome di Luca Traini, autore dell’attacco contro migranti a Macerata. La solidarieta’ del Papa, l’allarme di Mattarella. La rabbia del mondo islamico: per Iran e Al-Azhar e’ il frutto dei discorsi d’odio contro i musulmani.
Il 28enne australiano, ammanettato e scalzo, ha sogghignato ai giornalisti. Comparira’ di nuovo davanti ai giudici il 5 aprile per rispondere dei 50morti a Christchurch. L’Iran chiede una riunione urgente dell’Organizzazione di cooperazione islamica. Trump minimizza la minaccia suprematista.
Pochi minuti dopo il suo ingresso in tribunale Brenton Tarrant, il 28enne australiano accusato dell’attacco nelle due moschee di Christchurch, ha fatto ‘ok’ con la mano, un gesto utilizzato dai suprematisti bianchi e dai troll razzisti su internet. Lo rivela il New Zealand Herald pubblicando una foto. Intanto dopo le dichiarazioni della premier neozelandese Jacinda Ardern sull’intenzione di rivedere la legislazione sulle armi, il procuratore generale David Parker ha chiarito che “non e’ stata presa ancora nessuna decisione in merito al bando delle armi semi-automatiche”.
Brenton Tarrant e’ nel mirino delle gang criminali locali che minacciano ritorsioni contro di lui in carcere. E la Casa Bianca respinge le critiche piovute su Trump per la sua condanna ritenuta troppo generica dell’attentato: ‘Il presidente non e’ un suprematista bianco’. Dalla Nuova Zelanda Facebook fa sapere di avere rimosso 1,5 milioni di video della strage nel mondo. All’Angelus il Papa, esprimendo la vicinanza ai fratelli musulmani, ha chiesto di fermare odio e violenza.
LA STRAGE – Mancano pochi minuti alle 14 quando Brenton Tarrant, un australiano di 28 anni, entra nella moschea di Al Noor a Christchurch,in Nuova Zelanda, sparando senza mai fermarsi con la sua arma automatica. E’ subito strage. Sono 41 i morti. Poco dopo un altro attacco, alla moschea di Linwoood, a pochi chilometri di distanza: altri sette morti. E il venerdì della preghiera diventa una giornata di lutto.
Tarrant, un suprematista bianco, filma tutto, grazie a una telecamera montata sul suo casco, e trasmette le immagini di morte e terrore in diretta su Facebook. Sul caricatore del suo fucile, scritta con caratteri bianchi, una lista di nomi, di personaggi che l’hanno “ispirato”: tra questi, quello di Luca Traini, l’uomo che a Macerata sparo’ a caso sugli immigrati sugli immigrati africani.
Il bilancio del peggior attacco terroristico della storia della Nuova Zelanda e’ pesantissimo: 50morti e decine di feriti. Le forze dell’ordine hanno arrestato tre persone, tra cui il killer, bloccato mentre era sulla sua automobile. Gia’ domani comparira’ davanti ad un giudice. Come anticipato da alcuni media e poi confermato dal premier australiano Scott Morrison, si tratta di un cittadino australiano di 28 anni, un “uomo bianco”, un “estremista di destra”, un “violento terrorista”. Il quale, poche ore prima di compiere l’attentato, ha diffuso su Internet il suo delirante “manifesto”, in cui rivela di essersi ispirato ad Anders Breivik, l’uomo della strage di Utoya del 2011, definito “il cavaliere giustiziere”.
Nello scritto di 87 pagine, intitolato ‘The Great Replacement’, Tarrant indica anche altri obiettivi da mettere a morte: tra questi Angela Merkel – “la prima della lista” – il sindaco di Londra, Sadiq Khan, e il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Il presidente americano, Donald Trump, viene invece citato come “simbolo della rinnovata identita’ bianca”. Non solo: il killer spiega di aver deciso di compiere questi attacchi come “vendetta” per gli attacchi terroristi compiuti “da islamisti” in Europa, e spiega di aver contatto “i cavalieri templari chiedendo approvazione e supporto per l’attacco, e me l’hanno dato”. Parla di voler salvare la razza bianca dagli “invasori”, si definisce “ecofascista” e vuole un “nazionalismo verde”: “La diversita’ e’ una debolezza”, insiste Tarrant, per il quale icone pop come Jackson, Mercury, Madonna e Cobain “sono dei degenerati”.
I testimoni raccontano scene da film di guerra nell’attacco, avvenuto mentre in Italia erano quasi le due di notte. Un palestinese che si trovava nella moschea Al Noor dice di aver visto il killer sparare ad una persona alla testa: “Ci sono stati tre colpi rapidi, dopo 10 secondi la raffica e’ partita di nuovo. La gente ha cominciato a correre fuori, alcuni erano coperti di sangue”. Un altro testimone dice che stava pregando quando ha sentito i primi spari: “Ho visto anche sparare sui bambini. C’erano cadaveri dappertutto”. Terribile il racconto di un sopravvissuto all’Afp: “Sentivo le urla strazianti di chi veniva colpito a morte. Sono rimasto immobile, pregando Dio di essere risparmiato. Il killer ha ucciso alla mia destra e alla mia sinistra. Poi si e’ spostato nella stanza dove pregavano le donne e da li’ sono arrivate altre urla che non riesco a dimenticare”. La Nuova Zelanda e’ sotto shock. La premier Jacinda Ardern non ha esitato a parlare di “attacco terroristico, ben organizzato”. E’ “uno dei giorni piu’ oscuri nella storia dxel Paese”, ha aggiunto. Immediatamente le forze di sicurezza hanno innalzato le procedure di sicurezza vicino a tutte le moschee neozelandesi. Le scuole sono state chiuse, molti edifici pubblici sono rimasti blindati per ore. Ad Auckland sono stati fatti brillare dei pacchi sospetti. Nella citta’ di Dunedin, a 350 chilometri da Christchurch, la polizia ha fatto evacuare un edificio: in un primo momento era qui che Tarrant voleva colpire, per poi decidersi per Christchurch, “dove ci sono molti piu’ invasori”. Con circa 50 mila fedeli, i musulmani rappresentano una piccola minoranza in Nuova Zelanda. Nondimeno, e’ qui che Tarrant ha deciso di colpire. Le immagini realizzate dal killer – che nel suo manifesto si autodescrive come “un normale uomo bianco”, che non ha fatto l’universita’ perche’ li’ “non c’era niente di interessante da imparare”, poi diventato personal trainer in una palestra – per alcune ore si potevano ancora trovare in rete, prima che le autorita’ ne disponessero la cancellazione. Finora la polizia non si e’ espressa sul fatto se anche l’assalto alla seconda moschea, dove si sono contati 7 morti, sia da addebitare all’australiano, che e’ stato fermato dagli agenti mentre si allontanava sulla sua auto. Quel che si sa e’ sono state tratte in arresto altre due persone, anche loro in possesso di armi da fuoco. Una quarta persona e’ stata liberata. La polizia ha anche trovato degli ordigni esplosivi fissati ad alcune automobili. Facebook ha reso noto di aver “rapidamente” rimosso il video con l’attacco.
Ammanettato, una tunica bianca da carcerato, a piedi nudi e con un atteggiamento di sfida, il suprematista australiano autore della strage in due moschee in Nuova Zelanda e’ apparso in un tribunale di Christchurch all’indomani della mattanza. Il 28enne Brenton TarrantHarrison, che non aveva precedenti penali ma era ossessionato dall’idea che i musulmani stiano invadendo il mondo, e’ stato incriminato per omicidio per la morte di 50 persone e il ferimento di decine di altri, tra i quali anche bambini. Le autorita’ neozelandesi potrebbero formulare ulteriori capi di accusa e il giudice ha ordinato la detenzione provvisoria fino a quando non verra’ nuovamente riportato in tribunale, il 5 aprile. Tarrant, incatenato a mani e piedi, era affiancato da due poliziotti non ha parlato, ma ha fatto il saluto dei suprematisti bianchi con il pugno alzato. Secondo la stampa neozelandese ha anche fatto un gesto di scherno ai fotografi. Il suo avvocato d’ufficio non ha presentato la richiesta di liberta’ su cauzione. Intanto, la premier neozelandese, Jacinda Ardern, ha promesso di riformare le leggi sulle armi da fuoco. L’attacco e’ stato il peggiore massacro mai avvenuto in tempo di pace in Nuova Zelanda e il Paese ha innalzato al massimo il suo livello di ‘minaccia alla sicurezza’. Adern ha spiegato che Tarrant, che non aveva antecedenti penali, era in possesso di cinque armi, incluse due semiautomatiche e due pistole, acquistate con regole permesso nel novembre del 2017. La premier ha promesso una “pronta risposta” da parte del governo e ha sottolineato che il divieto di possedere armi semiautomatiche e’ “senza dubbio una delle questioni” che valutera’ “con effetto immediato”.
In un delirante manifesto, un decalogo di 74 pagine pieno di odio, con un armamentario di proclami xenofobi e fascisti, Tarrant affermava che “gli invasori devono essere allontanati dal suolo europeo, indipendentemente da dove o quando siano venuti. Rom, africani, indiani, turchi, semiti o altro: se non sono del nostro popolo, ma vivono nelle nostre terre, devono essere mandati via”. Gli attacchi si sono verificati nelle prime ore del pomeriggio in due moschee situate nel centro di Christchurch, la piu’ grande citta’ dell’Isola del Sud, nel giorno della preghiera musulmana, il venerdi’. Tarrant ha pubblicato in diretta streaming la sua folle azione, grazie a una mini-telecamera piazzata sul casco. E si e’ mostrato anche nel video, i capelli radi, vestito con tuta militare e il giubbotto antiproiettile, con l’arsenale di armi usate nell’attacco: scarabocchiati in penna bianca le date delle storiche battaglie cristiane contro gli ottomani e degli uomini che le avevano combattute. Per l’eccidio sono state fermate altre due persone (una terza e’ stata rilasciata dopo poche ore) e la polizia ha confermato che sta vagliando la loro posizione. Intanto in diverse localita’ sono stati dispiegati agenti armati, inusuali in un Paese che ha tassi quasi irrisori di violenza armata. Nessuno degli arrestati aveva precedenti penali o era in una ‘watchlist’ in Nuova Zelanda o in Australia. La polizia e’ stata dispiegata in maniera massiccia anche nell’ospedale dove sono ricoverati i feriti e sono accorsi i familiari. Undici persone rimangono in terapia intensiva, sono persone che vanno dai due fino ai 60 anni. Alcuni feriti lievi invece sono stati dimessi, ne rimangono 36 in tutto nell’ospedale di Christchuch. Gia’ oggi intanto ci saranno i funerali per alcune delle vittime, molte delle quali erano straniere.